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"I sacrifici di un anno ci vengono pagati con pochi centesimi"

Basilicata: agricoltori in protesta per i prezzi stracciati della frutta

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 26 giugno 2019, in presenza del neo eletto assessore regionale all'agricoltura, un nuovo incontro con gli agricoltori colpiti dall'eccezionale evento climatico verificatosi lo scorso 12 maggio nel Metapontino, in Basilicata.

Oltre un centinaio i produttori ha preso parte all'assemblea per avere ulteriori aggiornamenti sullo stato di fatto dei danni e sulla crisi di mercato che sta interessando specialmente albicocche, pesche e nettarine.

In questi ultimi mesi, sono stati diversi gli appuntamenti, organizzati anche da singoli agricoltori del metapontino, che hanno avuto il fine di sensibilizzare le autorità competenti, oltre che a denunciare le difficoltà incontrate al momento della commercializzazione.

Tra i diversi produttori presenti, Nicola Pastore, titolare dell'omonima azienda agricola, spiega: "Veniamo da un anno funesto, caratterizzato da calamità naturali che hanno ridotto il potenziale produttivo, danneggiando oltre il 50% del raccolto. Malgrado ci sia stata quindi una selezione naturale dei frutti, anche le produzioni di elevata qualità hanno incontrato prezzi umilianti per tutti i produttori. E’ giusto dire che la campagna delle drupacee non è mai partita. Essendo socio di cooperativa, conferiamo il nostro prodotto, ignari dei ricavi che andremo a ottenere. Probabilmente, avremo liquidazione intorno a 0,20/0,25 €/kg”.

“I sacrifici di un anno ci vengono pagati con pochi centesimi, insomma: una situazione che si ripete, con quotazioni lievemente differenti, ogni anno. E' possibile sintetizzare i costi che ogni produttore sostiene per produrre 1 kg di albicocche, in questo modo: 0,10-0,12 €/kg costi di raccolta; 0,15 €/kg costi tra packaging e pallet; 0,05 €/kg costi lavori in magazzino; 0,07/0,08 €/kg costi di trasporto".

Gianfranco Romano, presidente provinciale di Coldiretti Matera, aggiunge: “Ben vengano le proteste, se fatte in maniera propositiva. Si chiede celerità e programmazione. La prima per dare risposte a un territorio che si ritrova in uno stato di malessere. Tra gli agricoltori notiamo sofferenza, scoraggiamento, disaffezione. Una buona programmazione delle coltivazione probabilmente può risolvere la crisi commerciale che sta attanagliando questo settore. Noi dobbiamo comunicare la qualità, la salubrità, la sostenibilità sociale dei nostri prodotti. Programmare al meglio la nostra agricoltura ci permetterà di rispondere a quelle che sono le richieste del mercato, sfruttando anche la collaborazione del mondo scientifico e della ricerca, realtà che potrebbero aiutarci a trovare delle varietà fruttifere adatte al nostro territorio e che possano esprimere tutte le loro potenzialità”.

“Malgrado ci arrivino diverse segnalazioni di gravi situazioni aziendali, a oggi non si registrano fallimenti di realtà agricole del Metapontino”.


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