Imballaggi, dura lex sed lex: il ritorno al passato imposto dall'UE. Questo è il titolo di un interessante articolo pubblicato sul noto sito giuridico Altalex che tratta la questione della Proposta di Regolamento UE del 30 novembre 2022 sui rifiuti di imballaggio.
L'approccio europeo al problema, secondo l'articolista, è drastico: il legislatore esclude la produzione di rifiuti, consente solo il riciclo e il riutilizzo degli imballi e, laddove in misura residuale permetta che siano generati rifiuti, questi sono concepiti solo come compostabili. Il pezzo si chiude con un'affermazione perentoria: la via percorsa da Bruxelles è ormai tracciata da anni e non resta che adeguarsi: Reduce. Reuse. Recycle.
Considerando anche i tanti articoli pubblicati da FreshPlaza sull'argomento (ad esempio cfr. 26/05/2023 e 31/03/2023) chiediamo all'avvocato Gualtiero Roveda, consulente di Fruitimprese, chiarimenti sull'argomento che, obiettivamente, può rappresentare una svolta critica per il settore ortofrutticolo.
FreshPlaza (FP): In Italia c'è stata una levata di scudi contro la proposta di Regolamento UE sui rifiuti di imballaggio. Ci si può aspettare che la UE riesamini la questione in termini più ragionevoli di quelli proposti?
Gualtiero Roveda (GR): È possibile. Ma bisogna essere preparati anche a provvedimenti estremi. Gli imballaggi rappresentano per l'Unione una delle principali preoccupazioni ambientali. L'aumento del loro utilizzo e i bassi tassi di reimpiego e riciclo ostacolano lo sviluppo di un'economia circolare a bassa emissione di carbonio. I rifiuti da imballaggi costituiscono il 36% dei rifiuti solidi urbani. Probabilmente l'e-commerce dà un contributo importante al problema.
L'avvocato Roveda
FP: Anche i tassi di riciclo e recupero, secondo le rilevazioni europee, non sono incoraggianti ovunque.
GR: In Europa, la produzione di rifiuti da imballaggi sta crescendo, mentre riciclo e recupero stanno diminuendo. Nonostante gli obiettivi di sostenibilità e i progetti per una transizione ecologica, nel periodo tra il 2009 e il 2020 si è verificato un aumento del 20% dei rifiuti da imballo. Alla fine del periodo, la quantità di rifiuti ha raggiunto 79 milioni di tonnellate, ovvero 177 chili pro capite rispetto ai 150 chili del 2009. Il legislatore europeo ha, pertanto, deciso di intervenire in maniera risoluta utilizzando lo strumento del Regolamento.
FP: Ciò significa che, una volta approvato, il provvedimento entrerà in vigore immediatamente, senza bisogno di attendere l'attuazione da parte degli Stati nazionali.
GR: È così!
FP: È vero che il legislatore europeo sta considerando l'eliminazione totale delle reti, delle vaschette, dei vassoi e dei contenitori di frutta e verdura al di sotto di 1,5 kg?
GR: Sì. A meno che non sia dimostrata la necessità di preservare l'acqua o il turgore, evitare rischi microbiologici o danni fisici.
FP: Le Commissioni ambiente e attività produttive della Camera hanno, però, respinto la bozza di Regolamento e invitato il nostro Governo a sollecitare una "nuova valutazione d'impatto" da parte della Commissione europea.
GR: L'Italia ha buone ragioni per chiedere una revisione della proposta. Il provvedimento potrebbe avere effetti dirompenti per molte imprese e per le filiere del riciclo che nel nostro Paese sono state particolarmente virtuose.
FP: Si può essere fiduciosi nell'accoglimento delle richieste italiane?
GR: Non sono in grado di fare previsioni. Il mondo sta attraversando un periodo di cambiamenti velocissimi e profondi, in gran parte spinti dai progressi tecnologici e dall'evoluzione delle dinamiche e delle aspettative sociali. Tuttavia, è importante che le aziende si preparino ad affrontare anche scenari estremi, in modo da non essere impreparate di fronte a qualsiasi eventualità.