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"CESAC: "La resistenza sui prezzi delle patate in campagna sta premiando"

Sul tavolo di questa stagione pataticola 2016/17 sono già state praticamente scoperte tutte le carte, meno una. Tutti i big hanno già terminato le scavature, e indietro (la carta mancante, ndr) rimane solo la Francia, che comunque è in conclusione della raccolta: "Erano partiti a settembre, salvo poi interrompere le operazioni a causa dell'eccessivo caldo e della mancanza di pioggia: scavando avrebbero rischiato di danneggiare eccessivamente i tuberi, così per riprendere le scavature hanno aspettato le prime piogge", spiega Claudio Brintazzoli, presidente della CESAC, cooperativa di Medicina (BO) con circa 500 ettari coltivati a patate. (Tra l'altro, il caso della Francia è analogo a quello del Belgio, NdR - cfr. articolo correlato)

A ben guardare, per questa stagione l'Italia ha una mano decisamente buona; e un primo assaggio lo si ha già avuto quest'estate, con una forte domanda estera di patate novelle e di patate di Bologna (cfr. FreshPlaza del 30/08/2016) complice una combinazione di fattori: da un lato l'anticipo delle produzioni siciliane (e in misura minore di quelle bolognesi) in un momento in cui il mercato era già sgombro dalle patate della vecchia stagione; dall'altro la mancanza di prodotto in Francia, Pesi Bassi e Germania.


Lavorazione delle patate alla Cesac. (Foto d'archivio)

Dal punto di vista produttivo, riprende Brintazzoli, "è stata una buona campagna. L'anno scorso avevamo registrato una bassa resa, nell'ordine delle 37/38 tonnellate per ettaro; quest'anno è stato l'opposto con una resa media superiore all'anno scorso di 10 tonnellate per ettaro e una qualità davvero buona, a fronte di un aumento delle superfici che in Emilia-Romagna è stato di pochi punti percentuali".

Da un punto di vista commerciale invece "il mercato - continua il direttore della CESAC - è partito con quotazioni che in campagna sono state di 5/6 eurocent/kg inferiori all'anno scorso, e di circa 3/5 eurocent/kg in meno alla commercializzazione; ciò soprattutto a causa della pressione del prodotto veneto. Nonostante questo, abbiamo cercato di tenere il prezzo al produttore delle patate bolognesi a 26 eurocent/kg", una cifra che, sebbene inferiore al 2015, rimane comunque remunerativa per i produttori.



Brintazzoli è ottimista: "La decisione di tenere il prezzo sta premiando e ora contiamo di aumentare le quotazioni in campagna: le condizioni ci sono tutte"; un ottimismo dettato da diverse considerazioni.

Primo: "Oggi - riprende il direttore della cooperativa di Medicina (BO) - sullo scaffale il consumatore tende a preferire il prodotto locale e quello italiano, e anche la Gdo si sta dimostrando disponibile a pagare qualche centesimo in più pur di avere delle patate italiane di qualità. Vedi il caso della patata Dop di Bologna, che sta aumentando la propria quota e il proprio mercato, tanto che l'anno prossimo aumenteremo le semine di Primura (la varietà che da disciplinare è ammessa alla denominazione di origine protetta, ndr) che certificheremo". Va inoltre aggiunto che, quest'anno, come emerge da più fonti, la patata italiana ha qualità da vendere.

Secondo: viste quantità e qualità del prodotto italiano "la nostra produzione ci permetterà di arrivare fino a marzo", a mani basse. Infine (terzo), ad oggi, conclude Brintazzoli, "il prodotto estero è molto costoso, parliamo di 35/37 eurocent/kg in arrivo. Negli anni passati la Francia l'ha fatta da padrone sul mercato, ma quest'anno, complici le difficoltà in fase di scavatura, hanno problemi di qualità e poco prodotto, con una resa di 10 ton/ha inferiore all'anno scorso (cfr. FreshPlaza del 06/10/2016). Con questo stanno vendendo quel poco di valore che hanno a 25/27 eurocent/kg in partenza"; valori abbastanza elevati, una volta aggiunti i costi di trasporto e rilavorazione.

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