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Intervista a Giorgio Puccia

Mercato Ortofrutticolo di Vittoria: una struttura non al passo con i tempi

Una struttura datata, che non assolve alle esigenze di un importante settore economico, bisognoso di innovazione e avanguardia: è questa la fotografia che emerge da un'attenta disamina del Mercato Ortofrutticolo di Vittoria, in provincia di Ragusa.



A snocciolare i dati è Giorgio Puccia, Presidente dell'Associazione Concessionari del Mercato di Vittoria, che svolge il ruolo di concessionario / commissionario dal 1985.

FreshPlaza (FP) - Presidente Puccia, brevemente, quali sono i numeri del mercato?
Giorgio Puccia (GP) - "Il mercato di Vittoria genera un fatturato annuo di circa trecento milioni di euro. A formare queste cifre contribuiscono 68 box su un totale di 74, otto dei quali chiusi fino alla loro riassegnazione".

FP - Quante persone operano all'interno della struttura?
GP - "Con una media di tre soci e cinque dipendenti, tra contabili ed operai, è plausibile stimare una cifra che si attesta intorno a circa 550 persone. Se a queste si aggiungono le persone che svolgono mansioni non direttamente legate all'ortofrutta come quelle che lavorano nei bar etc. la cifra sale ancora. Quel che però fa la differenza è l'indotto: si tratta di migliaia di persone che lavorano nel packaging, nell'autotrasporto e nelle tantissime segherie sparse per il territorio, per non parlare di tutto ciò che gravita a sua volta attorno a quelle attività. Senza tema di smentita, posso affermare che fino a 5-6 anni fa il mercato dava reddito a buona parte della provincia di Ragusa ed ai Comuni viciniori del nisseno".

Purtroppo le cose sono cambiate con l'avvento della crisi del 2008. Qui, come nel resto del mondo globalizzato, l'economia produttiva ha subito un duro contraccolpo, che ha finito per mettere in ginocchio molte aziende. A ciò si aggiunge l'inadeguatezza di un mercato ortofrutticolo che ha smesso di essere moderno qualche decennio fa. La scorsa Amministrazione comunale ha introdotto qualche segnale di modernità come la mercuriale (il listino giornaliero dei prezzi, NdR), più controlli all'ingresso e ha avviato la costruzione del vicino autoporto, che sarà funzionale in larghissima parte proprio al mercato; quella attuale ha steso e approvato il nuovo regolamento. Tuttavia sono ancora molte le falle.

Clicca sul tasto Play per una breve videointervista


FP - Cosa manca al mercato ortofrutticolo di Vittoria per essere al passo con i tempi e, soprattutto, con le esigenze di un'economia cosi importante?

GP - "Le esigenze negli anni sono cambiate moltissimo. Dal punto di vista strutturale quel che serve a questo mercato è la logistica, perché manca totalmente! Abbiamo bisogno di una piattaforma, grazie alla quale sistemare e lavorare la merce. Manca un centro di condizionamento interno, mancano di conseguenza tutti quei servizi annessi, come le celle frigorifere, gli spazi di lavorazione e smistamento adeguati al volume di merce che entra ed esce".

Insomma, non sembrano poi così lontane le immagini raccontate da chi ha vissuto l'ortomercato vittoriese, fino a buona parte degli anni ottanta, quando era ubicato in fondo a via XX Settembre. Allora le contrattazioni si svolgevano con la merce ancora caricata sui piccoli camioncini o sulle moto api, e l'adiacente via G. Di Vittorio era affollata da mezzi pesanti, parcheggiati con l'ordine di un caos controllato.


Il mercato di Vittoria: ieri (sopra, foto storica della sede in Via XX Settembre) e oggi (foto sotto, l'attuale sede in Contrada Fanello).



Autore: G.P. per FreshPlaza

Data di pubblicazione:



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