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EIMA 2008: cresce la produzione di bioenergia derivata da scarti di potatura e letame

Finalmente decolla in Italia la produzione di energia elettrica da parte di piccoli impianti, installati in aziende agricole e stalle, alimentati a biomassa agricola come le colture energetiche, i residui di potature o letame proveniente dagli allevamenti.

E’ quanto è emerso nel corso dell’incontro organizzato dalla Coldiretti all’Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura (EIMA) a Bologna durante il quale è stato illustrato il contenuto del disegno di legge, già discusso in Consiglio dei Ministri, che mette a punto un sistema incentivante per l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a biomassa.

Il disegno di legge introduce - spiega la Coldiretti - una tariffa onnicomprensiva di 0,28 euro/kW in "conto energia" per l’energia prodotta da impianti di potenza inferiore ad 1 Mw alimentate a biomasse e biogas. Il nuovo testo va nell’auspicata direzione di assicurare l’avvio dei necessari finanziamenti al settore agroenergetico, ed in particolare alle biomasse, per piccoli e medi impianti che caratterizzano il modello energetico della generazione distribuita da sempre promosso da Coldiretti".

"Il mantenimento di un trattamento economico di favore riservato ad impianti di potenza medio-bassa rappresenta una opportunità per molte imprese agricole presenti sul territorio e consentirà la diffusione di piccole strutture agroenergetiche compatibili con principi di sostenibilità ambientale, sociale ed energetica. Il testo proposto - continua la Coldiretti - risolve peraltro definitivamente l’annosa questione della cumulabilità degli incentivi chiarendo espressamente che per gli impianti di proprietà di aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati a biomasse e biogas l’accesso alla tariffa è cumulabile con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale e locale o comunitaria in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata non eccedenti il 40% del costo di investimento".

"Il provvedimento permette di cogliere le opportunità offerte dal settore agricolo per ridurre la dipendenza energetica dall’estero e combattere i cambiamenti climatici - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nel sottolineare che secondo recenti studi attraverso l’utilizzazione delle fonti rinnovabili dell’agricoltura si puoò arrivare a coprire oltre il 13% del fabbisogno energetico nazionale, con una riduzione complessiva di gas aventi effetto serra di 12 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2 all’anno)".

"Il testo necessità però - ha concluso Marini - di adeguati miglioramenti per valorizzare l’energia prodotto da biomasse locali, la cosiddetta filiera corta, ed evitare che o vantaggi ambientali acquisiti siano vanificati con l’importazione di biomasse che hanno dovuto subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti". 

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