Focus sul mercato mondiale dei mandarini

Quest'anno la domanda di arance è aumentata notevolmente a causa del coronavirus. Ci si aspetterebbe che lo stesso valga anche per i mandarini, ma la situazione è diversa. Infatti, in alcuni Paesi come gli Stati Uniti e il Sudafrica, il successo delle arance ha un po' oscurato i mandarini. Di conseguenza, per il momento la domanda di mandarini rimane stabile e dovrebbe mostrare un aumento inoltrandoci verso l'inverno, soprattutto in Stati Uniti ed Europa. Per quanto riguarda l'offerta, ci sono pochi frutti di grandi dimensioni in arrivo dalla Spagna. La qualità dei mandarini provenienti dalla Cina è stata notevolmente influenzata dalle forti precipitazioni registrate nel Paese.

Paesi Bassi: l'effetto coronavirus non riguarda le vendite di mandarini
Quest'anno la stagione spagnola dei mandarini è cominciata con aspettative altissime. La pandemia ha creato una buona domanda di agrumi durante la stagione d'oltremare, ma nella campagna spagnola l'effetto coronavirus non si è concretizzato finora. Quest'anno le dimensioni dei frutti sono molto piccole e sarà più difficile venderli. Di conseguenza, le vendite dei calibri grandi procederanno senza intoppi. Nel complesso, la stagione risulta essere ancora in ritardo rispetto alle aspettative, ma gli importatori restano ottimisti. A livello qualitativo, la stagione sta procedendo bene e con l'avvicinarsi della Festa di San Nicola (Sinterklaas) la domanda di mandarini più piccoli tornerà ad aumentare".

Belgio: equilibrio tra domanda e offerta
In Belgio la stagione degli agrumi è iniziata bene. Sebbene sul mercato vi sia ancora un certo volume proveniente dall'estero, domanda e offerta sono ben bilanciate. La domanda di mandarini e clementine è buona per il periodo dell'anno. Anche la qualità è soddisfacente e i prezzi sono su un buon livello. Quest'anno si prevede un aumento del 20-25% nei volumi di agrumi spagnoli rispetto all'anno scorso. Un commerciante belga si aspetta una positiva stagione degli agrumi, perché il coronavirus ne stimola la domanda.

Germania: domanda e offerta tengono il passo
Nel commercio all'ingrosso tedesco, la Spagna ha attualmente una posizione di monopolio con le clementine mentre i frutti italiani si trovano solo sporadicamente. Tuttavia, i Satsuma turchi hanno una buon posizionamento di mercato: le zone di produzione più tardive della regione di Smirne sono sul mercato dalla scorsa settimana e sono particolarmente popolari nei mercati all'ingrosso tedeschi, tanto che diversi esportatori turchi hanno espresso il desiderio di rifornire un maggior numero di clienti al dettaglio nel prossimo futuro.

In generale la domanda può essere soddisfatta senza problemi. Qua e là è stato necessario ridurre un po' gli ordini, soprattutto a causa dello stop generale del settore della ristorazione. Inoltre, i prezzi sono soggetti a forti oscillazioni a causa del coronavirus. I consumatori tedeschi prestano ancora molta attenzione al marchio quando si tratta di agrumi. "Oggigiorno le persone guardano con particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo per molti prodotti. Ciò non succede con gli agrumi e i vecchi marchi di qualità come Der Flieger e Götterfrucht sono ancora molto popolari".

Anche la stagione del prodotto biologico è iniziata bene. Meno di un mese fa sono arrivate sul mercato le prime clementine bio spagnole e ora sono disponibili in abbondanza soprattutto le varietà Clemenules e Basol. "Notiamo una domanda un po' più alta del solito, in quanto la gente è ancora alla ricerca di prodotti ricchi di vitamine a causa del Covid-19. Tuttavia - afferma un importatore di prodotti biologici - domanda e offerta, in generale, mantengono un buon equilibrio".

Francia: transizione nelle varietà
In Francia si sta verificando una transizione tra due varietà di mandarini. La disponibilità del prodotto è buona, ma in termini di qualità c'è qualche problema. Ciò è dovuto, in parte, alle condizioni meteorologiche registrate in Portogallo e in Spagna. In ogni caso, la domanda risulta essere meno elevata a causa del lockdown e delle temperature ancora alte, il che significa che i consumatori sono più propensi a scegliere altri tipi di frutta.

Spagna: ci sono molti frutti di piccolo calibro e i futuri dazi all'importazione nel Regno Unito riducono la competitività
Secondo il ministero spagnolo dell'agricoltura, pesca e alimentazione (MAPA), si stima che nella stagione 2020/21 il raccolto di clementine e mandarini spagnoli sarà del 12% più alto rispetto a quello della campagna 2019/20. Attualmente la varietà libera Clemenules è la più raccolta e commercializzata. Anche se la produzione sembra in ripresa quest'anno, va tenuto conto del fatto che, a causa del maggior numero di frutti sugli alberi e delle condizioni climatiche di quest'anno, le dimensioni dei frutti sono generalmente molto più piccole e quindi i volumi sono molto inferiori a quelli inizialmente previsti.

