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Riprende l'export di uva da tavola italiana in Canada per un periodo di prova di un anno

Sono stati finalmente completati gli elenchi degli esportatori di uva da tavola di Puglia e Sicilia, autorizzati all'esportazione in Canada, visto che rispondono ai requisiti fitosanitari richiesti.

Dopo oltre 6 anni di lavoro per superare il blocco dovuto alle barriere fitosanitarie innalzate da questo Paese, l'interessante canale commerciale di esportazione verso il Canada riparte, per un periodo di prova che durerà un anno.

Coinvolte in questa iniziativa sono le due maggiori regioni italiane di produzione di uva da tavola, la Puglia e la Sicilia e, in misura minore, la Basilicata.



Questo importante risultato è stato ottenuto grazie all'impegno congiunto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentare e Forestale, degli Uffici diplomatici e del Servizio Fitosanitario Regionale, nonché delle aziende interessate.

Tale percorso ha permesso di attivare un protocollo fitosanitario ratificato di recente dai due Paesi. Nel protocollo sono codificate le procedure di tracciabilità e di controllo per garantire il rispetto delle rigide regolamentazioni fitosanitarie del Paese importatore.

Quasi un anno dopo la visita del responsabile del servizio fitosanitario canadese e i funzionari ministeriali (cfr. Freshplaza del 19/10/2015), il primo container di uva da tavola è partito venerdì scorso, 30 settembre 2016, per Montreal.

Per quanto riguarda la Puglia, sono state ammesse all'export in Canada le seguenti imprese:
1. Dott. Nicola Coniglio (Adelfia)
2. Agricoper di G. Liturri (Noicattaro)
3. Az. Agr. Dino (Polignano)
4. Di Palma Donato e Figli (Conversano)
5. Dr. Franco Pignataro (Noicattaro)
6. Frutta Italia V. Montalbò (Polignano)
7. Giuliano Puglia Fruit (Rutigliano)
8. Ortofrutticoli La Pernice (Turi)
9. Nava (Rutigliano)
10. Agrigal (Polignano a Mare)

Per quanto riguarda la Sicilia, sono 4 le aziende del settore che potranno esportare nel paese del Nord America
1. Co.Ra. (Vittoria)
2. Novello & C. (Mazzarrone)
3. Colleroni (Carlentini)
4. OPI Sicula (Carlentini)

Le procedure
La procedura per l'esportazione di uva da tavola in Canada risponde al programma di cosiddetto "System Approach" approvato dalle Autorità.

L'esportazione di uva da tavola in Canada è quindi possibile se sono state adottate tutte le misure e gli obblighi previsti da questo schema, discusso ampiamente con i rappresentanti delle ditte esportatrici, che i produttori e i magazzini autorizzati e registrati si sono impegnati a rispettare.

Pertanto, le ditte che intendono chiedere il certificato sanitario per l'esportazione devono:

  • lavorare solo merce proveniente dalle aziende di produzione che hanno utilizzato prodotti fitosanitari autorizzati su uva da tavola, in conformità a quanto previsto dal programma regionale di Lotta Integrata;
  • comunicare l'inizio della lavorazione in magazzino 48 ore prima, non è consentita la lavorazione in campo;
  • compilare in ogni loro parte documenti e schede di controllo in particolare:
  1. le schede di registrazione dei dati delle trappole per il monitoraggio di Lobesia botrana;
  2. le schede di registrazione dei dati delle trappole per il monitoraggio del Otiorhynchus corruptor;
  3. la lista dei tecnici responsabili della difesa, i quali firmeranno le relative schede;
  • effettuare il controllo sistematico in ogni fase di lavorazione dei singoli lotti e riportare i risultati nella scheda inspection of the grapes, che sarà firmata dal responsabile della qualità e dalla figura comunicata a questo servizio e denominata "contact person";
  • etichettare i singoli colli con un idoneo codice che consente la tracciabilità del lotto di provenienza dal campo al magazzino;
  • riportare il codice alfanumerico di iscrizione al registro su tutta la documentazione amministrativa relativa ai lotti da esportare in Canada e sulle confezioni;
  • conservare per almeno due anni i documenti-schede relative al processo produzione-commercializzazione che potranno essere richiesti dall'autorità fitosanitarie canadesi.

Il Servizio Fitosanitario, per il rilascio della certificazione prima dei controlli fitosanitari sul 2% dei colli, deve verificare che siano soddisfatte le predette condizioni.


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