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Pesche e nettarine italiane: andamento di mercato e nota conclusiva a fine settembre 2018

Con la fine di settembre, si può ritenere ormai conclusa la campagna italiana pesche e nettarine 2018 ed è utile a questo punto iniziare a fare le prime valutazioni. Sono stati diversi i fattori positivi che, in fase previsionale, hanno alimentato aspettative favorevoli: primo fra tutti l'offerta europea tutt'altro che eccedentaria.

Ad oggi non sono disponibili i consuntivi di produzione. Le previsioni di pesche e nettarine (escluse le percoche) indicavano a livello europeo un quantitativo pari a 2,8 milioni di tonnellate, l'11% in meno rispetto all'anno precedente, con diminuzioni attorno al 15% sia per Italia che per Spagna, con l'unica eccezione della Grecia.

Teniamo inoltre presente che frequenti grandinate hanno colpito a più riprese la Spagna e piogge persistenti hanno interessato la Grecia; pertanto, a consuntivo, la produzione commercializzabile potrebbe essere rivista al ribasso rispetto alle previsioni.

Il calo produttivo sia delle regioni più precoci della Spagna, -10%, che quelle italiane (-17%) ha contribuito a un buon esordio di campagna.

Altro fattore positivo è stata la buona distribuzione delle entrate settimanali fra le diverse aree produttive, grazie a un calendario di maturazione equilibrato, senza accavallamenti tra i vari areali e con quantitativi che si sono mantenuti su livelli più contenuti rispetto alle annate precedenti, anche durante i periodi di maggiori apporti produttivi. 

Nel mese di maggio, la disponibilità di pesche e nettarine nel complesso vedeva quantitativi dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2017. Quasi assente il consueto primo picco produttivo di metà giugno, grazie ai minori volumi ma anche alla buona scalarità tra le varie zone, con una disponibilità, nel complesso di pesche e nettarine, inferiore del 30% rispetto all'anno precedente. Il divario rispetto allo scorso anno si è affievolito a metà luglio, in corrispondenza del picco produttivo delle nettarine nelle regioni settentrionali, ma con volumi che sono rimasti inferiori al 2017 del 10%. Le settimane di maggiori entrate a livello nazionale sono state in corrispondenza della prima metà di agosto, quando gli apporti delle regioni meridionali erano in progressiva diminuzione, mentre al Nord alle raccolte emiliano-romagnole si affiancavano le entrate in ascesa del Piemonte, ma non hanno mai raggiunti i livelli dell'anno precedente.

Dalla seconda metà di agosto, a livello nazionale, gli apporti sono proseguiti con consistenti diminuzioni settimanali.

L'esiguità delle entrate che ha caratterizzato questa campagna è ancora più evidente, se il confronto settimanale viene effettuato con il 2015, che ricordiamo per le buone produzioni, per gli accavallamenti produttivi tra Sud e Nord e il collocamento difficoltoso sui mercati.

Tornando all'analisi delle produzioni 2018, il calibro medio migliore rispetto al 2017 (quando la siccità aveva influenzato negativamente lo sviluppo dei frutti) ha consentito una gestione più agevole del prodotto, rispetto all'anno precedente.

Favorevole al consumo di frutta estiva, infine, la persistenza di temperature elevate su tutti i paesi europei.

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Per tutta la campagna, il collocamento del prodotto ha trovato un riscontro favorevole sul mercato interno. 

Sui mercati esteri, la campagna è partita molto bene, con vendite abbastanza fluide e listini posizionati su livelli nettamente migliori rispetto all'infelice 2017.

Chiaramente, le minori produzioni non hanno neutralizzato del tutto la concorrenza con Spagna e Grecia e pertanto, con l'avanzare della campagna, in alcuni momenti è stato necessario selezionare le forniture a fronte della pressione sui prezzi da parte della clientela, per poter posizionare i listini su livelli consoni alla limitata disponibilità di prodotto. Spesso si è preferito limitare i quantitativi sull'estero preferendo la destinazione nazionale, maggiormente ricettiva e remunerativa in particolare per le pezzature più grosse.

Le quotazioni sui mercati esteri si sono comunque sempre mantenute su livelli buoni, sicuramente migliori rispetto al deludente 2017, con giacenze di prodotto che si sono mantenute sempre irrisorie o addirittura assenti nei vari periodi di riferimento.

Da metà agosto in poi, grazie anche alla maggiore concentrazione dell'offerta, ai minori quantitativi in entrata e all'affievolimento della concorrenza spagnola, si è registrata una positiva ripresa dei listini. Al momento ancora prematuro stilare un bilancio finale di campagna, ma sicuramente quest'anno ha rappresentato una nota positiva dopo diverse campagne deludenti.

In generale, per il prodotto di calibro più elevato, AA, il prezzo medio franco-partenza per l'estero ha spuntato 0,15-0,20 euro/kg in più rispetto al 2017; il prezzo medio del calibro A si è posizionato su circa venti centesimi di euro in più e, per i cestini, in alcune settimane la crescita ha raggiunto anche i 30 centesimi di euro al kg, rispetto al deludente 2017.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.it


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