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Il commento di alcuni operatori di Trinitapoli (BAT) e Zapponeta (FG)

Campi sommersi e raccolti perduti: la tempesta perfetta sull'agricoltura pugliese

In Puglia, il settore agricolo nelle aree delle province di Barletta-Andria-Trani (BAT), Foggia e della Valle dell'Ofanto sta affrontando una crisi sistemica determinata dalla combinazione di eventi climatici estremi, con ripercussioni destinate a protrarsi ben oltre l'attuale stagione produttiva. Dopo i danni causati dalle gelate di inizio anno e da quelle registrate nuovamente nel mese di marzo, una serie di piogge torrenziali iniziate nella notte del 31 marzo e protrattesi fino al 3 aprile ha provocato lo straripamento di diversi corsi d'acqua (Ofanto, Carapelle, Cervaro e Fortore), causando l'allagamento di vasti areali agricoli. Il danno è trasversale e colpisce indistintamente colture arboree e ortaggi in pieno campo. Secondo Confcooperative Puglia, in particolare la provincia di Foggia registra la perdita di 1.000 tonnellate di asparagi e e il 30% del raccolto di broccoli.

© Vincenzo Ciccolella

Un caso emblematico è rappresentato dalla produzione di carciofo dell'Agricastello Società Agricola Srl di Trinitapoli (BAT). Su una superficie complessiva di circa 20 ettari, si stima che potranno essere recuperati soltanto 8-9 ettari, pari a circa il 40-45% dell'estensione coltivata.

Il titolare, Vincenzo Ciccolella, dichiara: "La situazione attuale è il risultato di una sequenza di eventi meteorologici estremi che ha colpito i terreni in una fase particolarmente vulnerabile del ciclo produttivo. All'inizio dell'anno le colture avevano già subito danni evidenti a causa delle gelate, e molti produttori contavano sul secondo ciclo di produzione per cercare di compensare almeno in parte le perdite subite. Le precipitazioni, iniziate nella notte del 31 marzo e proseguite fino al 3 aprile, sono state di fortissima intensità, soprattutto nelle prime fasi dell'evento. Le piante sono attualmente sature d'acqua. Stiamo tentando di drenare i terreni, ma molte aree restano ancora oggi del tutto inaccessibili. L'incertezza è aggravata dalle previsioni di una nuova perturbazione nella settimana entrante, che rischia di compromettere definitivamente i tentativi di asciugatura e recupero".

Ciccolella aggiunge: "L'impossibilità di entrare nei campi con i mezzi agricoli impedisce l'esecuzione dei trattamenti indispensabili. Se il terreno non si asciugherà in tempi rapidi, esiste il rischio concreto di perdere non soltanto il raccolto stagionale, ma l'intera pianta. Il ritardo accumulato a causa del ristagno idrico ci ha già fatto perdere la finestra commerciale del mercato del fresco, che culmina con il periodo pasquale e con la fine del mese di marzo. Di conseguenza, il prodotto superstite sarà destinato esclusivamente all'industria, con una drastica riduzione dei ricavi. In queste condizioni, le aziende agricole non riusciranno a coprire né le spese iniziali di produzione né i costi di gestione previsti per il biennio 2025-2026, aggravando ulteriormente la situazione debitoria già appesantita dai danni provocati dalla precedente gelata".

© Vincenzo Ciccolella

"A questo scenario già fortemente compromesso – prosegue Ciccolella – si aggiunge una crescente preoccupazione per la prossima stagione estiva. L'attuale impraticabilità dei terreni mette seriamente a rischio la programmazione dei trapianti di colture strategiche come melone e pomodoro, con la concreta possibilità di dover posticipare o, nei casi più gravi, annullare le operazioni. Inoltre, la situazione geopolitica internazionale, in particolare le tensioni in Medio Oriente, inciderà in modo significativo sui costi di produzione: si prevede un incremento che potrà arrivare fino al doppio o addirittura al triplo per le lavorazioni e la preparazione dei terreni. Tutto ciò renderà estremamente difficile il recupero delle spese sostenute dall'azienda, aggravando ulteriormente la sostenibilità economica dell'intera gestione, in particolare per la campagna delle carciofaie 2025/26".

Nelle zone adiacenti al fiume Ofanto e nel territorio foggiano si registrano inoltre danni rilevanti ai frutteti di pesche e albicocche; interi appezzamenti vitati risultano invasi dal fango, mentre negli arenili compresi tra Margherita di Savoia e Zapponeta permane una condizione critica dovuta al ristagno idrico tuttora presente. In tali aree, le colture maggiormente colpite risultano essere patate, cipolle e carote.

© Giuliano De Martino

Giuliano De Martino della Ortofrutticola De Martino di Zapponeta (FG) dichiara: "Nello spazio di due giorni, si sono registrati circa 120 mm di pioggia, causando esondazioni fluviali e l'allagamento sistematico dei campi. Le patate possono considerarsi interamente perdute, mentre cipolle (anche la varietà pregiata IGP di Margherita di Savoia) e carote registrano gravi danni a causa del ristagno idrico. Le piantine di melone retato e pomodoro sotto tunnel presentano danni stimati tra il 40 e il 50%. Si prevede una significativa carenza di meloni nel mese di giugno, a causa della perdita delle piantine e dell'impossibilità di procedere con i nuovi trapianti". L'azienda agricola opera su circa 40 ettari di proprietà, gran parte dei quali sono stati direttamente colpiti dalle inondazioni.

"Sebbene alcune aziende partner non abbiano ancora trapiantato, l'impraticabilità dei terreni impedisce l'avvio delle attività colturali tardive – continua De Martino – La capacità di ripresa delle aree colpite dipende strettamente dalle caratteristiche di drenaggio dei singoli terreni. In alcune zone è stato possibile drenare l'acqua, offrendo una speranza di salvataggio per le colture. Laddove l'acqua rimane stagnante, le probabilità di recupero sono minime. Anche i terreni non ancora piantumati risultano inaccessibili, impedendo l'ingresso dei macchinari necessari per i trapianti".

© Giuliano De Martino

Giovanni Riontino della AgriDaniele di Zapponeta (FG) commenta: "Carote e cipolle rimaste immerse nell'acqua per oltre 4-5 giorni e rischiano il deterioramento totale, se non raccolte entro le prossime 48-72 ore. L'eccessivo fango rende quasi impossibile l'accesso ai terreni con i mezzi agricoli, con macchinari parzialmente sommersi. La necessità di una raccolta massiva e immediata richiederebbe un volume di manodopera attualmente non disponibile. Almeno dieci ettari di carote erano pronti per la raccolta prima dell'alluvione. Attualmente, il prodotto giace in terreni completamente sommersi di fango".

"Inoltre, la produzione di broccoli era stata azzerata da una forte gelata verificatasi circa quindici giorni fa, che ha 'bruciato' le piante, interrompendo definitivamente ogni attività di raccolta. Per quanto concerne gli asparagi, le condizioni attuali del prodotto sono estremamente scarse, suggerendo una compromissione della qualità commerciale", aggiunge Riontino.

Nonostante i danni attuali alle colture invernali, l'abbondanza di acqua è considerata un fattore potenzialmente positivo per la futura campagna del pomodoro da industria, garantendo riserve idriche che sono mancate negli anni passati. L'intensa ondata di maltempo ha riempito le quattro dighe del distretto della Capitanata, che contengono, complessivamente, 286 milioni di metri cubi d'acqua, quasi il triplo di un anno fa. In particolare, nel grande invaso di Occhito, al confine col Molise, ci sono 220 milioni di metri cubi, a fronte dei 74 dell'aprile dello scorso anno.

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