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Israele: la compagnia di esportazione Agrexco e' nuovamente in affari

L'anno scorso è stato un anno turbolento per le esportazioni agricole israeliane. La società di esportazione agricola Agrexco è andata in bancarotta e i suoi diritti sono stati acquistati da Gideon Bickel (vedi notizia FreshPlaza del 14/10/2011) che ha poi costituito una nuova società sotto il nome di Agrexco Carmel, Società di Esportazione Agricola. "Il commercio è iniziato subito, fin dalla prima settimana del dicembre 2011", ha riferito Eli Nachmana, il nuovo direttore di gestione della società nordeuropea.

"Abbiamo rinnovato i contatti con i coltivatori che avevano già stipulato accordi con altre società di esportazione, così come abbiamo rinnovato i contatti commerciali con tutti i nostri clienti in Europa. Entro un brevissimo periodo di tempo, la Agrexco Carmel è stata in grado di offrire una vasta gamma di prodotti. Abbiamo, inoltre, avuto modo di constatare che molti produttori e clienti hanno sentito la nostra mancanza".

Per la stagione 2012/13 è prevista l'esportazione di 120.000 tonnellate di prodotti. Sono già in via di stipula i contratti relativi alla prossima stagione e molti coltivatori esporteranno i loro prodotti servendosi della Agrexco Carmel.

Eli sostiene che il mercato domestico in Israele si presenta bene, con prezzi di esportazione competitivi. Tuttavia, ritiene che le quantità di prodotti siano superiori alla capacità del mercato locale. "Il nostro obiettivo principale è il recupero della fiducia dei produttori e la conseguente ricostruzione dei rapporti commerciali. A volte è difficile per i coltivatori comprendere che ora hanno a che fare con una società diversa, e riuscire quindi a ripartire da zero. Abbiamo notato, però, che la fiducia è ancora presente e i risultati deludenti delle società esportatrici rivali non fanno altro che aiutarci in questa impresa. Assicuriamo ai nostri coltivatori dei buoni prezzi che vengono, inoltre, corrisposti senza ritardi e questo viene largamente apprezzato."

Eli si ritiene ottimista riguardo al futuro. "Il mercato è cambiato e ci vorrà del tempo prima di tornare al livello che avevamo prima; tuttavia, ci dirigiamo nella giusta direzione." Secondo lui, il commercio nei Paesi Bassi tornerà ad essere al massimo entro il prossimo anno, anche per quanto riguarda il biologico.

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