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Frutta estiva: il fatturato risente di un calo produttivo storico, nonostante l'aumento dei prezzi

Secondo il rapporto di sintesi sulla frutta estiva pubblicato nel 2021 da Agreste, l'Ufficio di statistica del Ministero francese dell'alimentazione e dell'agricoltura, i raccolti ai minimi storici (a causa della gelata di aprile) hanno portato a un aumento degli attuali prezzi alla produzione rispetto al 2020, ma questo non è bastato a compensare il gap. I ricavi sono diminuiti per albicocche e ciliegie, ma sono rimasti stabili per pesche e nettarine.

Albicocche: calo produttivo a livelli storici
Nel 2021, il raccolto di albicocche francesi è stimato a 56.000 tonnellate, che è meno della metà della produzione media annua del periodo 2016-2020. E' la produzione più bassa degli ultimi 42 anni, a causa della storica gelata primaverile che ha colpito tutte le regioni produttrici, e in particolare la Valle del Rodano. Le varietà più tardive sono state le più colpite, come la Bergeron, coltivata principalmente nella Valle del Rodano.

Albicocche: produzione europea storicamente bassa 

Secondo la Fiera internazionale del settore ortofrutticolo del Mediterraneo (medFEL), la produzione europea di albicocche è in calo del 20% rispetto al raccolto già scarso del 2020, e del 37% rispetto al livello medio delle campagne 2016-2020. E' la produzione più bassa da almeno 20 anni, conseguenza delle gelate primaverili che hanno duramente colpito tutti i Paesi europei produttori di albicocche. In Italia, Grecia e Spagna si è perso un terzo del raccolto, rispetto al livello medio 2016-2020.

Pesche: produzione in netto calo
Nel 2021, il raccolto francese di pesche-nettarine, stimato in 146.000 tonnellate, è stato inferiore del 19% rispetto allo scorso anno, e del 26% alla media 2016-2020 (grafico 2). Le rese sono state le più basse registrate in 23 anni. Il gelo ha colpito tutte le regioni produttrici. Nella Valle del Rodano si stima meno della metà del raccolto, dopo una produzione già bassa nel 2019 e 2020. In Occitania le perdite sono state più contenute (-6% rispetto allo scorso anno).

Pesche: produzione europea storicamente bassa

Ciliegie: raccolto più basso da mezzo secolo
Nel 2021, il raccolto francese delle ciliegie, stimato in 16.000 tonnellate, si è dimezzato rispetto allo scorso anno e alla media di 5 anni. Nessun bacino produttivo è stato risparmiato dalla gelata di aprile, in particolare la Valle del Rodano. La Francia ha registrato la produzione e le rese più basse da almeno 46 anni. Le varietà precoci sono state le più colpite. La campagna di produzione si è protratta nel tempo, a causa del ritardo nella crescita vegetativa.

Aumento delle esportazioni di frutta estiva, a eccezione delle pesche
Per la campagna 2021 (da maggio ad agosto), le esportazioni di albicocche francesi sono aumentate del 20% rispetto al 2020, dopo un calo del 50% nel 2020 (tabella 1). L’aumento delle esportazioni è avvenuto in un contesto in cui il mercato europeo ha registrato una carenza storica di albicocche. Tuttavia, i volumi sono rimasti inferiori del 58% rispetto alla media 2016-2020.

Nello stesso periodo, le importazioni sono diminuite del 10% rispetto alla media quinquennale. Questo calo può essere in gran parte motivato dai minori volumi provenienti dalla Spagna, a causa del gelo che ha ridotto il potenziale di esportazione del Paese. Per quanto riguarda le ciliegie, anche la Francia ha aumentato le sue esportazioni da maggio a luglio 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 (+10%), ma ha registrato una riduzione del 27% rispetto alla media 2016-2020. Il calo della produzione francese ha interessato principalmente le varietà precoci, mentre sono state maggiormente esportate le ciliegie tardive, che sono state colpite in misura minore dalle gelate. Nello stesso periodo le importazioni, la maggior parte delle quali provenienti dalla Spagna, sono quasi raddoppiate rispetto al livello medio. Da giugno ad agosto 2021, le esportazioni di pesche francesi sono diminuite rispetto al 2020 (-9% in media) e alla media 2016-2020 (-24%). Contemporaneamente, le importazioni soprattutto dalla Spagna, sono state inferiori del 12% rispetto allo scorso anno, ma sugli stessi livelli della media quinquennale.

