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APRI

La fiera di Toubacouta in Senegal riunisce i produttori di patate e cipolle

La produzione di patate e cipolle in Senegal, in particolare nella regione di Sine-Saloume, beneficia di importanti risorse, tra cui ampie superfici agricole fertili, abbondanti risorse idriche, condizioni climatiche favorevoli e una forza lavoro disponibile. Tuttavia, il settore deve affrontare alcune difficoltà, come la scarsa visibilità commerciale, le problematiche legate alla commercializzazione dei prodotti e la necessità di strutturare meglio la filiera ortofrutticola.

È in questo contesto che interviene il progetto "Gunge Mbay", guidato da Enabel e finanziato dall'Unione europea, che punta a sviluppare diversi comparti agricoli, con particolare attenzione all'orticoltura, soprattutto patate e cipolle. Tra le iniziative principali del progetto rientra l'organizzazione della Fiera ortofrutticola di Toubacouta, che si tiene dal 9 all'11 aprile.

© Diouf

Ousseynou Dieng, esperto di strutturazione settoriale e intermediazione commerciale presso Enabel, afferma: "La regione, che fa parte della fascia di coltivazione delle arachidi, ha grandi possibilità di sviluppare coltivazioni utili sia per garantire cibo alla popolazione locale (sicurezza alimentare) sia per offrire occupazione. Tuttavia, manca ancora di una adeguata strutturazione e consolidamento. Solo in questa regione si coltivano 2.000 ettari di cipolle e 500 ettari di patate gestiti da cooperative, senza considerare quelli gestiti individualmente. Allo stesso tempo, il Senegal continua a importare cipolle per venti giorni all'anno e patate per tre mesi".

Per sostenere la produzione, il progetto Gunge Mbay ha individuato diverse aree di intervento. Dieng spiega: "Il progetto ha sviluppato una strategia olistica per promuiovere lo sviluppo delle filiere agricole, agendo su vari fronti: sostegno finanziario agli operatori, diffusione delle migliori pratiche di fertilizzazione, intermediazione commerciale e rafforzamento delle organizzazioni interprofessionali per favorire la strutturazione orizzontale della filiera. L'organizzazione della Fiera di Toubacouta è un passo importante, perché aumenta la visibilità e il raggio d'azione dei diversi operatori, mettendo insieme i partner del progetto e gli stessi coltivatori".

© Diouf

Aminata Dominique Diouf, un'agricoltrice della regione di Sine-Saloum che coltiva patate, cipolle e ortaggi precoci, sottolinea che la fiera e il progetto nel suo complesso sono preziosi e molto apprezzati dagli agricoltori. "Se vogliamo raggiungere la sovranità alimentare sia a Toubacouta sia in tutto il Senegal, dobbiamo semplicemente cominciare a piantare e soprattutto abbandonare i modelli agricoli tradizionali per passare a un'agricoltura integrata. Se le importazioni agricole in Senegal si fermassero domani, come reagirebbe il mercato locale? Questa è la domanda cruciale che richiede un'azione immediata", sottolinea Diouf.

"La fiera ci permetterà, in qualità di produttori, di dare maggiore visibilità alle nostre attività e di trovare opportunità commerciali eque sul mercato interno. Sarà anche un momento di scambio di conoscenze per i piccoli produttori della regione, su arboricoltura, orticoltura, trasformazione di frutta e verdura e future attività agricole, incluso il turismo rurale".

© Diouf

L'ambizione del progetto va oltre: ridurre le importazioni e soddisfare la domanda del mercato regionale. "Attualmente una parte di cipolle e patate senegalesi vengono esportate verso i mercati europei, ma solo da pochi operatori. Noi riteniamo di avere un potenziale produttivo sufficiente in termini di volume, per rifornire il mercato regionale, compresi Gambia, Guinea-Bissau e Mali", conclude Diouf.

Per maggiori informazioni:
Ousseynou Dieng
Enabel
[email protected]

Aminata Dominique Diouf
Domaine agricole du Nema
[email protected]

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