Guarda il video con Cristian Moretti di Agrintesa che fa il punto sul mercato

"Pesche e nettarine italiane: nessun "effetto Brexit"

Un'annata mediamente positiva per il comparto delle pesche e nettarine. Lo conferma Cristian Moretti, direttore di Agrintesa.

Per quanto riguarda le esportazioni, il direttore afferma che "Verso la Gran Bretagna non c'è stato il tanto temuto effetto Brexit. Quello britannico non è più un mercato di riferimento come 8-10 anni fa, in quanto nel frattempo ha preso piede l'esportazione spagnola. Però, per certi articoli, come le nettarine in determinati periodi, o le susine, è ancora una piazza importante. Da questo punto di vista, i rapporti commerciali sono proseguiti come sempre".



Agrintesa commercializza circa 70mila tonnellate di prodotto, di cui 55mila di nettarine e 15mila di pesche, più 5mila tonnellate destinate all'industria per succhi di qualità. Le esportazioni ammontano al 70% del commercializzato. L'areale di produzione è in prevalenza ubicato nella provincia di Ravenna. Dal 2015 Alegra, il braccio commerciale di Agrintesa, gestisce anche le produzioni della cooperativa Campoverde Osas nella piana di Sibari, in Calabria.

Dopo due stagioni molto difficili come il 2014 e 2015, quest'anno i produttori hanno respirato. Non che sia stata un'annata eccellente dal punto di vista dei prezzi, per carità, però il mercato ha risposto. E' certo che il comparto pesche e nettarine non riesce a dialogare con i consumatori. I marchi creati finora o non hanno avuto la giusta spinta mediatica, oppure il prodotto non ha la qualità che il consumatore si aspetta. E il mercato non perdona.



Tornando ad Agrintesa, la cooperativa faentina si trova in un'area peschicola di primaria importanza, lì dove la peschicoltura moderna nacque ai primi del '900 e la esportò poi in tutto il mondo. "La campagna ha avuto un flusso molto regolare – aggiunge il direttore – sia come calendario di raccolta, senza sovrapposizioni fra Sud e Nord, sia dal punto di vista della qualità grazie a una stagione meteo favorevole".

Riguardo alle esportazioni, i mercati più attivi sono stati quelli dell'Europa centrale, Germania in primis, quello inglese, mentre i paesi dell'est non sempre hanno remunerato il prodotto come i dirigenti di Agrintesa si aspettavano. I paesi dell'est hanno infatti preferito acquistare frutta da altre zone produttive come la Spagna.

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