E' tempo di fare un bilancio intermedio per l'uva da tavola siciliana

Tempo di bilancio intermedio per la stagione dell'uva da tavola siciliana che ripercorriamo con Simone Raniolo, socio attivo dell'azienda "Il Castello", impegnato nella produzione e commercializzazione di questa referenza.

Simone Raniolo

"Il clima piuttosto favorevole che attualmente sostiene le coltivazioni, si rivela in tutta la sua positività - afferma l'imprenditore - Ottimale è l'effetto del meteo sulle uve precoci quali Victoria, Black Magic e le apirene. Queste ultime sono sempre più ricercate quando sono certificate da GloBalGAP e GRASP e ancor di più quando le produzioni godono di certificazioni etiche che rispondono volta per volta ai dettami legittimamente imposti dalle diverse catene della GDO".

Concorrenza diretta estera e nazionale
"Certo – ha proseguito Raniolo – l'uva da tavola siciliana in questo momento si confronta con il prodotto seedless egiziano che però segue standard produttivi diversi, sicuramente lì i prezzi di produzione sono differenti, inferiori, rispetto a quelli nostri. Tra una settimana circa partiranno anche i primi stacchi della Spagna che quest'anno sembrerebbero anticipare il periodo, specialmente per le apirene. A queste si aggiungono le produzioni, già avviate, della Puglia con le nostre stesse varietà che entreranno più nel vivo della campagna nella prima settimana di luglio, mentre in Sicilia si raccoglie già da oltre un mese".

Consumi al rialzo ma prezzi deludenti
Le condizioni climatiche non favoriscono soltanto le produzioni, ma anche i consumi che impongono il ritmo all'andamento commerciale. "Le temperature che attualmente si registrano in tutta Europa – aggiunge l'imprenditore – determinano da una parte delle buone produzioni e dall'altra spingono al rialzo i consumi. Nonostante le proprietà organolettiche veramente buone delle uve siciliane, si registrano prezzi al di sotto delle aspettative, considerando anche che usciamo da due annate consecutive disastrose (cracking nel 2018 e crisi del prezzo 2019 - ndr)".

Il consumatore vuole mangiare sano
"Le coltivazioni precoci in serra – ha spiegato Simone Raniolo – sono terminate con qualche settimana di ritardo e proseguiranno con le produzioni sotto tunnel. A fine luglio inizieranno anche i primi stacchi di uve rosse che sono tra quelle maggiormente apprezzate dai mercati internazionali, assieme alle varietà seedless. Ai primi di agosto inizieremo con l'uva Italia che, se regge il clima, proseguirà fino a dicembre quando si chiuderà la stagione dell'uva da tavola italiana".

"Nel contesto va specificato – conclude lo specialista – che, trasversalmente a tutte le varietà da noi coltivate, continua a salire il trend anche per il prodotto bio e biodinamico, che spunta quotazioni di mercato maggiori rispetto al prodotto standard. E' per questo motivo che stiamo aumentando le relative superfici di produzioni. Del resto, le persone vogliono mangiare in maniera sana e controllata".


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