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Batteriosi del kiwi e induttori di resistenza: resoconto di un seminario tecnico a Cisterna di Latina

Si sono tenuti lunedì 17 novembre 2014, presso la Sala delle Statue nel comune di Cisterna (provincia di Latina) i seminari tecnici "Batteriosi dell’actinidia. Stato attuale della ricerca e aggiornamento delle proposte nella strategia di contenimento" a cura del dottor Marco Scortichini del Centro ricerca per la frutticoltura di Roma e "Induttori di resistenza: meccanismi di autodifesa delle piante e prospettive di impiego nella coltura del kiwi" a cura del dott. Franco Tettamanzi della Diagro Srl.



Dopo il saluto di apertura di Teseo Cera (nella foto in alto), assessore alle Attività Produttive del comune di Cisterna si è entrati nel vivo dell'incontro.



"Le cause principali della comparsa e della diffusione della batteriosi nel 2008 – ha spiegato Marco Scortichini (nella foto sopra) durante il suo intervento – vanno ricercate in primo luogo nella presenza di cultivar molto sensibili come Hort16A e Jin Tao, ma anche nella presenza di un patogeno molto virulento, nella presenza di fattori predisponenti come ad esempio piogge e gelate, in una iniziale sottostima della gravità e del rischio dell'epidemia, con un conseguente ritardo nell'applicazione di misure di contenimento e nell'assenza di agrofarmaci registrati".

In effetti, così come mostrato dalle slides proiettate nell'occasione, nel 2008 gli agenti atmosferici hanno agevolato la diffusione del batterio PSA, in quanto quell'anno si sono registrati ben 1.210 millimetri di pioggia e diverse gelate che non hanno di certo aiutato le piante di kiwi a resistere al contagio



"Per poter contrastare la diffusione del batterio – ha proseguito il dottor Scortichini – è importante scegliere la cultivar più resistente e gli impollinatori adeguati. Per quanto riguarda la cultivar, si parla di maggior tolleranza da parte della varietà G3, anche se ancora mancano degli studi pluriennali in grado di dare delle certezze. Anche per tutte le altre varietà considerate più resistenti mancano dei dati attendibili".



E' inoltre importante costituire nuovi impianti con materiale sano, che impedisca la propagazione, ossia certificato ai sensi del Decreto del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali del 2013. Anche il polline per l'impollinazione artificiale deve essere indenne dalla malattia e certificato dal servizio fitosanitario competente.

Per quanto riguarda invece la potatura, la legatura dei rami e il diradamento è sempre necessario agire in modo da ridurre/proteggere il più possibile le ferite alla pianta.

Per quanto concerne invece la fertilizzazione è necessario evitare l'eccessivo "lussureggiamento" della pianta (azoto). E' inoltre necessario utilizzare una irrigazione localizzata ed evitare stress idrici con eccesso o carenza di acqua. La potatura invernale dovrebbe avvenire nelle giornate asciutte e senza vento ed essere realizzata in modo tale da ridurre al minimo le ferite, disinfettando tutti gli attrezzi utilizzati dopo l'uso.

La presentazione si è conclusa con una serie di dati relativi ai prodotti per l'agricoltura tra cui il fertilizzante Dentamet, ripreso nel dettaglio dal dottor Franco Tettamanzi.



"Le piante possono difendersi dai parassiti utilizzando sostanze già presenti in esse oppure elaborate successivamente – ha spiegato Tettamanzi proseguendo con il secondo seminario tecnico - Di fronte all'attacco di un patogeno, la pianta può reagire con la morte delle cellule che si trovano attorno al punto di infezione oppure attivando il sistema immunitario. Gli elicitori, ad esempio, sono sostanze capaci di innescare i meccanismi di difesa naturale delle piante. Alcuni degli agenti induttori di difesa sono ad esempio i microrganismi del suolo, la saliva degli insetti, i composti organici... L'impiego degli elicitori incontra però degli ostacoli".

A questo punto dell'incontro è stato presentato Dentamet, una miscela fertilizzante a base di zinco e rame complessata ad acido citrico (sotto forma di idracido) in grado, secondo la ditta Diagro, di correggere situazioni di carenza, anche gravi, di questi due microelementi che risultano determinanti per il funzionamento del sistema enzimatico della pianta.

"Dentamet – ha spiegato ancora Tettamanzi della Diagro Srl – è un fertilizzante fogliare, nato dalla ricerca israeliana, a base di sali di zinco e rame ottenuti per via elettrolitica. E' consentito in agricoltura biologica ed è presente in oltre 30 Paesi nel mondo tra cui Israele, Italia e in molti paesi europei e americani".

"L'acido citrico, ottenuto per mezzo di un processo di fermentazione simile a quello che avviene in natura ad opera di alcuni funghi del suolo, svolge funzione complessante nei confronti dei due microelementi – si può leggere tra le righe della scheda tecnica dell'induttore di resistenza – Il prodotto è assorbito per via fogliare e radicale, permanendo nella zona delle radici per circa 2 settimane".

Dentamet, secondo la ditta Diagro, è stato utilizzato con buoni risultati nella coltura del kiwi. Una prova per vedere in che modo Dentamet agisce sulla batteriosi del kiwi è stata effettuata anche a Cisterna, in provincia di Latina.

Per maggiori informazioni:
Diagro Srl
Via Mozzanica 9/11
Caravaggio (BG)
Email: info@diagro.it
Tel.: (+39) 0363 355643
Cell.: (+39) 335 1731760

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