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La richiesta dell'Unión Extremadura all'ambasciatore russo in Spagna

Revocare l'embargo sulle drupacee

Da quando, nel 2015, è entrato in vigore l'embargo sui prodotti agricoli dell'Unione Europea (come ritorsione alle sanzioni economiche scaturite dal conflitto russo con l'Ucraina), nella regione spagnola dell'Estremadura, il settore delle drupacee si trova in una situazione critica. Ciò ha portato allo sradicamento di oltre 2.000 ettari di susine l'anno scorso (cfr. FreshPlaza del 21/04/2020).

Per questo motivo, e a causa della difficile situazione legata al Coronavirus, la Unión Extremadura ha chiesto al Ministero dell'agricoltura di proporre la ripresa del commercio di prodotti agricoli con la Russia. L'organizzazione ha anche richiesto un incontro con l'ambasciatore russo in Spagna, Yuri Korchagin, per studiare possibili misure che consentano in questa stagione l'esportazione di frutta dall'Estremadura in Russia.

La Spagna produce circa 1.945.400 tonnellate di drupacee, di cui 216.200 coltivate in Estremadura. Queste cifre possono registrare variazioni di oltre il 20% da una stagione all'altra, in base a molteplici fattori meteorologici. La Spagna coltiva questi frutti su 137.000 ettari, di cui 20.580 in Estremadura. Il settore paga anche più di 4 milioni di salari a livello statale, per i lavoratori necessari alla raccolta, al diradamento e alla potatura degli alberi da frutto.

La Unión avverte che questa campagna "sarà anche più complicata", poiché sebbene il Paese esporti circa 545mila ton di frutta, il 93% verso i Paesi dell'Ue, restano ancora oltre 1,4 milioni di ton in Spagna che di solito vengono consumate grazie agli 80 milioni di turisti che ci visitano ogni anno".

Quest'anno, a causa della pandemia, è "molto probabile che il numero di turisti sarà decisamente inferiore, quindi il suplus di offerta e la mancanza di domanda, diventeranno un problema molto serio".

In questo contesto, non ha senso che i cittadini russi consumino frutta "di qualità scadente e più costosa", mentre i produttori spagnoli ed estremadurani "falliscono perché non possono venderla".

"Quelli di noi che non sono politici pensano che dovremmo ignorare le controversie passate e fare in modo che l'Ue e la Russia firmino un nuovo accordo commerciale a beneficio di entrambi", ha affermato la nota.

Fonte: agroinformacion.com

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