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Ma per la stima precisa bisognera' attendere qualche giorno

Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Marche fanno i primi conti con i danni da maltempo

Negli ultimi giorni, prima di spostarsi al centro-sud, in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, trombe d'aria, intense grandinate e violenti nubifragi hanno colpito il territorio con migliaia di ettari sott'acqua, interi raccolti di frutta e verdura distrutti, capannoni scoperchiati e costruzioni rurali allagate (cfr. FreshPlaza del 02/05/2014).


(Foto Stefano Calderoni).

Ad essere colpita - a macchia di leopardo, tanto che alcune aziende lamentano la perdita totale delle produzioni, mentre altre sono state solo sfiorate dal maltempo - è una grande varietà delle produzioni presenti in questo momento nei campi: estensive, ortaggi e pomodori, ma anche frutteti e vigneti e le principali colture di pregio di queste zone (meloni, pesche e nettarine, mele e pere).

Emilia-Romagna
"Non è più possibile attendere: è necessario un provvedimento fiscale di favore che tenga conto delle difficoltà in cui versa il nostro territorio dopo l'ennesima calamità che si è abbattuta sulla bassa modenese". E' quanto afferma il presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi, sottolineando come: "I nostri imprenditori sono di tempra resistente, ma senza un aiuto delle Istituzioni rischiamo davvero che tutto venga vanificato. Per questo chiediamo che, al più presto, vengano avviate le procedure per verificare se esistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nei territori colpiti e che si studi un trattamento fiscale di favore configurabile in un'esenzione totale dalle tasse".


(Foto Stefano Calderoni).

La zona colpita è caratterizzata da produzioni orticole e frutticole di pregio, quali la Pera dell'Emilia-Romagna IGP. I pereti hanno subito danni ai rami e ai frutticini, mentre le ciliegie sono state colpite riportando lesioni che dovrebbero aumentare con la maturazione dei frutti, comportando molto scarto o frutti di seconda qualità.

Successivamente, maltempo e danni non hanno risparmiato neppure la provincia di Ferrara, dove i temporali hanno scaricato vere e proprie "bombe d'acqua" sui campi coltivati, con piogge molto intense che hanno danneggiato le colture e alzato il livello dei canali di scolo. Nel copparese e nella zona di Tresigallo e Migliarino, i campi sono sommersi da diversi centimetri d'acqua, mentre nell'argentano sono state registrate forti piogge (70 mm in pochi minuti) accompagnate da violente grandinate che hanno imbiancato campi e strade, con danni ingenti alle colture erbacee e orticole.


(Foto Stefano Calderoni).

Oltre agli allagamenti che impediranno agli agricoltori di accedere ai terreni per diversi giorni, le reti antigrandine negli impianti frutticoli si sono riempite e, in qualche caso, persino rotte sotto il peso dei chicchi di ghiaccio, mentre gli impianti arborei non protetti hanno subito danno ai frutticini in formazione o in maturazione (come nel caso di albicocche e ciliegie).

La Cia - Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara sta valutando la situazione ed è in contatto con le aziende agricole per avere un quadro completo dei danni. Di fronte a questi eventi emerge fortemente il problema delle assicurazioni agricole: la percentuale di aziende che stipulano un'assicurazione multirischio – quella a copertura completa, che copre il mancato reddito aziendale – è ancora molto basso.

Ad aggravare la situazione, c'è l'azzeramento dei risarcimenti diretti per calamità, quasi 120 milioni di euro garantiti, negli anni scorsi, dal Fondo di solidarietà nazionale. Quei fondi dovrebbero ora finanziare la stipula di assicurazioni agevolate per le imprese agricole ma così non è, sicché la tendenza ad assicurare è ancora davvero bassa. Il risultato è che in queste ore aziende, soprattutto quelle medio - piccole, si trovano ad avere raccolti rovinati, mancato reddito e nessuna copertura.

Nei prossimi giorni la Cia, insieme alla Provincia di Ferrara, valuterà le azioni da intraprendere per cercare di rimediare all'emergenza di questi giorni che rischia di compromettere la produzione agricola di una vasta zona del territorio.

