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Mandorle: ottime per la prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari

Con circa 16 milioni di Americani affetti da prediabete, una condizione che precorre lo sviluppo di diabete di tipo 2 e con la metà di tutta la popolazione americana che sarà soggetta a qualche forma di diabete entro l'anno 2020, una sana alimentazione diventa quantomai importante.

Alcune buone notizie giungono, some sempre, dal mondo della ricerca. Un recente studio condotto dall'Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey, mostra infatti come il rischio del diabete di tipo 2 sarebbe significativamente ridotto dall'assunzione regolare di frutta in guscio, in particolare mandorle.

Dai risultati dello studio, pubblicato nel giugno 2010 sul Journal of the American College of Nutrition emerge che una dieta ricca di mandorle può migliorare la sensibilità nei confronti dell’insulina e diminuire i livelli di colesterolo "cattivo" (LDL) nei soggetti affetti da prediabete.

Lo studio è stato condotto su 65 adulti con prediabete (48 donne e 17 uomini), con età media intorno ai 55 anni. Il campione è stato suddiviso in due gruppi: al primo, il gruppo di controllo, è stata fatta seguire una dieta conforme alle raccomandazioni dell’ADA (American Diabetes Association), ma senza assunzione di mandorle; al secondo gruppo, invece, è stata somministrata una dieta identica, ma modificata con un 20% di calorie provenienti solo dal consumo di mandorle.

Degno di nota è che, sebbene tutti i partecipanti allo studio fossero stati istruiti ad assumere la stessa quantità di calorie da cibi contenenti carboidrati (come pane, riso o pasta), il gruppo che assumeva le mandorle ha mostrato un'auto-riduzione nel consumo di calorie derivanti da carboidrati.

I risultati dello studio hanno mostrato maggiori miglioramenti nella sensibilità nei confronti dell’insulina e diminuzioni clinicamente significative nei livelli di colesterolo LDL nei soggetti del gruppo che aveva assunto mandorle, rispetto al gruppo di controllo.

In generale, lo studio suggerisce che sono sufficienti 16 settimane di dieta conforme alle raccomandazioni dell’ADA (American Diabetes Association) e con un 20% di calorie provenienti solo dal consumo di mandorle, per ottenere risultati medici apprezzabili non solo nei soggetti prediabetici, ma anche nelle persone a rischio di malattie cardiovascolari.

Le mandorle funzionano grazie alla loro ricchezza di fibre (ben 3,5 grammi per una porzione di 28 grammi) e di grassi polinsaturi (ben 13 grammi per la stessa porzione).

"Abbiamo fatto grandi passi avanti nella ricerca sulle malattie croniche, passando da evidenze di trattamenti efficaci ad evidenze di efficaci metodi di prevenzione" spiega la dottoressa Michelle Wien, Professore associato in Nutrizione presso la School of Public Health della Loma Linda University e autrice dello studio, la quale ha aggiunto: "E' promettente per le persone con fattori di rischio per le malattie croniche, come diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari, che cambiamenti nella dieta possano aiutare a migliorare i fattori che giocano un ruolo potenziale nello sviluppo della malattia".

Data di pubblicazione:



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