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Già 50 ettari in Emilia Romagna in programma nei prossimi mesi

Progetto nocciolo a gonfie vele

Procede spedito il progetto nocciolo di Terremerse. Come spiega Marco Babini, responsabile del progetto, "In Emilia Romagna abbiamo già concordato 50 ettari, dalla zona di Bologna fino a Forlì, che saranno piantumati in dicembre. Ma questo è solo l'inizio. C'è un forte interesse da parte di aziende in Veneto, nella zona di Verona, così come nelle Marche, in provincia di Pesaro e in Toscana, nella zona di Arezzo.

Per essere un progetto lanciato alcuni mesi fa, l'interesse è davvero notevole. Considerata la durata media di un impianto (30 anni) e dal confronto con altre specie frutticole e con il vigneto, le spese maggiori nella realizzazione di un corileto sono dovute solamente all'acquisto delle piante certificate e all'eventuale realizzazione dell'impianto d'irrigazione".

Marco Babini

Inoltre, Terremerse ha siglato un accordo con la Fondazione per l’Agricoltura Fratelli Navarra di Ferrara, per la realizzazione di un campo sperimentale per testare sesti d’impianto e varietà di nocciolo.

Lo scopo della cooperativa Terremerse è quello di creare una filiera del nocciolo, a favore dei propri associati. La Cooperativa, oltre a garantire sempre il ritiro totale delle produzioni, realizzerà a Ravenna un impianto per gestire le fasi di lavorazione e conservazione, fino alla vendita, e tre centri periferici (Marche, Toscana, Umbria) per gestire le operazioni di campionatura e prima separazione dei lotti di prodotto, per un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro.

Terremerse offre agli agricoltori che aderiranno il contratto di coltivazione a un prezzo costituito in parte (70%) dal costo standard di produzione (rivalutato su base triennale) più un margine stabilito, e in parte (30%) da una media dei prezzi di borsa.

Marco Babini

Sono 7 le regioni coinvolte nel progetto: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Marche, Toscana, Lazio e Umbria. "Questo progetto - aggiunge Babini - è per Terremerse un'iniziativa di massima importanza. Rappresenta la volontà di diventare attori di una filiera di qualità, tracciabile e 100% italiana. Il nostro Paese, infatti, è attualmente carente di questo prodotto, che viene quindi importato dall'estero, in particolare dalla Turchia.

Il 75% del prodotto che la Cooperativa raccoglierà verrà venduto a Ferrero il restante 25% sarà commercializzato sul mercato alle migliori condizioni dall’O.P. Terremerse Sezione Ortofrutta".

Per maggiori informazioni
Progetto nocciolo


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