Strumenti di modellazione predittiva al servizio di una migliore uniformità dei frutti nella catena di fornitura

Un progetto di ricerca e sviluppo (R&S) condotto dalla australiana Agriculture Victoria sulla gestione integrata della qualità delle drupacee lungo la catena di fornitura, ha fornito una migliore conoscenza sull’andamento delle esportazioni.

L'orticoltore e ricercatore John Lopresti ha illustrato il progetto, della durata di 4-5, anni durante la conferenza Hort Connections, spiegando il protocollo di innovazione del dipartimento governativo per massimizzare lo stoccaggio e la shelf life non solo delle drupacee, ma anche dei manghi. Lopresti ha dichiarato che molto spesso i modelli di filiera non considerano il pre-raccolta o ciò che accade nel frutteto.

"Questo è uno dei fattori più importanti nel determinare la perdita di qualità e, in generale, la qualità nelle esportazioni", ha affermato il ricercatorei. "Per quanto riguarda la fase pre-raccolta, stiamo esaminando l'effetto delle singole cultivar, la maturazione del raccolto, le pratiche agronomiche e il clima o l'ambiente. Poi verifichiamo i trattamenti post-raccolta, come il raffreddamento, la sanificazione, l'estensione della shelf life e il confezionamento. Quindi, disponiamo di tutte queste tecnologie o della capacità di controllare o modificare il modo in cui gestiamo le nostre colture, e sappiamo tutti che la temperatura di conservazione è un fattore chiave nell'esportazione e per la durata dello stoccaggio. Tutti questi fattori determinano la perdita di qualità durante le spedizioni su lunghe distanze".

Foto: registrazione dei dati sulle drupacee (fonte: sito web di Horticulture Industry Networks)

Lopresti ha aggiunto che la ricerca post-raccolta è stata condotta per 40-50 anni ma, secondo lui, c’è un rinnovato interesse in questo ambito relativo alla catena di fornitura, e questo ha portato a risultati più accurati, e integrati dalla ricerca e sviluppo. Lopresti afferma che sono necessari approcci aggiornati a nuove cultivar, nuovi trattamenti post-raccolta e ai cambiamenti nei protocolli e nelle aspettative del mercato d’esportazione.

Il dipartimento ha effettuato alcune simulazioni di trasporto aereo e marittimo, in termini di prestazioni delle cultivar e potenziali problemi di conservazione per le drupacee, e il monitoraggio della temperatura in tempo reale, che ha permesso loro di mettere insieme un modello di calcolo predittivo della shelf life.

"Per questo progetto, abbiamo lavorato con coltivatori ed esportatori dello Stato di Victoria circa drupacee, ciliegie e uva da tavola, utilizzando varie tecnologie di registrazione in tempo reale", ha affermato Lopresti. "Abbiamo monitorato oltre 100 spedizioni in quattro anni, sia via mare che aviotrasportate, e abbiamo effettuato alcune valutazioni sulla qualità nei punti vendita. Abbiamo utilizzato i dati raccolti per progettare anche le nostre prove di simulazione del trasporto marittimo e aereo. Sappiamo tutti quanto sia importante il monitoraggio della temperatura nella catena di fornitura e dovrebbe davvero essere una pratica standard per gli esportatori, specialmente con una tecnologia economica e facile da usare. Potenzialmente, infatti, consente di intervenire durante l'esportazione, in modo che le spedizioni possano essere reindirizzate o che si possa intervenire in tempo reale, qualora le temperature aumentino".

Lopresti afferma che i dati sulla temperatura in tempo reale possono essere utilizzati anche per stimare o prevedere la shelf life residua di un particolare raccolto sul mercato d’esportazione, in base alla temperatura rilevata fino a quel momento nella catena di fornitura.

Foto: i delegati alla Hort Connections ascoltano la presentazione del dr. Lopresti via videolink (per gentile concessione: AUSVEG)

Il progetto ha anche esaminato il raffreddamento graduale dopo la raccolta. Lopresti dice che un certo numero di colture sono sensibili ai danni causati dal freddo nel post-raccolta, comprese le nettarine bianche. Dopo più di cinque settimane di conservazione, tendono a sviluppare l'imbrunimento della polpa e non maturano bene, e questo alla fine porta a una cattiva esperienza alimentare per il consumatore.

"Abbiamo esaminato una tecnica che, invece di raffreddare direttamente dal campo fino a 0-2 gradi in 24 ore, raffredda la frutta a una temperatura media di 12-18 gradi in 48 ore, quindi alla temperatura di conservazione finale", ha affermato Lopresti. "Nella conservazione a lungo termine, abbiamo avuto una significativa riduzione dei danni da freddo e dell'imbrunimento della polpa. Abbiamo scoperto che questi periodi di conservazione di 35-42 giorni riguardano i mercati d’esportazione, e il trasporto marittimo a volte impiega quattro settimane dall'Australia alle destinazioni d’importazione. I lunghi periodi di conservazione non sono insoliti per le drupacee, e questo è un vero problema. Abbiamo anche sviluppato protocolli commerciali per coltivatori ed esportatori per implementare il precondizionamento e avremo alcuni importanti esportatori che lo testeranno nella prossima stagione, per cercare di migliorare i loro frutti".

Inoltre, sono stati condotti esperimenti di simulazione su 6-7 cultivar, con frutti raccolti precocemente e quelli raccolti a fini commerciali, per valutare la maturazione del raccolto. Insieme ai dati sulla temperatura in tempo reale, il Dipartimento ha creato uno strumento di previsione o di calcolo, e Lopresti afferma di essere riuscito a ottenere una precisione di 2-3 giorni, che è abbastanza buona, considerata la variabilità delle colture di drupacee, anche se raccolte allo stesso livello di maturazione.

"Si tratta di un semplice calcolo, basato su una ricerca completa, che può fornire a retailer, importatori ed esportatori, degli elementi sui potenziali problemi o sulla durata residua di una particolare cultivar", ha affermato Lopresti. "Questo è un buon modo per andare avanti, in termini di previsione della shelf life. In generale, la ricerca ha anche evidenziato la necessità di ulteriori test post-raccolta nei programmi di breeding, e questo vale anche per altre colture orticole, non solo per le drupacee. C'è una migliore conoscenza dell'impatto della temperatura sulla qualità e sulla shelf life, mentre le conseguenze di una cattiva gestione della temperatura con le drupacee potrebbero non essere evidenti fino alla fine della filiera".

Per informazioni non solo su questa ricerca, ma su altri progetti di ricerca e sviluppo su frutta e verdura, visitare Horticulture Industry Networks di Agriculture Victoria.


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