Svizzera: due universita' studiano come coltivare pomodori e patate sulla Luna

Patate e pomodori direttamente dalla Luna. Uno scenario da film di fantascienza oppure una realtà futura? Un team composto da studiosi dell'Università di Zurigo e dell'Università di Scienze Applicate di Lucerna (HSLU) ci sta provando. Capitanato da Lorenzo Borghi (Uni Zurigo) e Marcel Egli (HSLU di Lucerna), sta cercando di capire quanto sia concretamente possibile coltivare ortaggi sulla Luna.

Cerchiamo di capire come sarebbe possibile. La difficoltà maggiore consiste nel fatto che il trasporto di suolo e fertilizzante ricco di sostanze nutritive nello spazio "è ecologicamente ed economicamente alquanto discutibile" fa notare il gruppo di ricerca.

"Per coltivare ortaggi come pomodori e patate, nonostante le difficili condizioni dell'universo, dobbiamo promuovere la formazione di micorriza", ha spiegato a "20 Minuten" il direttore della ricerca Lorenzo Borghi. La micorriza è un processo di formazione simbiotica, che avviene tra l'elemento primario del fungo, detto micelio, e la radice di una pianta all'interno della rizosfera, ovvero la zona del terreno che circonda la pianta stessa.

I due organismi vivono in un rapporto simbiotico. "In questa convivenza succede che i fili di funghi forniscono alle radici delle piante ulteriore acqua, azoto, fosfati e oligoelementi dal terreno. Al contrario, i funghi hanno accesso agli zuccheri e ai grassi prodotti dalla pianta" hanno spiegato i ricercatori.

Il problema è che oltre ai terreni poveri di nutrienti, la crescita è influenzata anche dalla gravità più debole. Per ora il gruppo di ricerca ha sviluppato petunie e funghi micorrizici in assenza di gravità simulata, la cosiddetta microgravità. "La petunia è considerata un organismo modello per le solanacee selvatiche, piante che includono, ad esempio, anche pomodori, patate e melanzane", ha dichiarato Borghi. Gli esperimenti hanno mostrato che la microgravità interferisce con la micorrizazione. In altre parole, i funghi non possono colonizzare sufficientemente le radici della pianta e la simbiosi viene indebolita.

A questo punto una possibile soluzione è l'ormone della pianta strigolactone. Gli strigolattoni sono un gruppo di composti chimici prodotti dalle radici di una pianta. In sostanza i ricercatori hanno trattato le piante con un ormone artificiale che promuove la crescita della micorriza: "Gli ormoni di strigolactone sembrano avere successo. I nostri risultati forniscono un approccio promettente per piantare e coltivare colture nello spazio con piante che coltiviamo sulla Terra", ha concluso Lorenzo Borghi.

Fonte: Tio.ch


Data di pubblicazione :



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


© FreshPlaza.it 2019