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Riunione a Parigi per discutere la crisi europea di pesche e nettarine. Per l'Italia presenti Fedagri e CSO

Si è tenuta a Parigi presso il Ministero agricolo francese una riunione del gruppo di contatto "pesche e nettarine" del Comitato Misto Spagna-Francia, organismo istituito ormai da molti anni tra i due paesi e partecipato dai rappresentanti di tutta la filiera (professionali, cooperative, esportatori etc.), dalle Amministrazioni nazionali e dai delegati agricoli delle rispettive ambasciate di Spagna a Parigi e di Francia a Madrid .

Vista la gravità della situazione attuale di mercato non sopportabile per i produttori, la riunione del gruppo di contatto è stata allargata ieri per la prima volta alla partecipazione italiana ed ha visto presenti i rappresentanti di Fedagri-Confcooperative e del CSO - Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara.

Le delegazioni si sono impegnate a partecipare e sostenere da subito incontri a cadenza settimanale tra i tre Paesi per analizzare la disponibilità dell'offerta e l'evoluzione dei prezzi sui mercati europei ed in prospettiva sviluppare un metodo di lavoro molto rapido ed agile mirato alla migliore sistematizzazione ed organicità di questi scambi.

Le delegazioni hanno inoltre riconosciuto l'eccezionalità di questa campagna in cui, pur non trovandosi il settore in una situazione di particolare sovrapproduzione ma solo di un limitato aumento dell'offerta, la crisi economica internazionale sta giocando - soprattutto a danno dei Paesi più vocati all'esportazione come la Spagna e l'Italia - un ruolo chiave in termini di riduzione delle vendite. Pesa inoltre l'influenza sulle politiche commerciali praticate dalla distribuzione sui principali mercati di sbocco europei, dominati da pochi soggetti in concorrenza tra loro. Situazione in cui prevale solo la logica dell'acquisto al ribasso con un prezzo pagato ai fornitori che non consente neppure la copertura dei costi di produzione.

Secondo il Presidente del Settore ortofrutta di Fedagri Davide Vernocchi "E' una situazione che vede in ginocchio un'intera filiera che genera tanta occupazione ma in cui i veri sconfitti sono sempre i produttori, che a queste condizioni non possono sopravvivere. Probabilmente in questi casi l'unico rimedio sarebbe l'eliminazione dai circuiti commerciali di una parte della produzione strettamente legata ad una forte capacità di auto-gestione e coordinamento dei produttori e di tutti gli operatori, ma questo solo su scala europea, altrimenti non serve a niente. Inoltre anche dai colleghi spagnoli e francesi è emersa la richiesta di un sostegno alla garanzia del credito all'esportazione: nell'Europa dell'est, che stava rispondendo negli ultimi anni a funzioni di sbocco di volumi interessanti, chi opera oggi lo fa a rischio di insolvenza, quindi i nostri magazzini rimangono ancor più congestionati".

Per il presidente di Fedagri Paolo Bruni "Va fatta una riflessione sulle connessioni europee di questa crisi: bisogna considerare che per queste produzioni altamente deperibili, la cui gestione è totalmente differente da quella di prodotti conservabili e stoccabili e la cui produzione è concentrata in soli 4 Paesi (Spagna, Francia, Italia e Grecia), è indispensabile costruire un dialogo più efficace e tempestivo tra i produttori europei ma c'è anche bisogno di una azione di maggiore responsabilizzazione della Commissione e del Parlamento Europeo sulle cause più strutturali di queste gravi crisi, quali i rapporti con le catene. Occorrerebbe inoltre un maggior coraggio su possibili soluzioni innovative a tutela del reddito da valutare nell'ambito della PAC, la Politica Agricola Comune dell'UE".

"Inoltre, va tracciato all'inizio dell'autunno un primo bilancio d'applicazione della OCM (Organizzazione Comune del Mercato europeo) dopo i primi due anni di applicazione relativamente alle misure di prevenzione e gestione delle crisi e, pur nella limitatezza delle disponibilità finanziarie disponibili, bisogna intervenire per un miglioramento e una ottimizzazione all'insegna di correttivi a certe misure introdotte per la prima volta con la OCM, e per una maggiore attrattività delle misure per i produttori legata anche alla semplificazione delle procedure, ancora troppo ingessate. Credo che il gruppo di contatto tra i Paesi Produttori sia in tal senso una sede molto utile di confronto".

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