Se ne e' parlato a ICOP 2018

L'utilizzo delle sovvenzioni per incrementare la produzione non e' la strada giusta

"Utilizzare le sovvenzioni per incrementare la produzione non è agire nel modo giusto". A dichiararlo è Philippe Appeltans di BelOrta, rivolgendosi ai delegati presenti all'ICOP 2018, il congresso annuale per le Organizzazioni dei produttori europei (Op). Le organizzazioni ambientaliste stanno mettendo i produttori sempre più sotto pressione, chiedendo loro di essere più sostenibili. Le organizzazioni di vendita vogliono disponibilità (per tutto l'anno) e qualità al prezzo più basso possibile.

Clicca qui per vedere il reportage fotografico Una discussione con Annette Kliemann e Philippe Appeltans

Copa-Cogeca/BelOrta utilizza sovvenzioni agricole europee per innovazione e branding. Usa tale denaro anche per lo sviluppo di un centro di conoscenza. "Le organizzazioni di produttori sono centrali per la catena dei prodotti alimentari. Devono comportarsi come un'organizzazione economica. E' importante che siano i produttori a seguire il mercato e non il contrario". E' difficile determinare su cosa le Op spendano le sovvenzioni europee. Un'analisi mondiale ha mostrato che il 30% circa di queste sovvenzioni viene destinato a beni fissi, mentre l'1% viene speso in innovazione.

In Europa si sta lavorando a una nuova politica agricola comune. Appeltans è piuttosto ottimista sulla direzione che questa politica sta prendendo. L'attenzione è rivolta anche ai rapporti commerciali impari.

Clicca qui per vedere il reportage fotografico Philippe Appeltans, Copa-Cogeca/BelOrta 

Recentemente il governo olandese ha reso nota la sua visione del futuro per agricoltura e orticoltura. L'agricoltura ciclica è al centro di questa politica. Marjolein Sonnema - direttore generale del Ministero dell'agricoltura, ambiente e qualità alimentare - ha realizzato una presentazione su questo.

Innanzitutto, Sonnema ha parlato degli ultimi 50 anni. Durante tale periodo, la politica olandese era volta principalmente alla produzione efficiente di quanti più alimenti possibile. Questo a un prezzo basso e con un reddito ragionevole per l'agricoltore. I Paesi Bassi si sono trasformati in una delle nazioni esportatrici più importanti al mondo. Tuttavia, il governo ora sta cambiando strada.

"Non andremo avanti se continueremo su questo percorso lineare". I Paesi Bassi vogliono produrre alimenti che siano più in equilibrio con la natura. Vogliono farlo passando all'agricoltura ciclica e riutilizzando le risorse. Questo cambiamento nel modo di pensare è di grande impatto per il settore orticolo. Sonnema ha continuato: "Le organizzazioni di produttori sono aperte a questo. Richiederà molto da parte loro, ma la maggior parte sono motivate e meritano il nostro supporto".

Clicca qui per vedere il reportage fotografico Marjolein Sonnema, direttore generale del Ministero olandese per agricoltura, ambiente e qualità alimentare

Annette Kliemann, un rappresentante legale Ue, ha sottolineato il quadro della nuova legislazione per le Op. Le organizzazioni devono rafforzare le posizioni dei produttori e stimolare la mutua collaborazione. D'altro canto, l'Europa osserva in maniera critica la formazione di cartelli. Ecco perché questa legislazione ha chiare linee guida per quanto riguarda gli accordi sui prezzi.

Il valore aggiunto della cooperazione con le Op non è un dato di fatto in ogni paese europeo. Inoltre, anche il livello di organizzazione differisce da nazione a nazione. I paesi dell'Europa dell'Est operano nel mercato libero da meno di 30 anni.

Annette Kliemann

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