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Piemonte: si espande il progetto Batata Buona

Si espande il progetto "Batata Buona" per lo sviluppo, la promozione, valorizzazione e tutela della coltivazione della batata, o patata dolce americana, nelle terre miti della bassa Valle Grana (Caraglio-Bernezzo-Cervasca), in Piemonte, si espande.

Sono terminate le scavature presso dieci produttori sperimentali (Az. Bio Agricola Serra Debora di Bernezzo, Az. Bio Agricola Armando Ornella - Caraglio, Az. Agricola Giordano Maurilio - Caraglio, Az. Agricola Marchiò Nadia – Caraglio, Az. Agricola Lerda Diego – Caraglio, Az Agricola Matteo Chesta – Bernezzo, Az. Agricola Giordanengo Gabriella – Caraglio, Az. Agricola Beccaria Marco – Caraglio, Az. Agricola Ivana Berardo - Caraglio, Lucio Alciati - Caraglio), che hanno aderito al progetto, con ottimi risultati qualitativi.

Per ora piccole quantità, coltivate nel pieno rispetto dell'ambiente, ma alcune già presenti in commercio (ad esempio nei mercati contadini di Caraglio, Cuneo ecc o alla fiera Aj a Caraj del 18 novembre o nei negozi di alimenti naturali), per testare il gradimento dei consumatori.

I primi riscontri sono favorevoli e alimentano reali speranze per lo sviluppo di una coltivazione sostenibile ed economicamente valida.

Ma cos'è la batata?
Appartiene alla famiglia delle convolvolacee (Ipomea Batatas) ed è originaria dell'America del Sud. Fu importata in Europa da Cristoforo Colombo assieme alla patata e al topinambur.

Prove di coltivazione in Piemonte furono intraprese già ai primi del Novecento presso l'orto botanico di Torino e notizie storiche testimoniano la sua coltivazione, sempre agli inizi del 1900, nei dintorni di Nizza.

La batata è ottima in cucina per il suo gusto che ha sentore di castagna; da vari studi, è considerata alleata della salute perché contiene sostanze antiossidanti (antiaging), vitamine e sali minerali. E' squisita cruda in fresche insalate, buona per ricette salate (come le normali patate) e dolci. Superba al cartoccio, in forno. Ha un'elevata capacità produttiva, basso costo di impianto, e ridottissimo impatto ambientale.

E' molto ricercata dai consumatori salutisti. Il CNR (Centro Nazionale di Ricerche) di Padova e l'Università di Vienna hanno accertato la presenza, specialmente nella buccia della batata (per cui sarebbe meglio consumarla cruda e con tutta la buccia in insalata), del Cajapo, una sostanza in grado di ridurre la glicemia e il colesterolo (risultati pubblicati su Diabetes Care). Inoltre, apporta benefici nella cura all'ipertensione.

Le prove di propagazione e di coltivazione sono iniziate nel 2010 nel territorio della bassa Valle Grana a Caraglio con conseguente diffusione presso alcune aziende aderenti al progetto. Ciò ha portato, dallo scorso anno (2017), alle prime produzioni commerciabili di qualità e peculiarità uniche e originali, tra cui il gusto più delicato per le caratteristiche ambientali del territorio posto ai piedi delle Alpi.     


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