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Forte la concorrenza spagnola

Kaki Italia: la fase centrale della campagna e' sempre difficile

"Le previsioni fatte pochi mesi fa si riconfermano esatte. Malgrado la riduzione nazionale di circa il 30%, dovuta agli anomali eventi climatici primaverili e alla forte cascola estiva, quest'anno i kaki italiani vantano una qualità eccellente in termini di pezzatura, sapore, colore e assenza di qualsivoglia anomalia sulla buccia", spiega Vito Vitelli agronomo e ideatore di Melotto®.

"La raccolta è terminata già da 20 giorni, ma sono rimasti ancora da cogliere il 2-3% dei kaki sotto copertura, quantità che verrà lavorata massimo nei prossimi giorni. L'inizio della campagna è stato entusiasmante, ma, come avviene ormai da 4-5 anni, da metà novembre fino a tutto dicembre i prezzi sono andati in discesa, a causa della saturazione dei mercati. E' questo il momento più brutto per la commercializzazione. Infatti, oltre alle grandi quantità di prodotto disponibile, si registra una concorrenza sleale da parte della Spagna".

"Il problema però non sono i produttori spagnoli. La distribuzione li ripaga a prezzi molto bassi (18-25 €/kg rispetto ai 0,40-0,45€/kg del circuito Melotto), per arrivare sui mercati italiani, dopo le varie lavorazioni, con quotazioni molto concorrenziali (0,80 €/kg a fronte dei 1,10 €/kg dei kaki italiani). E' chiaro quindi che il prodotto spagnolo entra in forte competizione con quello italiano, ma a scapito del povero agricoltore estero, il quale è costretto a rinunciare di raccogliere o, nella peggiore delle ipotesi, a estirpare gli impianti".

"Come networking specializzato nella filiera di produzione dei kaki, la nostra mission è quella di mettere in comunicazione tutti gli attori, partendo dal vivaio per arrivare alla distribuzione nei supermercati. Con le giuste tecniche agronomiche (ma non solo) è possibile allargare il calendario di raccolta per evitare il classico stoccaggio, una situazione che si traduce spesso in una perdita di prodotto e quindi di reddito per le aziende agricole, specie nella fase centrale della campagna. Questo frutto è molto difficile da conservare; è climaterico, produce molto etilene e matura rapidamente".

"Dobbiamo essere bravi a offrire il prodotto entro la metà di novembre oppure, mediante i giusti interventi sia in campo sia in cella, oltre la metà di gennaio. Per distinguerci, bisognerà avere un prodotto di alta qualità anche a fine gennaio. Febbraio, ad esempio, potrebbe essere il mese della riscoperta dei kaki: dobbiamo lavorare e specializzarci in questo".

Contatti:
Vito Vitelli - dott. agronomo
Cell.: +39 339 2511629
Blog: vitovitelli.blogspot.com


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