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Melone e anguria: l'intelligenza artificiale scende in campo per ottimizzare irrigazione e difesa

© EVJAL'uso sostenibile delle risorse idriche e la riduzione degli input chimici non sono più solo obiettivi etici, ma necessità operative per la moderna orticoltura. In questo scenario si inserisce il progetto OCM della Francescon OP, che vede la collaborazione scientifica del Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e la partnership tecnologica di Evja.

Al centro della ricerca c'è l'implementazione su melone e anguria della Piattaforma di Intelligenza Agronomica di Evja, un sistema brevettato e basato su intelligenza artificiale, modelli predittivi e sensori avanzati per ottimizzare la gestione colturale.

Foto a lato: centralina microclimatica Evja in un tunnel di meloni della Francescon OP nell'areale mantovano

"L'implementazione dell'intelligenza artificiale applicata ai nostri sistemi di produzione, rappresenta un passaggio fondamentale per l'evoluzione della nostra filiera", aggiunge Leonardo Sganzerla, field agronomist della Francescon OP. "L'obiettivo non è solo migliorare l'efficienza irrigua o affinare i modelli previsionali di difesa, ma costruire un sistema produttivo sempre più basato sui dati. Attraverso la collaborazione con Evja e con l'Università Federico II vogliamo trasformare il monitoraggio delle condizioni agro-climatiche ambientali, in decisioni agronomiche precise, capaci di ridurre gli input, aumentare la stabilità produttiva e garantire ai nostri clienti una continuità qualitativa sempre più elevata. La sfida dei prossimi anni sarà rendere operative queste tecnologie su larga scala aziendale, affermando l'agricoltura di precisione uno standard operativo per tutta la filiera".

Irrigazione: risparmio idrico senza perdite di vigoria
Le centraline microclimatiche installate presso i soci produttori della Francescon OP - Organizzazione di produttori ortofrutticoli italiana specializzata principalmente nella produzione e commercializzazione di angurie seedless e meloni, destinati alla grande distribuzione - monitorano costantemente parametri atmosferici (temperatura, umidità relativa, bagnatura fogliare, radiazione solare e deficit di pressione di vapore) e pedoclimatici (umidità, temperatura e conducibilità del suolo), indicando in tempo reale ai tecnici informazioni fondamentali per stimare la traspirazione delle piante e quindi il loro fabbisogno irriguo.

© EVJA
Centralina microclimatica EVJA al lavoro nella serra sperimentale del Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II

Uno dei pilastri del progetto è l'ottimizzazione degli interventi irrigui. Durante la sperimentazione condotta presso il Dipartimento di Agraria di Portici su cinque varietà di melone, è stata confrontata l'irrigazione guidata dalla Piattaforma Evja con una tesi "surplus" (+20% di acqua).

I risultati del primo anno sono stati estremamente positivi:

  • Efficienza - la Piattaforma Evja ha mantenuto le piante costantemente nel "range" di umidità ottimale.
  • Resa vegetativa - non sono state riscontrate differenze significative nella vigoria, nella fioritura e nell'allegagione dei frutti tra le due tesi.
  • Risparmio - è stato confermato che è possibile ridurre gli apporti idrici senza compromettere la salute della pianta, puntando a un target di risparmio pari o superiore al 20% rispetto alle tecniche tradizionali.

Difesa fitosanitaria: previsione di oidio e peronospora
Il progetto mira anche a gestire fitopatologie critiche per le cucurbitacee come oidio e peronospora. Grazie ai dati microclimatici, la Piattaforma Evja genera un doppio allarme, avvisando quando le condizioni ambientali sono favorevoli per l'infezione fungina e quando il patogeno è in fase di evasione e sporulazione.

Sebbene le alte temperature estive del 2025 abbiano inizialmente ostacolato lo sviluppo naturale dei patogeni, la ricerca guidata dal Prof. Giuliano Bonanomi ha permesso di calibrare i protocolli di inoculo artificiale e definire i limiti ambientali dei due patogeni. L'obiettivo finale è quello di raggiungere un'accuratezza dei modelli previsionali superiore all'80%.

© EVJA
Monitoraggio continuo dei parametri microclimatici: umidità relativa, temperatura e radiazione solare

"Per validare i modelli predittivi è stato attuato un protocollo di inoculo diretto, mentre la Piattaforma Evja ha monitorato i parametri climatici critici 24 ore su 24, incrociandoli con il ciclo biologico del patogeno per rilevare il rischio di infezione in tempo reale", illustra il Prof. Bonanomi. Le prove in ambiente controllato hanno evidenziato che l'oidio, nel periodo primaverile ed estivo, ha una maggior tolleranza alle alte temperature rispetto alla peronospora.

Per il 2026 è prevista l'estensione dei test su scala aziendale, su tutti gli areali nei quali opera la Francescon OP. Le attività si concentreranno sulla validazione dei modelli di difesa in condizioni di campo e sulla misurazione degli effetti concreti sulla qualità del raccolto. Entro il 2027, infine, il progetto punta a fornire a tutti i conferitori dell'OP uno strumento digitale predittivo consolidato, capace di trasformare i dati ambientali in decisioni agronomiche vincenti e sostenibili.

© EVJA
Monitoraggio continuo dei parametri pedoclimatici: temperatura e contenuto volumetrico di acqua

"Il nostro obiettivo è quello di elaborare e calibrare modelli predittivi che lavorino con precisione e si adattino ai diversi contesti microclimatici", spiega Simone Scarpa, direttore agronomico di Evja. "Questo progetto è un'occasione per validare la modellistica per malattie fungine di massimo rilievo, prima negli ambienti sperimentali dell'Università Federico II e poi in campo con Francescon OP".

Per maggiori informazioni:
EVJA
+39 340 152 2358
[email protected]

Data di pubblicazione:

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