Prezzi alla produzione più alti
Nel 2021, i prezzi alla produzione per le albicocche sono stati superiori del 3% rispetto a quelli già alti del 2020, e del 38% alla media 2016-2020. A maggio l'offerta si è ridotta, così come le vendite. La grande distribuzione ha preferito il prodotto spagnolo e ha aspettato che crescesse la fornitura francese. A giugno 2021, i prezzi sono aumentati (+12% rispetto allo scorso anno, e +45% rispetto alla media 2016-2020). All'inizio del mese, la qualità eterogenea della frutta ha spinto gli operatori a vendere i lotti per la trasformazione in confettura. La domanda è stata quindi fiacca e le scorte hanno iniziato ad aumentare. Poi, con l'arrivo della bella stagione e di varietà più gustose sul mercato, la domanda si è rafforzata. La vendita al dettaglio ha promosso le albicocche francesi in sostituzione di quelle spagnole, quest'anno già meno presenti sugli scaffali. Il mercato è stato più fluido.

Da maggio a luglio 2020, gli acquisti di albicocche per il consumo domestico sono diminuiti di un quarto rispetto all'anno precedente, soprattutto a causa di un calo produttivo.

Tra giugno e settembre 2021, i prezzi delle pesche-nettarine sono aumentati di un quarto in un anno (+43% in più rispetto ai prezzi medi 2016-2020). A giugno 2021 i prezzi sono rimasti stabili (+22% rispetto al 2020 e +43% rispetto alla media di 5 anni), a causa di una fornitura ridotta. La campagna è iniziata con i prodotti del Roussillon (in ritardo rispetto al 2020), seguiti dai prodotti del Gard e de La Crau. Il mercato è stato dinamico per le nettarine, ma non per le pesche. Sono state organizzate delle attività promozionali nei grandi supermercati.

Per tutta la campagna 2021 (da maggio a luglio), i prezzi alla produzione per le ciliegie sono aumentati del 50%, rispetto allo scorso anno e rispetto alla media 2016-2020. La campagna di commercializzazione è avvenuta in ritardo, in confronto al 2020. A maggio 2021, i prezzi delle ciliegie erano nettamente superiori rispetto al 2020 (+34%) e alla media 2016-2020 (+50%). L'offerta è stata limitata a causa del gelo, che ha colpito maggiormente le varietà precoci. La domanda, molto forte a fine mese, non ha potuto essere soddisfatta. Inoltre, la qualità delle prime ciliegie raccolte è risultata instabile, il che non ha aiutato a promuovere la frutta sugli scaffali. A maggio, i volumi dalla Spagna sono risultati quasi il doppio di quelli abituali, a seconda degli arrivi sul mercato di Saint-Charles a Perpignan.

A giugno 2021, i prezzi delle ciliegie sono stati nettamente superiori a quelli del 2020 (+48%) e alla media 2016-2020 (+51%). La domanda era buona, ma i prezzi elevati hanno frenato i consumi, soprattutto a fine mese, quando anche le temperature erano più fresche. I valori sono stati poi abbassati nel tentativo di sostenere le vendite. Anche la concorrenza della Spagna è stata forte, soprattutto sui mercati all'ingrosso, dove i volumi importati sono stati maggiori rispetto a quelli degli anni precedenti.

Nel 2021, calo del fatturato nazionale della frutta estiva, ad eccezione delle pesche
Nel 2021, il fatturato delle albicocche francesi si è ridotto di un terzo a livello nazionale, rispetto allo scorso anno e alla media 2016-2020. Il forte calo della produzione non ha compensato l'aumento dei prezzi (grafico 3). Tuttavia, questa tendenza nazionale nasconde le differenze tra le regioni e tra i produttori, che dipendono dall'impatto del clima su ciascuna azienda agricola. Nella Valle del Rodano e in Provenza, le entrate si sono dimezzate rispetto al 2020, ma sono rimaste stabili in Linguadoca-Rossiglione.

Da giugno a settembre 2021, il fatturato delle pesche è aumentato a livello nazionale (+1% dal 2020 e +6% rispetto alla media 2016-2020 (grafico 4)). L'aumento dei prezzi ha più che compensato il calo della produzione. Tuttavia, questa evoluzione è stata differente, a seconda del bacino produttivo e del produttore.

A livello nazionale, il calo della produzione di ciliegie ha superato l'aumento dei prezzi, e le entrate del 2021 si sono ridotte di un terzo rispetto allo scorso anno e alla media 2016-2020 (grafico 5). La produzione è risultata inferiore rispetto al 2020 per tutti i bacini produttivi, ma superiore in Linguadoca-Rossiglione, dove le colture sono state meno colpite dalle gelate primaverili.


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