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Reti fotoselettive: il parere di tecnici e operatori con esperienza pratica

L'utilizzo di reti antigrandine fotoselettive in base all'esperienza dei produttori e dei tecnici. Se ne è parlato nella seconda parte del convegno svoltosi ieri 23 gennaio 2019 a Faenza (Ravenna) organizzato da Agrintech in occasione del decennale delle reti Iridium® (cfr. articolo correlato).

Dopo l'intervento iniziale di Tiziano Rondinini (foto qui sopra), presidente dell'Ordine dei periti agrari di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, la parola è passata a Edwige Remy di International Plant Selection. "I nuovi impianti di pesco e albicocco sono in leggero calo a causa o della congiuntura di mercato, o per una situazione che, comunque, è ciclica. Susino e ciliegio invece sono ancora in crescita. Per quanto riguarda l'albicocco, puntiamo principalmente su due tipologie, le bicolore e le rosse. Negli ultimi 10 anni, si è piantato molto e ora c'è una fase discendente nelle nuove superfici".

Edwige Remy

"Le susine sono in crescita - ha continuato Edwige Remy - e anche queste devono essere protette da reti antigrandine come le altre drupacee, al pari del ciliegio. La nostra innovazione varietale è continua: cito l'incrocio fra susino e ciliegio e quello tra susino e albicocco. Stiamo introducendo anche nuove cultivar nelle specie noce, mandorlo e nocciolo, vista la continua evoluzione del settore frutta a guscio".

Massimo Basaglia di Apoconerpo ha affermato che "stiamo studiando le reti colorate da 15 anni. Nel primo ciclo di prove, abbiamo abbandonato la rete bianca in fretta perché era debole, mentre la grigia e la verde erano più promettenti. In un campo parcellare abbiamo realizzato coperture con reti di diverse colorazioni. Il risultato è stato che la rete verde favoriva la vegetazione, la rossa inibiva lo sviluppo. Però sotto la rete rossa la colorazione, come nelle mele Fuji, era migliore rispetto alle reti nere o verdi. Purtroppo, dopo due anni la rete rossa si era scolorita, ma preciso che stiamo parlando di un prodotto che non aveva nulla a che fare con i materiali di cui disponiamo oggi".

Massimo Basaglia

Dal 2010, Apoconerpo ha adottato le reti Iridium® e ha effettuato diverse prove. La qualità delle reti si è dimostrata nettamente migliore. La colorazione dei frutti è risultata maggiore negli impianti protetti da reti gialle e rosse, le quali però fanno sviluppare meno le piante. Le reti Iridium®, a loro volta, hanno mantenuto la propria pigmentazione per più anni rispetto alla tesi testimone.

Dalle prove è emerso che la rete blu e quella perla creano una buona diffusione della luce e un microclima gradevole. Nel 2017 sono iniziate altre prove. Sotto la rete perlata si registrano meno scottature ai frutti.

Il consulente agronomo Michele Bravetti ha risposto alla domanda: "quali sono gli effetti delle reti sulla produzione?". "Le reti fotoselettive svolgono più di una funzione, pertanto anche nei casi in cui, come alcune prove effettuate su melannurca, non influenzano taluni parametri, risultano comunque utili per altri aspetti".

Bravetti ha ripercorso diversi anni di sperimentazioni in campo: "Nelle nostre prove ci siamo concentrati ad esempio sugli effetti sul colore dei frutti di mela Fuji. Con le reti più chiare, la colorazione è stata influenzata di più perché passa più luce e quindi aumenta la fotosintesi. La colorazione è risultata migliore sotto rete perla e gialla rispetto alle reti nere".

Michele Bravetti

"Abbiamo condotto prove - ha continuato Bravetti - anche su kiwi giallo. La rete gialla permette di avere più fotosintesi, molto utile per il miglioramento della qualità dei frutti. Su un campione di 90 frutti sotto reti gialla abbiamo ottenuto un beneficio rispetto a rete neutra. Sotto rete gialla abbiamo registrato un aumento della produzione quantitativa, con una PLV in crescita di 2000-3000 euro ad ettaro".

"L'influenza della copertura su melannurca è stata oggetto di un'altra prova, allo scopo di vedere se si poteva saltare la fase dell'ombraio utilizzando le reti, ma ciò non è possibile se si vuole raggiungere lo stato qualitativo che si ottiene mediante il passaggio nell'ombraio. La rete perla ha però consentito di avere frutti di calibro maggior e con buon colore, nonché frutti protetti dalla grandine. Quindi meglio la rete perla che non quella nera, in base alle nostre prove".

Giampaolo Dal Pane (in foto qui sotto) del Consorzio Dorì ha mostrato, in un filmato proiettato nell'occasione, suggestive immagini dall'alto di impianti di kiwi giallo coperti con reti gialle.

"Abbiamo 350 ettari di Dorì e tutti coperti o con plastica o con reti. Abbiamo creduto subito alle ricadute positive delle Iridium® . Dati alla mano, abbiamo notato un incremento di sostanza secca da 0,5 a 1 punto, il che significa maggiore qualità organolettica e allungamento della conservabilità. Per l'Italia, che deve guardare a nuovi mercati come quelli asiatici, estremamente esigenti in termini di requisiti qualitativi, tali aspetti migliorativi sono di cruciale importanza".

Ultimo intervento, quello di Giuliano Donati di Granfrutta Zani. "Abbiamo svolto diverse prove mettendo a confronto parcelle con e senza reti e di colore diverso. Nel pesco allevato a fusetto non abbiamo rilevato differenze significative di grado Brix, ma in generale un aumento della produttività. Nel susino invece abbiamo avuto grosse e positive sorprese: la parcella protetta da reti gialle ha registrato un significativo aumento del °Brix ogni anno per tre anni, con valori in aumento, che hanno oscillato da 0,7 a 1,1 punti".

Giuliano Donati

Anche in questo caso, i parametri ottenuti hanno consentito di destinare la produzione di susine alla commercializzazione sotto marchio premium, con ritorni considerevoli in termini di redditività

I lavori si sono conclusi con il conferimento di una targa al Prof. Davide Neri da parte dei rappresentanti Agrintech (in foto qui sotto, Neri riceve la targa da Alessandro Gagliardo), quale riconoscimento per il prezioso lavoro di ricerca condotto nel decennio di vita delle reti antigrandine fotoselettive Iridium®. 


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