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Stephanie van der Merwe - AL 3 BOERDERY

Un primario produttore di ortaggi introduce la pitaya nel proprio assortimento

Iniziata a marzo, la raccolta delle cipolle nella provincia sudafricana Limpopo è in pieno svolgimento presso la compagnia AL 3 BOERDERY, un’importante azienda di produzione di patate, cipolle e zucche butternut.

La strategia commerciale della AL 3 si concentra quasi esclusivamente sul mercato interno sudafricano dei prodotti ortofrutticoli, fornendo ai mercati di tutto il Paese circa 40.000 tonnellate di patate all'anno, con una quota molto più limitata nella vendita al dettaglio.

Preparazione del terreno per la coltivazione di patate nella provincia settentrionale di Limpopo, Sudafrica (foto fornite da AL 3 BOERDERY)

La AL3 è stata risparmiata dall'impatto negativo che la chiusura del settore della ristorazione ha avuto sul mercato delle patate, a marzo e aprile scorso. La loro raccolta proveniente da Kimberley è iniziata solo a maggio, con la stagione principale delle patate che parte a settembre nelle zone di Dendron e Waterpoort, a Limpopo.

Le cipolle hanno almeno altre due settimane di campagna, e la stagione avrebbe potuto essere molto peggio, come afferma Stephanie van der Merwe, brand manager della AL 3, ma in effetti è andata meglio del previsto, con una forte richiesta di prodotto.

I prezzi delle cipolle sono leggermente aumentati a luglio, in generale con buone quotazioni dalla fine di marzo.

Un campo di patate irrigato dal sistema Dragon-line (foto fornite da AL 3 BOERDERY)

Risparmiare acqua è fondamentale, per la AL 3 BOERDERY, che ha ottenuto un risparmio d'acqua fino al 30%, attraverso il sistema di irrigazione a goccia Dragon-line.

L'impresa agricola comprende quattro unità, due delle quali si trovano a Limpopo (Dendron e Waterpoort), una nel Capo Settentrionale (vicino a Kimberley) e una a Mpumalanga Highveld (Ermelo).

Pitaya: consumo di acqua estremamente basso
Una mossa insolita è stata quella della coltivazione della pitaya, su dieci ettari a Limpopo, Gauteng e nel Capo Orientale, con varietà provenienti da tre diversi programmi di breeding.

La pitaya tralicciata e potata della AL 3 BOERDERY nella regione di Waterpoort, Limpopo

La pitaya di nuova generazione ha livelli di Brix significativamente più alti rispetto al frutto a polpa bianca cui i sudafricani sono (in qualche modo) abituati.

E' una di quelle tipologie di frutta che necessitano di pochissima acqua. Appartiene alla famiglia dei cactus, e per questo motivo è estremamente promettente, per il Sudafrica (anche se è ad alta intensità di manodopera, perché durante l'inverno richiede ogni giorno potature per tenere sotto controllo il suo vigore vegetativo e favorire la fioritura dei boccioli).

Per il momento, i loro obiettivi sono rivolti all'apertura del mercato della pitaya sudafricana, ma non si esclude in futuro l’esportazione: la raccolta della pitaya in Sudafrica si svolge in modo contro-stagionale, rispetto alla produzione dell'emisfero boreale.

Sebbene i fiori della pitaya siano notturni, attirano molto le api. Gli alveari vengono introdotti per l'impollinazione, ma viene usato anche un impollinatore ad aria, per rendere l'operazione più efficace.

Il secondo raccolto commerciale è previsto per la prossima stagione. Il raccolto di quest'anno è stato caratterizzato da picchi causati dalla pioggia e dalle temperature molto basse.

Per maggiori informazioni:
Stephanie van der Merwe
AL 3 BOERDERY
Email: info@al3.co.za


Data di pubblicazione:
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