Lo ammette anche il rapporto Legambiente, nonostante la chiave di lettura negativa

Residui: frutta e verdura italiane si confermano sicure e sane

L'ortofrutta italiana è sicura e lo afferma il dossier Stop Pesticidi di Legambiente, non un fruttivendolo. Il 98,7% dei campioni analizzati è regolare e il 61% non presenta alcun residuo rilevabile dagli strumenti. Il 34% presenta dei residui entro i limiti di legge, ma la chiave di lettura che l'associazione ambientalista dà è più negativa che positiva (clicca qui per il resoconto Legambiente).

Ieri, 18 febbraio 2019, Legambiente ha presentato il proprio dossier. Un lavoro encomiabile che dà merito agli agricoltori italiani, tanto che se i campioni fuorilegge nazionali sono solo l'1,7%, quelli esteri fuori regola sono più del doppio.

Legambiente punta l'indice sui campioni con più residui. "E' privo di residui di pesticidi - si legge nel comunicato dell'associazione - solo il 36% dei campioni analizzati, mentre l'1,7% è irregolare e oltre il 60%, nonostante sia considerato regolare, presenta uno o più residui chimici. Il 64% delle pere, il 61% dell'uva da tavola e il 57% delle pesche sono campioni regolari con multiresiduo".

"Le fragole spiccano per un 54% di campioni regolari con multiresiduo e anche per un 3% di irregolarità. Alcuni campioni di fragole, anche di provenienza italiana, presentano fino a 9 residui contemporaneamente. Situazione analoga per l'uva da tavola, che è risultata avere fino a 6 residui. I campioni di papaya sono risultati tutti irregolari per il superamento del limite massimo consentito del fungicida carbendazim".

Va sottolineato che i valori limite di legge sono infinitamente più bassi rispetto a un qualsiasi rischio per la salute. Sono già delle soglie di sicurezza e sempre più restrittive di anno in anno. Di certo, una camminata in una qualsiasi via trafficata di qualsiasi città fa introdurre nell'organismo più sostanze nocive che non tonnellate di frutta al di sotto di questi limiti.

"In generale - continua la nota Legambiente - nel confronto tra i campioni esteri e italiani, a presentare più irregolarità e residui sono quelli esteri. Anche nei campioni di provenienza estera è la frutta la categoria in cui si osserva la percentuale più alta di residui: il 61% di tali campioni di frutta presenta almeno un residuo. Tra gli ortaggi, il 51% dei pomodori e il 70% dei peperoni esteri contengono almeno un residuo. Oltre alla percentuale più alta di multiresiduo, pomodori e peperoni presentano anche il maggior numero di irregolarità, rispettivamente il 7% e il 4% del totale analizzato".

Per la verdura, il quadro è contraddittorio. Da un lato, il 64% dei campioni risulta senza alcun residuo. Dall'altro, si riscontrano significative percentuali di irregolarità in alcuni prodotti, come l'8% di peperoni, il 5% degli ortaggi da fusto e oltre il 2% dei legumi, rispetto alla media degli irregolari per gli ortaggi (1,8%). Ad accomunare la gran parte dei casi di irregolarità è il superamento dei limiti massimi di residuo consentiti per i fungicidi, tra cui il più ricorrente è il boscalid.

"Inoltre - conclude Legambiente - alcuni campioni di pomodoro provenienti da Sicilia e Lazio presentano fino a 6 residui simultaneamente, e un campione di lattuga proveniente dal Lazio addirittura 8".


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