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Matteo Zanarini: "Migliorare l'offerta per sostenere il trend positivo"

Impennata del consumi di patate fresche: piu' 15 per cento in 5 anni

Un dato in controtendenza nel desolato panorama dei consumi di ortofrutta: dal 2013 al 2018 il consumo di patate fresche in Italia è aumentato del 15% toccando quota 763mila tonnellate. Stabile invece il consumo di patate surgelate (145mila tonnellate) anche se è aumentata la quota di import per quest'ultima tipologia.

Sono i dati presentati da Matteo Zanarini della "Zanarini Agromarketing" a un recente convegno all'Università di Bologna. "Il settore pataticolo italiano deve sfruttare questo trend - ha detto - continuando a migliorare la propria offerta. Secondo i dati Eurostat, le patate, incluse quelle da semina, nel 2018 contavano una superficie pari a 1,7 milioni di ettari nell'Unione europea, circa il 3% in meno rispetto al 2017".

La Germania è al primo posto, con quasi 9 milioni di tonnellate, seguita da Francia (7,8 milioni ton), Polonia (7,4 milioni ton), Paesi Bassi (5,7 milioni ton). L'Italia è al decimo posto, con 1,3 milioni di tonnellate. In totale, nel 2018 nell'Unione europea sono state prodotte 52,4 milioni di tonnellate di patate, 1,4 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2013.

In Italia, il primato spetta all'Emilia Romagna, con il 16% della produzione, seguita da Campania (15%), Abruzzo (14%), Calabria (13%), Veneto.

"Le patate italiane esportate - ha continuato Matteo Zanarini - nel 2018 sono state 76mila tonnellate, con un netto calo del 34% rispetto al 2017. Le principali destinazioni delle nostre patate sono: Germania (36%), Francia (12%), Grecia (6%), Polonia (6%), Danimarca (5%). Rispetto alle importazioni, nel 2018 ne abbiamo importate per 554mila tonnellate, il +3% rispetto al 2017. Il 53% del nostro import arriva dalla Francia, il 23% dalla Germania".

"Un aspetto negativo - ha concluso Zanarini - sta nella scarsa conservabilità del prodotto fresco italiano. In pratica, a febbraio occorre aver vuotato le celle, altrimenti le patate non sono più di qualità. Di certo abbiamo meno molecole a disposizione rispetto ad altre nazioni, così come dovremmo trovare varietà con una maggiore capacità di conservazione".


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