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Prima iniziativa di questo genere in Europa

"Origini Trasparenti" di Coop mette in chiaro da dove provengono le materie prime dei suoi prodotti a marchio"

E' stata presentata ieri, 29 ottobre 2013, in una conferenza stampa a Roma la nuova campagna consumerista di Coop denominata "Origini Trasparenti". Si tratta del primo esempio in Europa in cui un retailer punta alla trasparenza dell'informazione sull'origine delle materie prime che costituiscono i suoi prodotti "private label" (a marchio proprio dell'insegna); nel caso di Coop, oltre 1.400 articoli di uso quotidiano.


Il tavolo relatori della conferenza stampa. Da sinistra a destra: Prof. Marco Zuppiroli (Dip. di Economia, Università degli Studi di Parma), On. Paolo De Castro (presidente Commissione Agricoltura UE), Marco Pedroni (presidente Coop Italia), Enrico Migliavacca (vice presidente vicario Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) e il direttore generale alla gestione di Coop Italia, Maura Latini. Foto sotto: la sala con i rappresentanti della stampa.



Dalla passata di pomodoro allo yogurt al latte ai cereali etc, escludendo solo quelle categorie di prodotti come i freschissimi su cui la determinazione dell'origine è già obbligatoria per legge in etichetta (come ad esempio per ortofrutta e carni bovine) o aggiunta volontariamente da Coop (carni suine ed avicole).

Il direttore generale alla gestione di Coop Italia, Maura Latini, ha ricordato: "L'informazione ai consumatori è un impegno storico di Coop ed è uno dei valori fondamentali della nostra missione aziendale. Il controllo delle materie prime che compongono i prodotti a marchio Coop, il presidio della filiera produttiva, la trasparenza nelle informazioni sono fin dagli anni '80 elementi distintivi per quanto attiene ai prodotti a marchio confezionati. E' su tutto questo che si basa il rapporto di fiducia tra noi e i consumatori."

Per favorire la diffusione di nuove conoscenze presso il grande pubblico e mettere le persone in grado di compiere scelte consapevoli, Coop Italia ha creato un sito web dedicato: www.cooporigini.it a cui si può accedere ottenendo le informazioni in tempo reale. Sono inoltre previsti presidi informativi in tutti i punti vendita Coop.

Nel sito dedicato, il consumatore, digitando il nome del prodotto o il codice a barre che ogni prodotto reca sulla confezione, avrà una chiara indicazione dell'origine delle 2 principali materie prime che compongono quello specifico prodotto. Su richiesta inoltre si potranno ottenere informazioni anche su ingredienti minori. E' stata realizzata anche un App (disponibile su piattaforma iOS ed Android) che consente, semplicemente fotografando il codice a barre, di ottenere le stesse informazioni offerte dal sito web.



"Abbiamo scelto il web - ha sottolineato Latini - anche perché è uno strumento che ci permetterà di approfondire temi e dettagli che riguardano una materia così nuova e complessa come quella delle origini delle materie prime dei prodotti che arrivano sulla nostra tavola."



"Massimo sforzo di trasparenza e correttezza per dichiarare e far capire ai nostri soci e consumatori che cosa arriva dall'Italia e cosa non può arrivare per i motivi più vari, a partire dalla scarsità di alcune materie prime del nostro Paese. Un progetto apripista, che ci auguriamo altri seguano", ha concluso il direttore.

La parola è passata poi al Prof. Marco Zuppiroli (Dip. di Economia, Università degli Studi di Parma) che insieme ad altri colleghi delle Università di Bologna e di Udine ha elaborato il "Rapporto origini e garanzie materie prime agricole" (clicca qui per scaricare la versione integrale del documento - in formato .pdf).

Zuppiroli ha ricordato che il nostro sistema agricolo nazionale arriva a coprire solo il 70% del fabbisogno interno. Pertanto è semplicemente assurdo pensare che l'italianità di alcuni prodotti come la pasta, i salumi e l'olio d'oliva, ad esempio, possa essere messa in discussione solo perché, da sempre, utilizzano anche la migliore materia prima selezionata proveniente dall'estero. "Il concetto stesso di Made in Italy si è costruito nei decenni sulla base della capacità di conferire valore aggiunto ad una materia prima agricola, di origine nazionale e non, mediante l'impiego di antiche ricette e miscele, utilizzando una sapiente combinazione di moderne tecnologie, per le quali siamo all'avanguardia, e tradizione artigiana."

