Stagione delle drupacee molto impegnativa per i coltivatori sudafricani

Superata la prima metà della stagione delle drupacee, la maggior parte dei produttori e dei consulenti tecnici sudafricani è concorde sul fatto che, quella del 2018/19, sia una stagione da dimenticare. La colpa per il raccolto inferiore alle attese? Il clima.

"Quando il raccolto non si concretizza come ci si aspetta, spesso la colpa ricade sul maltempo. E nella stagione 2018/19, il clima sembra davvero essere stato il principale colpevole di un raccolto più scarso di drupacee", afferma Andrew Hacking, consulente tecnico della Ad Lucem Services di Stellenbosch.

Secondo Hacking, il maltempo ha compromesso tre fasi criticamente diverse per lo sviluppo fenologico: il fabbisogno di ore di freddo invernale, la fioritura e le condizioni di crescita all'inizio dell'estate, con inevitabili impatti negativi sul raccolto.

Durante la scorsa stagione, nelle aree delle drupacee del Capo Occidentale, da maggio a metà agosto il fabbisogno di ore di freddo è stato compromesso dal periodo più caldo registrato in 19 anni (area di Stellenbosch), con meno della metà della media a lungo termine di ore di freddo, dice Hacking.

"Il clima più caldo ha tratto in inganno molti coltivatori, nella fase dell'applicazione dei trattamenti spray che interrompono il periodo di dormienza, dal momento che il clima sembrava consentirlo. Purtroppo, da metà agosto in poi, il clima è diventato freddo. Queste condizioni hanno poi prevalso durante tutta la finestra di fioritura, che ha provocato una fioritura prolungata sulle cultivar tardive.

"In effetti, questi alberi hanno subito una doppia batosta, nel senso che avevano un insufficiente accumulo di ore di freddo invernale e, quando poi avrebbero avuto bisogno di caldo per lo sviluppo dei germogli in primavera, il clima era freddo”.

"Le cultivar a minor fabbisogno di freddo hanno raggiunto la piena fioritura 5-10 giorni prima rispetto alla stagione 2017, mentre le cultivar tardive hanno raggiunto la piena fioritura 14-21 giorni dopo la stagione 2017".

Oltre alle condizioni mete, gli alberi sono venuti fuori dal periodo invernale con "una depressione da siccità" che ha aggravato le condizioni di crescita, con un notevole accumulo di salinità nella zona dell’apparato radicale, rendendo la stagione 2018/19 molto difficile.

Petru du Plessis, un consulente tecnico nella regione di Boland, conferma che gli alberi da frutto non hanno superato la siccità degli anni precedenti che, nel 2018, provocò un raccolto inferiore di susine. Secondo Du Plessis, gli alberi più giovani e le nuove cultivar hanno ottenuto risultati migliori rispetto ai vecchi frutteti e alle vecchie cultivar. "In molti casi, abbiamo visto due generazioni di frutti sugli alberi, delle quali l’ultima non ha mai raggiunto una buona dimensione dei frutti".

Du Plessis ha anche sottolineato che, sebbene le condizioni di siccità nel Boland riguardino il passato, il Klein-Karoo centrale e orientale è ancora alle prese con una carenza idrica devastante. "In questa stagione, i coltivatori devono prestare particolare attenzione alla cura del frutteto dopo la raccolta, in particolare alle riserve di acqua e nutrienti. I nostri frutteti erano ancora in modalità di riposo dopo la siccità, ma penso che la stagione 2019/20 potrebbe, in condizioni normali, produrre un raccolto di susine pari a 13 milioni di cartoni. I coltivatori dovranno potare pesantemente i loro frutteti e prepararsi a raccolti più abbondanti, mentre i commercianti dovrebbero prepararsi a una vendita maggiore di susine del 30%".

Thomas Babl, un produttore di drupacee di Simondium, stima, nel complesso, un calo del 30% rispetto alla stagione precedente". Babl concorda sul fatto che "la colpa è del clima".

"E' stato un anno difficile. I contraccolpi della siccità non hanno causato grandi problemi; abbiamo avuto abbastanza acqua, e credo che soltanto un 5% del calo dei raccolti possa essere attribuito alla carenza idrica. E' stato invece il clima che abbiamo avuto da luglio a settembre a ingannarci. Le prime pesche e nettarine hanno avuto una fioritura normale, ma il freddo anomalo di agosto ha avuto un effetto negativo sull'allegagione e sull'accrescimento del frutto. Ciò ha significato meno frutti, insieme a uno scarso volume disponibile per il confezionamento".

Anche nella regione del fiume Berg, a luglio, la carenza di adeguate ore di freddo ha avuto un pesante impatto sulle susine. Secondo Babl, African Delight è stata l'unica cultivar a fiorire normalmente. Tutte le altre hanno mostrato un ritardo nello sviluppo. "Sono stati soprattutto i vecchi frutteti a soffrirne. La Laetitia, per esempio, ha subito un duro colpo", dice.

Il lato positivo è che, in primavera, un clima poco ventilato ha avuto un effetto positivo sulle rese. Babl ha sottolineato che, in seguito ai cambiamenti climatici, i produttori devono tenere sempre più in considerazione questa imprevedibilità.

Pierre Rossouw, direttore tecnico di Stems, afferma che anche le loro aspettative erano inferiori e ha dichiarato che finora la stagione si è rivelata difficile, ma che sperano di compensare con i volumi che devono ancora raccogliere.

"I nostri volumi hanno subito un calo tra il 15 e il 20%, rispetto alle stime di questa stagione, ma non tutto è andato male. In alcune aziende agricole, abbiamo avuto volumi più abbondanti e output di merce confezionata eccellenti, specialmente per la frutta di classe 1. Anche il raccolto di susine risulterà leggermente in calo, ma mi aspetto un accumulo dei volumi nell'ultima parte della stagione. I nostri volumi di esportazione sembrano buoni e in alcuni casi superano le aspettative", afferma.

"Abbiamo sicuramente avvertito il contraccolpo della siccità. Alcuni di noi non hanno mai sperimentato una siccità come quella del 2017/18. Si è trattato inoltre di un evento ciclico, il che significa che bisognerà tenerne conto ancora. Quello che vediamo quest'anno è il risultato di condizioni prolungate di stress cui le piante sono state sottoposte".

Secondo Rossouw, il tenore zuccherino più alto rende migliore la qualità del frutto, anche se la durata di conservazione è più breve. La rock star delle cultivar di stagione è senza dubbio la susina African Delight con un'eccellente calibro, contenuto di zucchero e percentuali di prodotto confezionato.

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