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Codacons: stangata da 874 euro per una famiglia di 3 persone

Inflazione, Istat: a novembre l'aumento del carrello della spesa frena a 3,5%

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori, il cosiddetto carrello della spesa, sono diminuiti a novembre dello 0,1% sul mese precedente e il tasso di crescita su base annua è sceso in misura significativa, passando al 3,5%, dal 4% di ottobre. Lo comunica l'Istat.

Il lieve rallentamento dell'inflazione, che segue quello più consistente registrato a ottobre, spiega l'Istat, è dovuto prevalentemente alla frenata dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che registrano un calo congiunturale del 2,1% e una crescita tendenziale dell'11,6%, dal 15% di ottobre. L'inflazione acquisita per il 2012 si conferma al 3,0%.

L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si stabilizza all'1,5%. Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo rallenta all'1,6% (+1,7% nel mese precedente). Rispetto a un anno prima, il tasso di crescita dei prezzi dei beni scende al 2,9%, dal 3,4% del mese precedente, e quello dei prezzi dei servizi sale all'1,9% (era +1,7% a ottobre). Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi si riduce di sette decimi di punto percentuale rispetto al mese di ottobre.

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una diminuzione congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale del 2,6%, con una decelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a ottobre 2012 (+2,8%). Anche in questo caso, il dato definitivo conferma la stima preliminare. L'indice Ipca a tassazione costante diminuisce dello 0,2% sul piano congiunturale e aumenta del 2,2% su quello tendenziale. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un calo dello 0,2% su base mensile e un aumento del 2,4% su base annua.

Il dato sull'inflazione a novembre, per il Codacons, è l'effetto di una diminuzione, anche se molto lieve e dovuta esclusivamente al calo dei prezzi dei carburanti (su base mensile -4,1% benzina, - 1,8% diesel). In ogni caso un'inflazione al 2,5% "non è certo una notizia da festeggiare, dato che significa che una famiglia di 3 persone paga su base annua una tassa invisibile pari a 874 euro in termini di aumento del costo della vita". Inoltre "non si tratta di una inversione di tendenza dovuta ad un generale abbassamento dei prezzi. Se, quindi, il costo del petrolio tornasse a salire, l'inflazione si impennerebbe nuovamente".

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