Basti dire che in Italia produciamo solo il 38% del grano tenero di cui avremmo bisogno, con il grano duro arriviamo al 65%, con le carni bovine siamo al 76%, e per il latte alimentare arriviamo ad appena il 44%. Ribaltando il punto di osservazione, le uniche filiere in cui siamo autosufficienti sono quelle del riso, del vino, della frutta fresca, del pomodoro e del pollo. Del resto, dal 1970 ad oggi, gli ettari di superficie coltivabile nel nostro paese si sono ridotti di 1/3, scendendo da 18 milioni a 13, mentre la popolazione, salita a 60 milioni, è cresciuta del 10%.

Accanto al "dove" si produce, bisogna però sempre indicare anche il "come": l'origine è infatti un'informazione utile, ma altrettanto importanti sono le garanzie sulle modalità produttive, sui controlli, sulle caratteristiche di sicurezza e qualità dei prodotti.

"Si tratta di informazioni non aggiunte ma sostanziali e che il progetto Origini Trasparenti di permette, appunto, di fornire consentendo al consumatore una scelta consapevole – precisa Enrico Migliavacca, vicepresidente vicario di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) - Per noi di Coop è doveroso mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere responsabilmente e abbiamo ritenuto urgente fornire gli strumenti necessari per esercitare il diritto di scelta su una materia così delicata e al tempo stesso decisiva come appunto la provenienza delle materie prime."

"Perché questo progetto, al quale lavoriamo da tempo, con rigore e determinazione? - si domanda Marco Pedroni presidente di Coop Italia – La risposta sta nella nostra convinzione che un mercato sia tanto migliore quanto maggiore è l'informazione e la trasparenza per il consumatore."

Per la realizzazione dei prodotti a marchio, Coop si avvale per il 90% di fornitori italiani. Tuttavia, non sempre è possibile utilizzare esclusivamente prodotti e produttori nazionali; infatti la percentuale italiana delle materie prime impiegate nei prodotti a marchio Coop è del 60%. Se è vero che il 94% delle carni e l'80% dell'ortofrutta acquistate da Coop provengono da fornitori italiani, come anche il latte o i legumi sono prevalentemente di origine nazionale, secondo il presidente Pedroni "limitarsi a dire questo non basta".

"Il problema è anche cercare di fare in modo che si capisca il perché. Coop da sempre privilegia, a parità di qualità e sostenibilità economica, i prodotti italiani e, pur in un contesto difficile per l'agricoltura, ha sempre continuato a sviluppare politiche di filiera nazionali, ma evitando facili semplificazioni. L'informazione che spesso manca a tante persone è che, per molti altri prodotti, che pure sarebbe possibile coltivare o produrre nel nostro paese, non siamo autosufficienti. In questo, intendiamo aiutare la filiera ad esprimere le sue potenzialità perché non vediamo alcuna contrapposizione tra il lavoro del distributore e quello del produttore."

In conclusione, Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, intervenendo sul tema nella conferenza stampa di presentazione, ha espresso il proprio plauso per l'iniziativa Coop che "va nella direzione di una maggiore chiarezza, cultura ed educazione alimentare del consumatore, in un contesto nel quale purtroppo circolano molti luoghi comuni e concetti semplicistici".

"Se è vero ad esempio che le esportazioni agroalimentari italiane nel 2013 valgono 35 miliardi di euro, ciò tuttavia non significa che siamo i primi in Europa - ha sottolineato De Castro - Basti pensare che la Germania, che nell'immaginario collettivo non viene considerata una protagonista del settore agroalimentare, esporta invece il doppio di noi e non lo fa nelle commodity agricole, bensì nei prodotti a valore aggiunto!"

"Il punto di forza del made in Italy è il collegamento tra prodotto e territorio. Trasparenza e indicazione dell'origine dei prodotti agricoli sono non a caso due elementi imprescindibili, e da oltre vent’anni parte integrante delle scelte di politica agricola comunitaria. Oltre ai marchi Dop e Igp, l'Europa ha approvato il nuovo regolamento sulle informazioni ai consumatori, estendendo l'obbligo di etichettatura di origine a tutti i prodotti zootecnici freschi. Misure che aiutano il pubblico ad orientarsi; mentre bisogna opporsi ai tentativi di condizionare i consumatori, come sta accadendo in Gran Bretagna con l'adozione delle etichette "a semaforo", del tutto contrarie alla normativa vigente (cfr. articolo correlato)" .

"In questo contesto, bisogna dunque applaudire l'iniziativa di Coop Italia che, prima in Europa, ha deciso di fornire ai propri consumatori informazioni dettagliate e facilmente reperibili sull'origine dei prodotti e sui luoghi e le modalità di produzione. Un'operazione che mi auguro possa fare da modello ed essere replicata in Italia e in Europa", ha concluso De Castro.

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