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L'OP Ficodindia di San Cono punta all'innovazione e ai mercati esteri

"L'interesse per il ficodindia è notevole, le superfici dell'areale a San Cono (CT) continuano ad aumentare, segno della solidità del comparto e di una domanda che continua a crescere, trainata da elementi di unicità e singolarità tipici di questo frutto. Credo che nel breve periodo ci siano ancora buoni margini di sviluppo". 

"Dobbiamo però considerare anche scenari diversi per non farci trovare impreparati. Penso innanzitutto alla crescente concorrenza dei Paesi dell'area mediterranea, sia di quelli che tradizionalmente producono questo frutto (Portogallo, Grecia Tunisia...), ma anche all'interesse alla coltivazione da parte di nuovi paesi (Turchia, Israele)".

"Un altro elemento ancor più preoccupante è quello segnalato recentemente dalla comunità scientifica (Prof. Paolo Inglese ndr) e riguarda i danni devastanti causati in Marocco da una cocciniglia, la Dactylopius coccus. Le Università, gli Enti di ricerca (CREA e CNR) e gli Istituti Regionali (Osservatorio Malattie delle Piante) devono vigilare affinché non accada, per il ficodindia, quello che è già successo per le palme con il punteruolo". A dichiararlo a FreshPlaza è Antonio Lo Tauro (in foto sopra), agronomo ed esperto in materia.

San Cono è ormai per antonomasia la città del ficodindia: infatti con i suoi oltre 1700 ettari di coltivazione specializzata concentrati nei territori di San Cono, Mazzarino, Piazza Armerina e San Michele di Ganzaria. costituisce il più importante polo europeo di coltivazione del frutto.

In questo areale, opera ormai da 4 anni la prima Organizzazione di Produttori specializzata per la coltura dell'Opuntia Ficus Indica, e denominata appunto Op Ficodindia di San Cono. L'OP si occupa di commercializzare la produzione dei 32 soci produttori, che insiste su oltre 320 ettari di terreni ubicati tra i 400 e i 600 metri s.l.m. La potenzialità produttiva (di circa 5.000 tonnellate), comprende sia frutti Agostani (non scozzolati) che Bastardoni (derivanti da scozzolatura del primo fiore).

Nello scorso mese di febbraio, l'Assemblea dei soci si è riunita per eleggere il CdA per il triennio 2018-2020, riconfermando i 7 componenti della precedente gestione.

Presidente dell'OP è il riconfermato Francesco Grassenio che ci parla dei traguardi raggiunti e degli obiettivi da perseguire: "La nostra è un'Organizzazione giovane e ancora poco strutturata, quindi con ampi margini di crescita sia nella capacità di aggregare nuovi soci, sia nella capacità di conquistare nuovi mercati in Italia e soprattutto in Europa. Attualmente vendiamo in diversi mercati del Nord Italia, ma anche del centro e Nord Europa, soprattutto Francia, Germania e Olanda".

"Molta della nostra produzione viene ancora venduta sul mercato regionale, dove i consumi sono in costante crescita per l'apprezzamento e le proprietà salutistiche del frutto. La campagna commerciale 2018 sta andando bene, con prodotti di ottima qualità e pezzatura apprezzabile. La resa media è di 20/ton ettaro in irriguo e 13-15/ton ettaro in asciutto, con prezzi che sulla pianta oscillano dai 50 a 70 centesimi/Kg".

"Coltiviamo con metodi eco-compatibili e le nostre produzioni si avvalgono delle certificazioni GlobalGAP e UNI-EN ISO 22005. Aderiamo alla Rete di Imprese 'Filiera Sicilia' e nell'ottica di un'evoluzione del comparto stiamo collaborando a importanti progetti per individuare percorsi alternativi al prodotto fresco. Colgo l'occasione per invitare tutti alla prossima Sagra del Ficodindia che si terrà dal 12 al 14 ottobre a San Cono".

Il vicepresidente dell'OP,  Massimo Balsamo (In foto) aggiunge "Mentre continuiamo a produrre frutti di eccellenza, siamo proiettati sul versante dell'innovazione e trasformazione del frutto, cioè all'utilizzazione dei cosiddetti sottoprodotti sia del frutto (semi, fiori, succo) che della pianta (cladodi). Un recente studio delle Università Cattolica di Piacenza e di Perugia ha dimostrato peraltro che a rendere particolarmente benefico l'estratto dei cladodi è la significativa quantità di polifenoli, che nel cladodio di San Cono risulta eccezionale: 2,6 grammi di polifenoli per Kg di prodotto fresco, contro gli 1,7 grammi ritrovati nei cladodi raccolti in Spagna. In tutto ciò, cercheremo di stare al passo con le esigenze del consumatore odierno e, soprattutto, creare nuove opportunità di lavoro per il territorio. L'obiettivo è realizzare un'economia circolare in grado di limitare gli sprechi e valorizzare in modo sostenibile la risorsa ficodindia".

Contatti:
OP San Cono
Via Aldo Moro, 18
95040 San Cono (CT)
Cell.: (+39) 338 4206820
Email: opficodindia.sancono@gmail.com


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