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APRI
Andrea Manca e Filippo Frongia, soci della Agro Mediterranea Distribuzione

"La disponibilità fisica del prodotto è diventata l'unica variabile rilevante"

L'attuale congiuntura dei mercati ortofrutticoli nel Sud Europa non può essere analizzata attraverso i parametri delle normali fluttuazioni stagionali. "Ci troviamo di fronte a una crisi sistemica caratterizzata da una rarissima trasversalità. A differenza di passate turbolenze che colpivano singoli segmenti, ad esempio drupacee od ortaggi a foglia, l'ondata di maltempo e l'instabilità climatica degli ultimi mesi hanno compromesso circa il 70% delle referenze totali, dai pomodori ai carciofi, dai finocchi ai broccoli", riferiscono Andrea Manca e Filippo Frongia, soci della Agro Mediterranea Distribuzione, azienda specializzata nella fornitura ortofrutticola alla Grande distribuzione organizzata.

© Agro Mediterranea Distribuzione

"L'elemento di unicità risiede nella contemporaneità di fattori climatici avversi e criticità produttive, un fenomeno senza precedenti nell'ultimo ventennio. Tale scarsità generalizzata sta ridefinendo i rapporti di forza lungo la supply chain: la disponibilità fisica del prodotto è diventata l'unica variabile rilevante, superando le logiche di programmazione ordinaria e obbligando la GDO a una gestione basata sulla pura emergenza quotidiana".

"Per quanto concerne il pomodoro, la crisi è scaturita dai trapianti di fine agosto, decimati da condizioni di umidità e sbalzi termici che hanno creato terreno fertile per un 'campionario completo' di fitopatologie: da botrite, oidio e cladosporiosi a marciumi dei colletti, che hanno compromesso la vitalità dei fusti e degli apparati radicali", spiega Manca.

L'analisi sul campo evidenzia una netta distinzione tra le piante adulte, ormai compromesse, e i nuovi trapianti di gennaio e febbraio. "La pianta giovane si sta dimostrando più resiliente per ragioni tecniche precise: la struttura ridotta consente una difesa preventiva molto più efficace, garantendo una copertura totale dei trattamenti fitosanitari e trattenendo meno umidità rispetto alle piante in pieno sviluppo". Si stima una finestra di 3-4 settimane per la normalizzazione dei volumi per il comparto pomodoro. "Questo intervallo tecnico è necessario affinché i nuovi cicli raggiungano la maturazione commerciale. Fino ad allora, la pressione sui prezzi rimarrà estrema".

"Assistiamo, infatti, a quotazioni 'folli' per ciliegino, piccadilly e datterino. La situazione è tale che molte catene della GDO, nonostante la disponibilità a pagare prezzi stellari, subiscono ordini inevasi. Per l'asparago, i volumi sono ai minimi degli ultimi tre anni (-50%), i prezzi sono in forte aumento e la domanda è sostenuta", spiega Manca. "Alcuni retailer stanno optando per il delisting temporaneo della referenza, preferendo la rottura di stock programmata piuttosto che esporre prezzi al consumo che superano la soglia di accettabilità psicologica del cliente".

© AGRO MEDITERRANEA DISTRIBUZIONE SRL

"È inoltre fondamentale fare chiarezza su un malinteso comune: i prezzi attuali non sono figli del caro-gasolio. Esiste uno sfasamento temporale che il consumatore deve conoscere. Se oggi un pomodoro viene venduto a cifre record, non è per l'aumento attuale dei costi energetici, ma per la pura mancanza di prodotto. I frutti attualmente in raccolta derivano infatti da trapianti autunno-vernini effettuati ai 'vecchi' costi. L'impatto reale dei rincari energetici e del gasolio si manifesterà solo sulle prossime produzioni estive. Oggi si paga esclusivamente la scarsità".

Il caso carciofo
"Per la prima volta in 20-24 anni di attività lavorativa, siamo arrivati ad aprile con le celle praticamente vuote, a causa di una produzione di carciofi scarsissima – sostiene Frongia –Questa eccezionale mancanza di merce si è rivelata paradossalmente un vantaggio. Questo perché, al momento, la domanda da parte degli acquirenti è molto bassa e risulta quindi proporzionata alla poca disponibilità del prodotto. A differenza di altre referenze, come pomodori o asparagi, per cui il calo produttivo ha portato a un drastico innalzamento dei prezzi, sui carciofi non ci sono stati rincari importanti e il mercato non ha raggiunto le quotazioni previste in una simile situazione di carenza".

"Nonostante la produzione sia ai minimi storici, la domanda è sorprendentemente debole. Questo fenomeno fa ripensare a una situazione instabile di 3-4 anni fa, che potrebbe aver scoraggiato la clientela, fino a farle perdere del tutto la voglia di acquistare questo prodotto", spiega Frongia. "Il meteo altalenante ha sicuramente influito, sebbene perfino l'arrivo di un clima invernale perfetto, prima di Pasqua, non sia stato in grado di incentivare i consumi e risvegliare il mercato. La campagna commerciale del carciofo, essendo ormai arrivata agli sgoccioli, si chiuderà in questa situazione. Il rischio per la GDO è che questa categoria subisca un danno reputazionale permanente".

Meloni e angurie
Si sta procedendo con i trapianti, ma gli agricoltori hanno dovuto posticipare le varietà precoci coltivate sotto tunnel. Questo ritardo provocherà inevitabilmente un accavallamento con le produzioni coperte in tessuto, ma se le condizioni climatiche attuali perdureranno, non dovrebbero insorgere gravi problemi.

"In generale, le condizioni climatiche sembrano essersi stabilizzate e le aspettative produttive al momento sono buone. L'auspicio per le colture estive è quello di affrontare una stagione positiva, riuscendo a vendere adeguate quantità di prodotto, a prezzi equi e giusti", concludono Manca e Frongia.

Per maggiori informazioni:
Andrea Manca - responsabile commerciale
+39 342 3390390
Agro Mediterranea Distribuzione Srl
S.P. 56 Km 0.500 Loc. Perdalba
09027 Serrenti (SU) - Italy
[email protected]
www.agromed.it

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