Così come il coronavirus ha segnato la fine della stagione agrumicola 2019/20, la seconda ondata europea ha segnato l'inizio della nuova stagione dei mandarini e delle clementine, influenzando nuovamente la reazione dei mercati e creando incertezza. La domanda era debole all'inizio, ma ora sembra in ripresa, anche se i prezzi sono molto bassi in Europa, soprattutto per i frutti di piccole dimensioni, dove l'offerta supera la domanda.

Dal 1 gennaio 2021, le esportazioni verso il Regno Unito potrebbero essere influenzate negativamente dalla possibile applicazione di tariffe al 16% su clementine e mandarini spagnoli. Nel caso dovesse essere così, ci si aspetta un forte impatto nella seconda metà della stagione. Queste tariffe per le clementine farebbero perdere alla Spagna competitività rispetto ai suoi competitori diretti dell'emisfero nord, come Marocco, Egitto o Turchia, mentre il Regno Unito ha già firmato accordi preferenziali senza tariffe durante il periodo controstagionale (Sudafrica). Per gli esportatori spagnoli il Regno Unito è il terzo mercato dopo Germania e Francia e non esiste una destinazione alternativa. Il mercato inglese conta 66 milioni di consumatori con un elevato potere d'acquisto.

Italia: fluttuazioni di mercato negli ultimi giorni
Negli ultimi giorni il mercato è stato altalenante per mandarini e clementine e richiede agrumi di dimensione media o medio-grossa. Un grossista del nord d'Italia sta commercializzando al momento mandarini provenienti dalla Spagna e clementine italiane. I prezzi variano da 0,60 euro/kg per il prodotto di calibro più piccolo fino a quasi 2,00 euro/kg per la qualità extra.

Per quanto riguarda la produzione, in Calabria la raccolta è partita nei primi giorni di ottobre e andrà avanti fino a fine febbraio. Terminata la raccolta delle varietà precoci, ora si sta procedendo con quella del clementine Comune. Siccità e temperature elevate hanno determinato una percentuale elevata di clementine di piccolo calibro, che il mercato in questo momento non assorbe, e una maturazione più veloce dei frutti. Le alte temperature in Italia e all'estero, così come l'incertezza dettata dal coronavirus, non hanno ancora fatto decollare i consumi. I prezzi al produttore tendono al ribasso.

La produzione di clementine siciliane entrerà nel vivo solo nelle prossime settimane. I prezzi sono abbastanza sostenuti in presenza di poco prodotto. Nei mercati della Sicilia orientale, le quotazioni all'origine si aggirano su 0,50 euro/kg.

Sudafrica: il mercato dei mandarini è messo in ombra dalle arance
Nella stagione scorsa, le rese stimate per i soft citrus sudafricani sono state di 24,3 milioni di cartoni (15 kg). Superiori, quindi, alle previsioni precedenti. I mandarini costituiscono il gruppo principale della categoria. Ma in questa insolita stagione degli agrumi, stavolta sono state le arance ad andare decisamente meglio dei mandarini. Sul mercato circolavano anche alcune storie secondo cui per alcune nuove varietà di mandarini tardivi, il mercato si prospettava difficile quest'anno.

Fino alla settimana 45 le esportazioni di soft citrus del Sudafrica sono state superiori del 36% rispetto al 2019.

E' ancora troppo presto per dire qualcosa sulla prossima stagione. Nelle prime regioni settentrionali del Sudafrica ci sarà presto la cascola di novembre. Da ciò si potrà già ricavare una prima stima iniziale. A Capo Occidentale la stagione è ormai chiusa e i primi alberi sono già in fiore.

Egitto: il boicottaggio saudita sugli agrumi turchi mostra degli effetti sul mercato russo
La posizione sul mercato mondiale e l'incertezza creata dalla seconda ondata di coronavirus in Europa è, attualmente, la principale preoccupazione per la stagione dei mandarini egiziani. Ciò sta causando rapidi cambiamenti sul mercato e i commercianti egiziani devono essere in grado di rispondervi. Una delle sfide odierne è il boicottaggio saudita degli agrumi turchi. Molti prodotti egiziani vengono inviati in Arabia Saudita e in Russia, proprio come succede per quelli turchi. La Turchia, tuttavia, ora è costretta a inviare molto di più in Russia, e ciò rende i prezzi molto instabili. Oltre a questo sviluppo, gli egiziani stanno rilevando anche una grande richiesta di agrumi in Europa, in Asia orientale e in Arabia Saudita. Quest'anno per la prima volta l'Egitto esporterà agrumi in Giappone.

Stati Uniti: la domanda e la concorrenza si fanno più forti
Sembra che in Nord America la prossima stagione dei mandarini sarà competitiva. A livello domestico, la California ha iniziato la raccolta delle clementine precoci. Quest'anno l'allegagione dei frutti è stata abbondante e quindi ci si aspetta che il raccolto sia di calibro adeguato. Tuttavia, le prime giornate calde dell'anno hanno causato alcune difficoltà nell'irrigazione dei campi.

