Ad affermarlo Hortgro

Nessun riversamento di frutta sudafricana in Europa

A tredici giorni dall'inizio della stagione più difficile e imprevedibile che si ricordi, gli esportatori sudafricani hanno apprezzato l'aiuto del Perishable Produce Export Control Board e del DALRRD, su intervento di Hortgro, nel deviare verso l'Europa i prodotti destinati alla Russia (a seconda della frutta: i limoni sudafricani destinati alla Russia non possono essere deviati sui mercati Ue, in quanto rappresentano un rischio di ingresso della macchia nera degli agrumi, ma le susine sì).

"Una nuova destinazione dipende dal tipo di frutto e da come si è presentato all'ispezione. Ad esempio, le susine hanno gli stessi requisiti fitosanitari per la Russia e l'Ue, ma non quelli di qualità: in questo caso si differenziano nel nocciolo spaccato", osserva il PPECB.

Ci sono state segnalazioni non confermate di uva da tavola e drupacee sudafricane ufficialmente scaricate e distrutte in Europa, ma Jacques du Preez, direttore commercio e mercati di Hortgro dice che non è così. "Nessuno scaricherà la frutta. Stanno cercando di trovare mercati alternativi ai migliori prezzi. È solo la frutta in viaggio via mare a creare attualmente dei problemi, circa 500mila cartoni di pere".

Gli esportatori contattati hanno confermato che non hanno riversato e distrutto la loro frutta, anche se alcuni hanno fatto notare che ora in Europa ci osno frutti per i quali non c’è mercato al momento, mentre le compagnie di navigazione stanno facendo pressioni affinché vengano restituiti i container".

È al vaglio la proposta di donare le spedizioni non commerciabili alle organizzazioni umanitarie per i rifugiati ucraini.

Messaggi contrastanti sul cambio di destinazione e sui trasbordi
Ci sono stati giorni di tensione e messaggi contrastanti sulla possibilità di trasbordare a San Pietroburgo i container che sono già a Rotterdam, Bremershaven e Anversa. "In realtà non abbiamo idea di cosa stia succedendo in questo momento", dice uno spedizioniere, aggiungendo: "E nemmeno le compagnie di navigazione".

"Queste ultime hanno consigliato a tutti di scaricare perché, se il carico viene bloccato in Russia sarebbe terribilmente costoso. A Rotterdam o Bremerhaven, la situazione sarebbe comunque meno disastrosa", afferma un altro spedizioniere.

"Qualche giorno fa, ci è stato detto dalle compagnie di navigazione che tutto deve essere soggetto a un cambio di destinazione, il che ha causato molte preoccupazioni, soprattutto per la frutta che è già a Rotterdam e che non è stata ispezionata per l'Ue o non ha il giusto calibro o le specifiche d'imballaggio dell'Ue".

Alla ricerca di alternative, alcuni del settore hanno considerato la possibilità di portare la frutta a Mersin, in Turchia, e via terra in Russia, attraverso la Georgia. Ciò, tuttavia, richiederebbe una polizza di carico completamente nuova e maggiori costi, e container disponibili.

"Anche se riuscissi a portare la frutta in Russia, ne varrebbe la pena?"
Di recente, FreshPlaza ha saputo che una nave feeder (mercantile di medie dimensioni, ndt), con a bordo frutta sudafricana, ha lasciato Bremershaven diretta a San Pietroburgo, dove arriverà presto. Ma alcuni si chiedono, ne sarà valsa la pena?

"La frutta arriverà in forte ritardo. I costi sono molto alti per gli importatori russi che devono trovare dollari americani per pagarci, e poi trasferirli a noi. Anche se la frutta arriva lì, non importa come, non si ha alcuna garanzia che si riceverà il pagamento", spiega un esportatore in Russia, aggiungendo che il valore del Rublo sta precipitando.

"Anche volendo, gli acquirenti russi non possono pagare", osserva un altro esportatore. "La nostra più grande preoccupazione è avere i nostri soldi. Devi avere dei rapporti straordinari con i tuoi destinatari per riuscire a essere pagato".

Si ritiene sia "estremamente irresponsabile" inviare la frutta a San Pietroburgo ora. Non ci sono garanzie sul fatto che la frutta scaricata possa lasciare questo porto.


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