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Profughi ucraini impegnati in agricoltura. "Lavoro sì, ma che sia dignitoso"

Finora, dall'inizio del conflitto, sono circa 40mila i profughi ucraini arrivati nel nostro Paese. In questi giorni di guerra, le famiglie e le imprese italiane hanno mostrato una grande solidarietà, non solo raccogliendo e donando denaro e generi alimentari, ma anche offrendo nei nostri territori alloggi e occupazione in diversi settori, compreso quello agricolo.

Foto d'archivio

A tal riguardo, Giacomo Suglia, presidente Apeo e vicepresidente di Fruitimprese, ci spiega: "Molte aziende agricole fanno sapere che sono disponibili ad assumere chi fugge dalla guerra, non appena però la legislazione ce lo consentirà. Una possibilità che, per alcuni, si traduce in una soluzione efficace e temporanea alla notevole carenza di personale in agricoltura. Sappiamo bene che la stagione delle drupacee e delle altre referenze ortofrutticole estive sta per avvicinarsi, pertanto, poter disporre di una significativa forza lavoro significherebbe per un'impresa risolvere la problematica della scarsa disponibilità di manodopera nei campi. Però, prima che inizino a verificarsi episodi spiacevoli, è meglio tener presente che queste persone, per la maggior parte donne con bambini, si ritrovano già disagiate dal punto di vista psicologico. Lavoro sì, dunque, ma che sia dignitoso. Pensare di approfittare e sfruttare i rifugiati sarebbe deontologicamente e umanamente scorretto".

Giacomo Suglia

"Per la raccolta di alcuni prodotti agricoli, si cercano figure con una certa esperienza nel settore, requisito che il più delle volte potrebbe mancare o essere carente nei curricula di chi sta arrivando in Italia per tutt'altro motivo. Inoltre, al momento risulta impossibile sapere fino a quando questa povera gente rimarrà nel nostro Paese. Bisogna capire, con gli organi competenti, la vera fattibilità nel poter offrire un impiego, la qualifica e i salari che gli imprenditori devono riconoscere. Il sistema dei voucher, oltre a semplificare l'iter per l'assunzione, potrebbe aiutare a rendere più flessibile il rapporto di lavoro"

Qualche giorno fa, Conflavoro PMI, la prima associazione di categoria per imprenditori innovativi, ha lanciato Conflavoro per l'Ucraina, un portale in cui le imprese di qualsiasi settore produttivo potranno pubblicare le offerte di lavoro (o alloggi) riservate ai profughi ucraini.

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