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L’aglio sconfigge i batteri resistenti agli antibiotici

Si parla tanto di batteri e della loro pericolosità soprattutto se riferiti agli antibiotici sempre meno efficaci a causa dell'immunoresistenza. Lo studio "High altitude, hyper-arid soils of the Central-Andes harbour mega-diverse communities of actinobacteria", pubblicato su Extremophiles guidato da Juan Asenjo della Universidad de Chile e altri scienziati, ha rivelato che l'analisi del suolo svolta nel territorio del Cerro Chajnantor, nel deserto di Atacama, in Cile, è riuscita a svelare la presenza di alcuni batteri potenzialmente importanti per combattere alcune malattie. I campioni di suolo sono stati prelevati a 3mila metri di altezza sopra il livello del mare nel deserto di Acatama, dove la siccità è estrema tanto che il territorio sembra simile al suolo su Marte e sono presenti i più alti livelli al mondo di radiazioni ultraviolette.

I ricercatori sono così venuti alla scoperta di alcuni actinobatteri, di cui il 40% mai visti primi, e dunque si tratta di una risorsa davvero importante per combattere patologie legate appunto all'immunoresistenza che minaccia la salute globale e creare così nuovi trattamenti. "L'irradiazione UV-B e una serie di caratteristiche uniche del suolo sono risultate molto importanti nel determinare le composizioni delle comunità di batteri nell'area studiata" hanno dichiarato i ricercatori sottolineando la scoperta strepitosa.

E le scoperte importanti non terminano qui. Gli scienziati dell'Università di Copenaghen, guidati da Michael Givskov, hanno condotto uno studio giunto alla conclusione che l'aglio è in grado di combattere i batteri resistenti come cura per attaccare le infezioni croniche. Basti pensare che già nella Grecia antica Ippocrate ne consigliava l'utilizzo per curare infezioni varie tra cui anche il noto herpes. La ricerca è nata nel 2005 quando il team ha iniziato ad analizzare gli effetti dell'aglio fino alla scoperta nel 2012 del componente dell'azione antibatterica, chiamato ajoene. Ora lo studio ha approfondito il tutto documentando la capacità che hanno le molecole di limitare l'ajoene RNA normativo in due tipi di batteri, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa.

Insomma, un composto dell'aglio può annientare il biofilm che i batteri resistenti producono per sopravvivere alle terapie, e far funzionare di nuovo gli antibiotici. Ottimista Tim Holm Jakobsen del Costerton Biofilm Center presso il Dipartimento di Immunologia e Microbiologia il quale ha dichiarato: "Crediamo davvero che questo metodo possa portare al trattamento dei pazienti, che altrimenti hanno scarse prospettive. Perché le infezioni croniche come la fibrosi cistica possono essere molto resistenti, ora abbiamo abbastanza conoscenze per sviluppare ulteriormente il farmaco a base di aglio e testarlo sui pazienti".

Data di pubblicazione:



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