Avvisi

Ricerca di personale

Speciale continua

Top 5 -ieri

Top 5 -ultima settimana

Top 5 -ultimo mese

"La qualita' come strumento di competitivita' dell'ortofrutta italiana": resoconto del convegno organizzato da Italia Ortofrutta"



Si è svolto ieri, 10 dicembre 2012, a Roma, il convegno dal titolo "La qualità come strumento di competitività dell'ortofrutta italiana", organizzato dall'Unione Nazionale Italia Ortofrutta, come incontro conclusivo delle attività svolte nel 2012, anno che ha visto, in data primo giugno, la costituzione stessa della nuova compagine scaturita dalla fusione di UIAPOA ed UNACOA (vedi notizia FreshPlaza del 11/06/2012).



Erano presenti all'evento, oltre a presidenti e membri delle OP aderenti all'Unione, anche i principali rappresentanti di altre associazioni, unioni ed enti, come UNAPROA, FruitImprese, CSO, Ismea; l'incontro ha visto la partecipazione del Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, il quale ha stilato anche un bilancio dell'attività svolta durante l'anno del Governo Monti (leggi articolo correlato).


Sopra: la sala del convegno. Sotto: il banco dei relatori con, da sinistra a destra, Carmelo Vazzana (vice presidente Italia Ortofrutta), Ibrahim Saadeh (presidente Italia Ortofrutta) e Gianni Petrocchi, (consigliere delegato Italia Ortofrutta).



I lavori del convegno sono stati aperti dai saluti e dalle considerazioni introduttive del Vice Presidente Vicario dell'Unione Italia Ortofrutta, Carmelo Vazzana, il quale ha sottolineato l'attualità e l'importanza del tema scelto: quello della qualità, come unica via percorribile per interrompere la spirale negativa della progressiva riduzione dei redditi agricoli e per uscire da una logica commerciale vincolata alla sola componente del prezzo.


Carmelo Vazzana.

Nella sua relazione d'apertura, il Presidente dell'Unione, Ibrahim Saadeh, ha ricordato il momento delicato e difficile al quale sono giunti i negoziati europei sulla riforma della PAC-Politica agricola comunitaria e ha accennato alle novità che interesseranno l'OCM-Organizzazione comune di mercato per l'ortofrutta. In ogni caso, la direzione prioritaria dovrà essere quella di un aumento del potere negoziale dei produttori, mediante il rafforzamento dei loro organi di aggregazione e rappresentanza che sono le OP-Organizzazioni di Produttori.


Ibrahim Saadeh.

D'altra parte, il Presidente dell'Unione ha ricordato che oggi l'ortofrutta si trova a confrontarsi con il calo dei consumi. In tale contesto risalta l'importanza del livello qualitativo dei prodotti ortofrutticoli italiani soprattutto "in un momento così cruciale in cui il consumatore, con meno disponibilità, è diventato più riflessivo e presta maggiore attenzione alla qualità di quello che acquista". Ad avviso di Saadeh, il processo "non può che ruotare attorno a tre concetti fondamentali: la percezione della qualità, la sua attestazione e l'apprezzamento economico di un prodotto di qualità". Tre aspetti su cui molto è stato fatto a livello normativo, ma sui quali si gioca la partita più importante per un'ortofrutta nazionale penalizzata, nonostante il suo peso specifico (30-35% del PIL agricolo italiano), da un'età media degli operatori superiore alla media europea e da una dimensione aziendale inferiore a quella stessa media.



Il prosieguo dei lavori, coordinati da Gianni Petrocchi, Delegato di Consiglio Italia Ortofrutta, si è snodato con tre relazioni, presentate da altrettanti esperti intervenuti: la prima, dal titolo "Il pacchetto qualità: nuove opportunità per l'ortofrutta italiana" è stata tenuta dal professor Corrado Giacomini, docente di Economia Agroalimentare presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Parma.


Il Prof. Corrado Giacomini. Clicca qui per scaricare la relazione integrale.

Il Prof. Giacomini ha esaminato in dettaglio le novità introdotte in ambito di denominazioni a marchio DOP, IGP e STG dal cosiddetto "Pacchetto Qualità", cioè dalle linee guida del Parlamento Europeo e del Consiglio relativamente ai sistemi di qualità applicabili ai prodotti agricoli e alle derrate alimentari. Quello che appare chiaro è che la nuova normativa risulta più sbilanciata sul fronte della difesa dei marchi di qualità che non sul fronte della loro effettiva promozione commerciale.

A seguire, il dottor Giovanni Stampi, esperto in sistemi di qualità nel settore ortofrutticolo, ha relazionato sul tema: "Le certificazioni volontarie di qualità nel settore ortofrutticolo: valore aggiunto o prerequisito?", illustrando i risultati di un lavoro svolto insieme a Francesco Ranocchia nel quale sono state prese in esame le innumerevoli tipologie di certificazioni di qualità, suddivise per ambito di applicazione (di sistema, di prodotto/processo, sociali/etiche, richieste dalla GDO, ambientali e religiose).


Il dottor Giovanni Stampi. Clicca qui per scaricare la relazione integrale.

Secondo Stampi, la proliferazione delle certificazioni richiede oggi l'implementazione nel sistema di meccanismi di semplificazione, per non trasformare uno strumento di competitività e distinzione in un inutile carico burocratico e amministrativo per le imprese.

La parola è andata infine ad Angelo Frascarelli, ordinario di Economia e Politica Agraria e di Politica Agroalimentare presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Perugia, il quale ha proposto una relazione dal titolo "L'ortofrutta nella PAC 2014/2020" offrendo una lettura dei mutamenti epocali che stanno interessando la politica agricola a livello europeo.


Il Prof. Angelo Frascarelli. Clicca qui per scaricare la relazione integrale.

Il fenomeno di fondo al quale stiamo assistendo nel disegno della nuova PAC-Politica Agricola Comunitaria è infatti quello di un passaggio da una serie di interventi diretti per il controllo dei mercati (protezionismo, prezzi fissi, quote, etc.) ad una serie di interventi indiretti (strumenti a sostegno della concentrazione dell'offerta e della creazione di OP, Interpofessione, miglioramento dei rapporti tra produttori e acquirenti, maggiore trasparenza nella filiera, etc.). Tale mutamento di strategia si deve anche a ragioni di tipo economico-finanziario, essendo gli interventi indiretti assai meno costosi di quelli diretti.

La competitività del sistema - compreso quello ortofrutticolo - diventa dunque compito della filiera produttiva, non potendo più essere delegato al Legislatore. In parole povere: gli agricoltori devono imparare a stare sul mercato con le proprie gambe!

-----
ITALIA ORTOFRUTTA Unione Nazionale nasce nel 2012 - a seguito della fusione tra le due Unioni del comparto ortofrutticolo UIAPOA e UNACOA - in un'ottica di semplificazione della rappresentanza nazionale e del rafforzamento comune, nell'interesse delle Organizzazioni di Produttori (OP) associate. Forte dell’esperienza ultradecennale maturata dalle due Unioni, oggi vanta una compagine di oltre 140 OP sull’intero territorio nazionale. Impegnate nella produzione e commercializzazione di eccellenze ortofrutticole italiane, esse superano 6.100.000 tonnellate di produzione per un valore che va oltre gli 1,7 miliardi di euro.

Contatti:
Italia Ortofrutta - Unione nazionale
Via Alessandria, 199/c - 00198 Roma
Tel.: (+39) 06 8551695
Fax: (+39) 06 8417810
Email: info@italiaortofrutta.it
Web: www.italiaortofrutta.it

Data di pubblicazione:
Author:
©



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto