Tristi prospettive in Europa

Brasile, da grande importatore a produttore di aglio

La situazione del mercato internazionale dell'aglio è fortemente influenzata da due fattori principali, che hanno condizionato prezzi e flussi commerciali tradizionali.


Foto: Agrimpex Farming 

"Il primo si deve alla posizione del Brasile - dichiara Antonio Tuccillo, amministratore della Agrimpex Farming - Questa nazione, in passato grande importatrice di aglio soprattutto da Spagna, Cina e Argentina, si è trasformata in un Paese produttore, azzerando di fatto le importazioni dalle nazioni citate. Risultato? Spagna e Cina hanno tuttora grandi quantità frigoconservate e dubito che possano essere collocate prima della raccolta delle nuove produzioni in primavera-estate".

"Il secondo fattore riguarda i noli marittimi, che hanno raggiunto un livello proibitivo, perché il costo del trasporto è quasi più alto del valore dello stesso aglio trasportato dalla Cina ai porti europei. Ciò crea una distorsione dei valori di mercato che, in molti casi, sono serviti a bloccare le forniture dalla Cina, in favore di quelle più concorrenziali della Spagna".

Cina
In Cina, altro fattore di distorsione è la grande speculazione presente nel mercato che falsa in maniera importante l’andamento dei prezzi, secondo Tuccillo. "Le quotazioni non sono più conseguenza del rapporto tra domanda e offerta, ma sono distorte dal gioco del capitale".


Foto: Agrimpex Farming 

America Latina
Il Sud America, con l'Argentina già in piena produzione, per il momento non risente di questa situazione, in quanto esporta molto verso gli Stati Uniti. "Dovrà però fare i conti con la diminuita capacità di importazione del Brasile e con il nuovo potenziale di vendita del Perù, che anno dopo anno sta diventando un credibile Paese produttore ed esportatore di aglio, grazie anche alle varie epoche produttive, legate al clima, che consentono più produzioni in un anno", continua Tuccillo.

Europa
I prezzi in Europa si aggirano intorno ai 2,00 euro/kg e, a fatica, si riesce a spuntare qualcosa in più. "In generale, quindi, una triste prospettiva, anche perché le semine effettuate da settembre a oggi in Europa hanno interessato un areale simile a quello dello scorso anno. Ciò lascia presagire, clima permettendo, un raccolto abbondante, mentre ancora giacciono invendute giacenze della scorsa stagione".


A sinistra: semina a ottobre 2021. A destra: coltivazione di aglio in Campania, stagione 2021/22. Foto: Agrimpex Farming 

Infine, secondo Tuccillo, c'è da considerare che nel giro di 3-4 settimane si potrà importare il primo aglio fresco ben maturo dall'Egitto. "Tale situazione potrebbe ugualmente esasperare i prezzi, già abbastanza bassi, e non compensare il produttore in maniera soddisfacente".

"Aspettiamo tempi migliori", conclude il commerciante italiano.


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