Se ne è parlato a Cesena nell'ambito del Progetto Vindicta

Cimice asiatica, non sembra impossibile arrivare a una coesistenza pacifica

C'è un certo ottimismo sulla possibilità di raggiungere una "coesistenza" accettabile con la cimice asiatica, come avviene del resto nei paesi di origine, dove il parassita non causa danni rilevanti grazie alla presenza di numerosi antagonisti. Anche se ci vorrà del tempo. E' uno dei concetti emersi venerdì 7 ottobre 2022, a Cesena durante la duplice visita nei frutteti "Progetto Vindicta" relativo alla cimice asiatica. 

Il progetto Vindicta, in fase di conclusione, reca il titolo: "Strategie tecnologiche preventive e tecnica di difesa biologica per contrasto alla cimice asiatica ed è finanziato dalla Regione Emilia Romagna (Misura 16.1.01 focus area 4b, programma di sviluppo rurale 2014 – 2020).

Il Gruppo Operativo del progetto biennale è composto da Azienda Agraria Sperimentale Stuard (coordinatore), Fondazione Edmund Mach (FEM, responsabile scientifico del progetto), Open Fields, società attiva nella sperimentazione, consulenza e trasferimento tecnologico nel settore agro-alimentare, e otto imprese agricole site nelle provincie di Parma, Reggio Emilia, Bologna, Forlì e Cesena.

Grazie alla disponibilità e ospitalità dei due imprenditori agricoli Mauro Praconi e Oddo Innocenti, entrambi partners del progetto, venerdì 7 ottobre tecnici e frutticoltori hanno potuto verificare l'andamento dell'attività fin qui svolta dal gruppo Operativo e ascoltare la relazione del responsabile scientifico del progetto: Gianfranco Anfora della Fondazione Edmund Mach (FEM). Presente, fra gli altri, anche Benedetto Accinelli di Riff98.

Il progetto prevede, tra le varie attività, oltre al monitoraggio settimanale della cimice con diversi tipi di trappole, il lancio del parassitoide antagonista della cimice Trissolcus iaponicus (vespa samurai) sulle siepi o spazi non coltivati aziendali e il prelievo e lo studio delle ovature. La raccolta delle ovature della cimice ha consentito, grazie a un'attenta osservazione in laboratorio, di valutare e quantificare il grado di parassitizzazione delle stesse.

Anfora si è dichiarato ottimista sulla possibilità di raggiungere una "coesistenza" accettabile con la cimice asiatica e, oltre ad aver risposto a molte domande relative al comportamento del parassita in campo, si è soffermato sui risultati interessanti ottenuti con il progetto Vindicta.

Mancano ancora i dati definitivi, che arriveranno al termine delle attività alla fine del 2022, in ogni caso si può già accennare che i primi risultati sul grado di parassitizzazione riscontrato nelle ovature 2022 sono migliori rispetto a quelli del 2021.

Il controllo della cimice asiatica quindi, con l'introduzione nelle aziende dell'insetto antagonista, sta funzionando. Si tratta di un processo che richiede tempo, ma la strada imboccata è sicuramente quella giusta. Nel frattempo, poiché i frutticoltori non possono certo permettersi di subire danni sulla frutta a causa della cimice asiatica, all'interno dei frutteti la difesa attiva deve essere proseguita con le tecniche già assodate (reti, agrofarmaci, possibilmente a basso impatto ambientale, interventi localizzati sulle fasce perimetrali, ecc.).

Contemporaneamente si dovrà proseguire con i lanci di parassitoidi e preservare il più possibile gli spazi aziendali a vegetazione spontanea (e dunque non trattati con insetticidi) per permettere la sopravvivenza e moltiplicazione sia di quelli immessi artificialmente sia di quelli autoctoni.


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