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La UE blocca le importazioni di uva indiana per problematica sui residui

L'Unione Europea (UE) ha bloccato le importazioni di uva dall'India, asserendo che sono stati trovati livelli eccessivi di residui chimici. Circa 40.000 tonnellate di uva, per un valore di circa 50,7 milioni di euro, spedite in vari paesi europei, sono state bloccate, in quanto superavano il livello massimo di residui per un contaminante chimico.

Più del 90% delle uve provengono dalla regione indiana del Maharahstra. L'associazione dei produttori di uva (Grape Growers Federation) sospetta l'imposizione di barriere non tariffarie da parte della UE per tutelare i propri produttori e ha chiesto l'intervento del Primo Ministro Manmohan Singh, del ministro delle politiche agricole Sharad Pawar e dell'autorità per lo sviluppo dell'export di prodotti agroalimentari Apeda .

"Finora, la UE ha già respinto 3.000 container dei 4.200 totali arrivati dall'India. Le uve indiane generalmente raggiungono l'Europa tra il 15 marzo e il 15 maggio. Questi 3.000 container giacciono attualmente in vari porti. Le uve di 1.000 container sono state vendute prima che fosse riscontrata la presenza di residui di cloruro di clorocolina (CCC), che è un ritardante della crescita delle piante. Per le altre, non c'è alternativa che gettarle via", ha dichiarato Sopan Kanchan, presidente dell'associazione.

Kanchan ha riferito che le uve sono state spedite dopo essere state testate, in base alle linee guida di Apeda. Le uve con maggiori livelli di residui di cloruro di clorocolina sono state "smascherate" solo dopo le rivelazioni da parte di alcuni supermercati. "Tuttavia, gli esportatori vogliono sapere se il rifiuto non sia in realtà una sorta di barriera non tariffaria. Gli esportatori chiedono che la questione sia gestita dal governo indiano e dall'Apeda", ha aggiunto Kanchan.

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