Per i mandarini è previsto un aumento del 15% del prezzo, dovuto a tariffe di trasporto più elevate necessarie per la logistica dalla West Coast alla East Coast. Sulla West Coast il prezzo FOB per i mandarini dovrebbe diminuire. Nelle prossime settimane saranno disponibili mandarini cileni, così come i primi volumi provenienti dal Marocco e dalla Spagna, anche se gli americani non si aspettano un aumento delle vendite per questi ultimi due prodotti fino a gennaio. Secondo un commerciante del New Jersey: "La qualità non è ancora come dovrebbe essere". Le importazioni dovrebbero essere in forte concorrenza con il prodotto interno della California.

Anche se la domanda di arance è aumentata notevolmente a causa del coronavirus per via del loro elevato contenuto di vitamina C, sembra che negli Stati Uniti questa tendenza non si stia registrando per i mandarini. Questi ultimi procedono bene in termini di domanda, che comunque risulta leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, la richiesta mostra un incremento al momento e ciò è normale per il periodo dell'anno. Il prezzo al consumatore può essere definito ragionevole.

Cile: ultimi mandarini per questa stagione ora sul mercato
Gli ultimi mandarini cileni stanno entrando sul mercato, ma la stagione è per lo più terminata e qualsiasi frutto che si trovi sul mercato statunitense è in concorrenza con la produzione nazionale. La maggior parte dei volumi cileni entra nel mercato statunitense e questa è stata una buona stagione in termini di volumi, anche se i prezzi sono stati mediamente bassi. Quest'anno il Cile ha esportato negli Stati Uniti 9,8 milioni di casse, in aumento rispetto agli 8,5 milioni di casse del 2019. Nel complesso, i mandarini non hanno visto la crescita che hanno registrato le arance.

Perù: crescita dei volumi
La stagione dei mandarini in Perù si è conclusa, ma quest'anno ha visto una buona crescita dei volumi. Il Paese ha esportato 7,2 milioni di casse negli Stati Uniti, il principale mercato, in crescita rispetto ai 4,7 milioni di casse dell'anno scorso. In generale, per via dell'elevata domanda di agrumi causata dalla pandemia, i coltivatori si aspettavano una domanda migliore di quella che hanno registrato. La stagione è iniziata in primavera con prezzi alti, ma a luglio le quotazioni hanno iniziato a diminuire e sono rimaste su un livello più basso fino alla fine della stagione, in ottobre.

Cina: le forti precipitazioni fanno diminuire la qualità dei mandarini
In Cina una delle regioni di produzione più importanti per i mandarini è il Sichuan, dove la superficie e il volume di produzione non sono cambiati molto rispetto all'anno scorso. Tuttavia, quest'anno la qualità è inferiore a causa delle forti precipitazioni nella regione. Il maltempo, ad esempio, sta causando un livello Brix più basso nei mandarini e anche più macchie sulla buccia. Quest'anno, quindi, la percentuale di mandarini di alta qualità è limitata.

Al momento, in Cina è iniziata anche la raccolta dei mandarini Baba e i mandarini di Aiyuan sono arrivati sul mercato un mese fa. L'offerta supera la domanda e, a causa della qualità, i prezzi sono diminuiti. Ciò si riflette in un export di mandarini cinesi che a volte non sono adatti alla vendita.

Australia: aumenta l'export verso il Giappone
In Australia il record registrato per gli agrumi l'anno scorso è stato dovuto a un anno di elevata produzione. Le esportazioni di mandarini sono aumentate negli ultimi dieci anni in Australia, per via di nuove piantagioni. Quest'anno il volume del raccolto è diminuito a causa della variabilità nelle condizioni della scorza degli agrumi, ma le dimensioni dei frutti erano buone. Citrus Australia aveva previsto che la stagione agrumicola del 2020 sarebbe stata più ridotta in termini di volume rispetto all'anno scorso, ma alcune varietà hanno mostrato quantitativi inferiori a quelli inizialmente previsti dal settore. Tra questi quelli dei Murcotts.

Al 30 settembre, il maggiore importatore di mandarini australiani risultava essere la Cina, con 13.488 tonnellate. A causa delle dimensioni del raccolto, c'è generalmente meno frutta disponibile che soddisfi le specifiche del mercato cinese. Anche la Thailandia e il Giappone sono stati mercati d'esportazione importanti. Il secondo ha importato più dell'anno precedente.

In totale, al 30 settembre, le tonnellate di mandarini esportate erano 58mila, un valore equivalente a quello del 2018. Tuttavia, il valore delle esportazioni dei mandarini è stato superiore a quello del 2018. Il settore ha dovuto adattarsi ad operare in condizioni diverse rispetto al passato - in uno spazio virtuale di commercializzazione - a causa del coronavirus. Nonostante ciò, Citrus Australia ha riferito che la domanda di agrumi è stata molto solida in tutto il mondo.


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