Drupacee: Big Top, Venus, Faralia e Farbela in raccolta

Continua la raccolta delle drupacee nel meridione d'Italia, proprio quelle referenze che, ormai da diverse settimane, stanno vedendo prezzi di vendita ai minimi storici e conseguenti problematiche per le aziende agricole.

"Da circa una settimana abbiamo iniziato con la varietà Big Top, una nettarina sub-acida e medio tardiva che viene consumata maggiormente nelle regioni meridionali (Bari, Lecce, Taranto, Napoli). Sul frutto è visibile un po' di ruggine, difetto non molto apprezzato nelle regioni settentrionali". Così spiega Franco Lillo, tecnico di campo della O.P. AssoFruit Italia, il quale poi aggiunge: "Per questo, molti produttori, considerati i ridotti quantitativi raccolti e la demoralizzazione nel lavorare a prezzi bassi per poi ricevere contestazioni dai mercati, preferiscono commercializzare questo prodotto nelle città limitrofe alle zone di produzione".

"In tutto l'arco jonico, vi sono diversi impianti di Big Top, seppure di una certa storicità. Solo in Basilicata, questa varietà rappresenta circa il 10% della superficie coltivata a nettarine. Attualmente, viene venduta a 0,60 €/kg. In questi giorni stiamo effettuando la seconda raccolta, ma finiremo con questa varietà già la prossima settimana".

"Con le nettarine siamo giunti quasi al temine della campagna, esse, infatti, in questo periodo non sono più rappresentative. La Venus sarà l'ultima varietà che commercializzeremo".

"Per quanto riguarda le albicocche, stiamo raccogliendo la Faralia, un prodotto che si presenta di bella pezzatura e con un buon sapore. Per i prezzi di vendita siamo intorno ai 0,60/0,70 €/kg. Iniziata la raccolta anche della pesca Farbela (0,70 €/kg), una campagna che durerà non oltre 15 giorni. Si attende invece l'inizio della raccolta della Royal Glory, la classica pesca gialla".

"Scarsa è invece la domanda per le percoche, nonostante la disponibilità non sia eccessiva, la qualità è comunque garantita. La raccolta e la commercializzazione delle drupacee in Basilicata è giunta quasi al temine (80-85%). Tra poche settimane potremmo tirare le somme di un'annata che, tra condizioni climatiche e crisi di mercato, si sta annoverando tra le più rischiose e fallimentari degli ultimi anni". 


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