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Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza Cooperative: incontro positivo con il Presidente del Consiglio Monti sull'agricoltura Made in Italy

Dal Presidente del Consiglio Mario Monti è venuto un tangibile riconoscimento del ruolo dell'agricoltura nell'economia del Paese. Un settore che, nonostante la crisi, mostra segni di vitalità, capacità di investire, creare occupazione, internazionalizzare e innovare. Un modello di sviluppo italiano che ha saputo conquistare primati internazionali, puntando sulla distintività e sul legame con il territorio, che rappresentano elementi di competitività validi per il rilancio dell'intero Paese.

E' quanto hanno affermato in un comunicato congiunto i presidenti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri nel sottolineare i contenuti positivi dell'incontro svoltosi ieri 12 dicembre 2012 a Palazzo Chigi, in Roma, con il presidente del Consiglio Mario Monti e con il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania.

Per affermare questo modello – hanno evidenziato i presidenti delle Organizzazioni – sono necessarie misure concrete per la crescita, finalizzate a aumentare la competitività delle imprese, semplificare, incrementare la produttività, migliorare la riconoscibilità del Made in Italy e la capacità di internazionalizzare. Ed è importante che questo ruolo strategico venga riconosciuto anche dalla nuova la nuova Politica Agricola Comunitaria, anche difendendone le peculiarità dal dilagante fenomeno dell'italian sounding a danno delle nostre denominazioni di origine.

Tra le misure più urgenti, i presidenti, Sergio Marini, Giuseppe Politi, Mario Guidi e Franco Verrascina hanno chiesto al presidente del Consiglio Monti il rispetto degli impegni assunti dal governo sull'Imu e il Ministro Catania ha assicurato che verificherà con il ministero dell'Economia la possibilità di trovare una soluzione.

Di conseguenza, le organizzazioni agricole hanno deciso di sospendere il sit-in programmato per oggi pomeriggio a Roma, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, finalizzato a sollecitare gli impegni del governo sull'applicazione dell'Imu in agricoltura.

"Siamo rimasti molto soddisfatti dell'attenzione che il premier Monti ha prestato ai problemi dell'agricoltura". E' quanto ha dichiarato a sua volta il presidente dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Maurizio Gardini, al termine dell'incontro.

"Nel corso del colloquio – ha spiegato Gardini – dopo il doveroso riconoscimento al Premier Monti per il contributo da lui dato al recupero di credibilità del nostro Paese, abbiamo evidenziato il grande potenziale dell'agroalimentare italiano, chiedendo al presidente del Consiglio di impiegare gli ultimi tempi della legislatura dare maggiore centralità al tema dell'agricoltura".

"Abbiamo quindi posto l'attenzione sul negoziato relativo al futuro bilancio della UE, ribadendo la nostra contrarietà ad ogni ipotesi di riduzioni di budget. La nostra richiesta è che si riapra una nuova trattativa, posticipando la riforma della nuova PAC fino a quando non si avranno certezze sugli stanziamenti finanziari".

"Rispetto all'importante tema dell'export – così prosegue Gardini – abbiamo ribadito come sia fondamentale aiutare le imprese e il sistema Italia a valorizzare l'"italiano vero", che significa materia prima italiana, trasformazione in territorio italiano e mantenimento del valore aggiunto nel nostro Paese. E questo è possibile combattendo l'italian sounding e abbattendo le barriere fitosanitarie all'export che vengono fittiziamente imposte da alcuni Paesi".

Sul fronte della politica interna, l'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha espresso apprezzamento per l'entrata in vigore delle nuove norme sulla cessione dei prodotti agricoli (art.62) e ha rinnovato l'appello affinché "la politica metta al centro della propria agenda il tema dell'aggregazione in agricoltura".

"Abbiamo fatto infine cenno – così conclude Gardini - alle altre priorità da affrontare per il comparto agroalimentare, quali l'accesso al credito, il recupero dei crediti IVA e l'impegno a non gravare ulteriormente cibi e bevande con tasse ed imposte, per non deprimere i consumi già in forte calo".

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