Dal canto suo, anche Coldiretti invita gli agricoltori interessati a contattare al più presto la propria compagnia assicuratrice o il Consorzio di Difesa per segnalare il danno presunto, ricordando appunto che da quest'anno - non essendo più operativo il fondo di solidarietà nazionale - rimane solo l'assicurazione come strumento per coprire gli eventuali danni calamitosi.
 


Ma anche Lombardia e Veneto
Da altri rilevamenti effettuati da Coldiretti, in Lombardia i danni maggiori si contano nella provincia di Mantova. Per Paolo Carra, presidente Coldiretti Mantova, le preoccupazioni maggiori riguardano le colture in pieno campo tra cui anche orticole e melone, dove le piantine rischiano asfissia per effetto dell'accumulo d'acqua, specie dove il drenaggio è limitato.

In Veneto, ad aggravare la situazione della provincia di Padova anche le grandinate che hanno colpito i comuni di Montegrotto, Due Carrare e Monselice. Sono migliaia gli ettari allagati, destinati alle colture estensive ma anche orti, serre, frutteti e vigneti. Dalla provincia di Rovigo arrivano segnalazioni di coltivazioni letteralmente sommerse.

"Per giorni sarà impossibile eseguire qualsiasi lavoro; il nostro obiettivo è salvare il raccolto e ripulire dal fango gli annessi rustici", dicono gli agricoltori di Coldiretti impegnati con pompe e idrovore a limitare i danni.

Marche
La perturbazione si è poi spostata al centro-sud: piogge dalle Marche alla Puglia settentrionale, su Umbria, zone interne della Toscana e del Lazio, su Campania, Calabria tirrenica, Sicilia centro-occidentale e Sardegna.


La Valle del Misa nei pressi di Senigallia (Ancona, Marche) ripresa il 3 maggio.

Gravissimi i danni causati all'agricoltura marchigiana, con coltivazioni e serre sott'acqua e frane che hanno interessato i terreni collinari. Secondo un primo monitoraggio della Coldiretti, la situazione più critica si registra in provincia di Ancona, nel Senigalliese. Nella fascia che va da Serra de' Conti alla costa sono numerose le aziende allagate, con l'acqua che ha invaso le serre e sommerso le coltivazioni di insalata, radicchio, pomodori, fagiolini e altri ortaggi, tutti a rischio asfissia, con i terreni che non torneranno comunque praticabili prima di una settimana.

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Campo allagato, Senigallia - 3 maggio 2014. (Video: Riccardo Sabbatini)

Sempre nel Senigalliese, l'esondazione dei corsi d'acqua ha danneggiato anche un'azienda vivaistica, con parte del terreno e delle piante portate via dalla piena. Problemi pure nell'Osimano e nella zona del Fermano, con frane e allagamenti che minacciano i terreni coltivati a grano. Finora si contatodue vittime.

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Piena fiume Esino - Chiaravalle (Marche) - 3 maggio 2014.

L'alluvione di questi giorni è il quinto evento calamitoso a colpire l'agricoltura regionale. "Occorrerebbe prevedere nuovi strumenti di prevenzione – sottolinea il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante - E' per questo che promuovendo il sistema di assicurazione contro i danni nelle campagne, anche utilizzando il nuovo Piano di sviluppo rurale".

In relazione alla calamità che ha colpito le Marche, e in particolare l'area di Senigallia, il Ministro Maurizio Martina ha assicurato fin da subito la piena disponibilità del Mipaaf a verificare rapidamente, in collaborazione con la Regione e con le istituzioni locali, tutte le misure necessarie ad accompagnare l'agricoltura marchigiana colpita dal maltempo. Si tratterà di definire presto il perimetro d'azione e di condividere azioni utili a sostegno dei settori interessati dalla calamità. Dopo una telefonata tra il ministro e il presidente della Regione Gian Mario Spacca, è stato deciso che già nelle prossime ore saranno impostate le iniziative di concerto con l'assessore regionale competente.

Con la nuova settimana (5-11 maggio 2014, ndr) dovrebbe tornare il beltempo grazie all'alta pressione delle Azzorre, con temperature in generale aumento. Tregua che però, secondo i meteorologi, potrebbe durare solo qualche giorno, con l'arrivo di nuovi temporali.

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