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Uva da tavola: i primi bilanci dalla Puglia

La campagna 2021 dell'uva da tavola italiana è stata - ed è tuttora- molto complessa, a causa di variabili attinenti alle vendite, alla carenza di manodopera e ai rincari delle materie prime. Per avere un commento sui fattori commerciali che hanno contribuito a connotarla in tal modo, abbiamo chiesto un commento ad Angelo Di Palma, membro del consiglio direttivo dell'associazione Apeo, nonché legale rappresentante di Fruitsland, realtà imprenditoriale pugliese, specializzata nella produzione e commercializzazione di uva da tavola.

Angelo Di Palma

"Abbiamo registrato un ritardo nell'inizio della raccolta e, conseguentemente, nell'avvio dei programmi di vendita di circa 15 giorni rispetto al normale calendario commerciale. Tale ritardo, associato a rese per ettaro superiori rispetto alla media e a un'offerta di prodotto particolarmente aggressiva proveniente dai nostri competitors esteri, ha determinato un accumulo di prodotto che non è andato di pari passo con le richieste del mercato, nonostante quantitativi del tutto ridotti di altre referenze tipicamente estive".

"Questa situazione ha contribuito a determinare prezzi inferiori del 20-25% rispetto alle precedenti annate, sebbene la qualità delle uve fosse eccezionale, anche grazie al favorevole andamento climatico, registrato sino alla fine di ottobre. Alla flessione delle quotazioni, si sono aggiunti i rincari delle materie prime che, insieme all'aumento dei costi dell'energia elettrica e del carburante del 30-40%, hanno maggiormente complicato il prosieguo della campagna".

"Dai primi bilanci, notiamo un ulteriore incremento nelle quote di vendita delle seedless rispetto alle cultivar tradizionali. Nello specifico, anche quest'anno le varietà a bacca bianca registrano le maggiori vendite in termini di volumi, tuttavia le uve rosse/nere e la referenza mix presentano un importante trend di crescita".

Per quanto riguarda il confezionamento, Di Palma ci riferisce che gli imballaggi più richiesti dalle catene della GDO sono: il cestino da 500 gr, sia clamshell che termosaldato e il carry bags da 4,5 kg. In particolare, il cestino termosaldato riscuote sempre maggior appeal sul consumatore finale.

"Già da inizio stagione, le uve italiane sono in forte competizione con le produzioni estere del bacino del Mediterraneo, come Egitto, Spagna, Turchia e Grecia. Nel periodo medio-tardivo si aggiungono le produzioni d'oltremare concorrenti, le quali giungono sul mercato europeo già intorno alla metà di ottobre. Per quando riguarda invece le vendite nel mercato interno, queste si protrarranno fino a quando le disponibilità ce lo permetteranno. La Gdo italiana, per fortuna, tende a prediligere uve coltivate in Italia".

Per maggiori informazioni:
Fruitsland
Via del Melocotogno, 3 - P. 1
70014 Conversano (BA)
(+39) +39 080 9671685
(+39) +39 338 3259579
info@fruitsland.it
www.dipalma.it


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