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Virgilio Massaccesi, direttore commerciale Ortenzi Srl

Prezzi ortofrutta: "Serve il coraggio di dire la verità"

"Quando, nel lontano 1984, ho iniziato a lavorare nel settore ortofrutticolo, il modello del business era basato sulla scarsità di materia prima. Il valore derivava quindi dalla vendita di un prodotto, la cui disponibilità era limitata. Con il passare del tempo, tale carenza è venuta meno: nuove tecniche colturali, miglioramento varietale, nuovi areali produttivi e catena del freddo efficiente hanno permesso maggiori rese produttive, mantenendo stabili i prezzi di frutta e verdura, pur a fronte di consistenti aumenti dei costi produttivi. Si è passati a produrre quantità a scapito della qualità, l’abbondanza ha modificato il modello di business calmierando artificiosamente i prezzi. Le vecchie mille lire in campagna valgono ancora 0,50 euro che, secondo l'Istat, corrisponderebbero a 1,06 euro".

Così Virgilio Massaccesi (foto a lato), direttore commerciale presso Ortenzi Srl (Oro della Terra), in un suo post su LinkedIn

"Politica, distribuzione e consumatori, hanno tratto beneficio da questa situazione. L'ortofrutta è stata svenduta sull'altare della convenienza che, quando non realizzabile a causa della poca produzione italiana, è stata controbilanciata con le importazioni da Paesi a basso costo di manodopera, magari spacciandole per italiane".

"Nessuno si è strappato le vesti per i prezzi bassi che, nel tempo, hanno eroso la marginalità delle aziende agricole, mettendole gradualmente in difficoltà e minando la loro stessa sopravvivenza. Se a questo aggiungiamo i cambiamenti climatici e la svolta green con la drastica diminuzione della chimica negli agrofarmaci, si capisce il perché dell’inversione di tendenza delle rese produttive".

Inoltre, secondo Massaccesi, la pandemia ha accelerato tendenze che erano già in atto. "I consumatori delusi dalla qualità di frutta e verdura hanno incominciato a essere più selettivi. Il chilometro zero o l'origine italiana hanno acquisito valenza strategica, obbligando i canali distributivi a rivolgersi a prodotti italiani. In un mercato libero torna a farsi sentire la legge della domanda e dell'offerta, in cui è il commercio che determina il prezzo di equilibrio e non i singoli attori, per quanto importanti essi possano essere".

Il mito dei consumi illimitati mostra i suoi limiti, anche e soprattutto in ottica di sostenibilità sia economica sia ambientale e sociale. "Illudersi che tutto sarà come prima è utopistico: sarebbe a mio avviso importante argomentare correttamente sulle cause degli aumenti, rendendo consapevoli i consumatori circa le reali problematiche da affrontare - continua Massaccesi - In questo contesto, promettere che i prezzi rimarranno bassi è una fake news che contribuisce a creare confusione in chi fa la spesa, alimentando un risentimento nei confronti di tutta la filiera e frenando ancora di più i consumi".

"I processi di cambiamento, già rapidi prima dell’emergenza sanitaria, sono diventati ancora più veloci. E', infatti, opinione diffusa del mondo accademico e scientifico che dovremo imparare a operare in un contesto in continuo movimento. Per l’economista premio nobel Daniel Kahneman, i cambiamenti si susseguiranno a un ritmo tale da imporre modifiche nella nostra capacità di percezione e di gestione delle scelte personali. Gestione che implicherà probabilmente una riallocazione delle risorse disponibili da parte dei consumatori che, a fronte di stipendi stabili (per chi un lavoro lo ha), e un aumento dei costi ineludibili (bollette varie), vedranno ridotta ulteriormente la quota di reddito disponibile", conclude Massaccesi.

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