I prezzi del diesel e dei carburanti sono aumentati del 34-39% in Zimbabwe, un incremento "scioccante", come afferma William Zirebwa della Takura, coltivatore ed esportatore di piselli, fagiolini, frutto della passione e peperoncini, che vorrebbe ampliare la produzione con altre verdure e frutti e, in futuro, importare frutta in Zimbabwe per garantire carichi completi di camion al ritorno.
Quest'anno le trattative relative alla logistica si annunciano complesse. William che, dal 2000, opera nel settore dell'esportazione di prodotti ortofrutticoli freschi in Zimbabwe, Mozambico e Kenya, conosce bene il processo. "I nostri percorsi sono molto articolati, perché utilizziamo sia il trasporto marittimo sia quello aereo. La scorsa stagione abbiamo impiegato il trasporto su strada da Harare verso Durban o Città del Capo, per poi proseguire con il trasporto marittimo dai due porti. Il trasporto aereo parte da Harare e passa talvolta per Johannesburg, Addis Abeba, Nairobi o Dubai, utilizzando diverse compagnie aeree".
Secondo William, caricare e spedire direttamente in Sudafrica costa meno, perché consolidare le merci a Harare comporta altri 700 km se il carico deve poi essere trasportato via camion fino a Johannesburg. "Il 2026 sarà il primo anno in cui esporteremo direttamente", continua William.
© Takura
Il Perù è il principale rivale dello Zimbabwe nella produzione di piselli
Tra tre o quattro settimane, la Takura avrà a disposizione i quantitativi di taccole e piselli dolci destinati all'esportazione: il loro raccolto (minimo 200 tonnellate) è già stato venduto a clienti nel Regno Unito, in Germania, Francia e Paesi Bassi.
"A parità di condizioni, avremmo dovuto iniziare la raccolta già da tempo ma, a causa delle interruzioni dovute alle piogge, è iniziata solo ora e si protrarrà fino ad agosto e settembre circa. Lo Zimbabwe è il primo a iniziare grazie alle sue condizioni climatiche, seguito da Kenya e Perù, che partono un po' più tardi, pur potendo il Perù garantire una disponibilità annuale costante. Lo Zimbabwe ha sempre avuto un vantaggio nella produzione di piselli, mentre il Kenya è più competitivo nella produzione di fagioli. In termini di costi di produzione e resa per ettaro, siamo più competitivi del Kenya nella coltivazione dei piselli. Con il Perù, nostro principale rivale in questo settore, siamo invece testa a testa. Quando la produzione peruviana aumenta significativamente, i prezzi crollano. Sappiamo però che quest'anno il Paese è stato colpito dalle inondazioni", spiega William.
Nessuno in Africa coltiva fagioli di qualità tanto elevata come il Kenya. William ha trascorso un anno nel Paese, osservando direttamente l'impegno in ricerca e sviluppo dedicato ai fagioli di qualità e alle diverse cultivar coltivate. "È una coltura in cui i coltivatori kenioti investono davvero molto, producendo grandi volumi".
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Potenziale del frutto della passione
Lo Zimbabwe è da tempo una fonte di frutti della passione di prima categoria e i coltivatori della Takura hanno già piantato i primi ettari, a cui ne seguiranno altri. "Siamo riusciti a trovare acquirenti per il nostro frutto della passione tramite Fruit Attraction e Fruit Logistica. Per i nostri peperoncini freschi, abbiamo acquirenti europei e sudafricani, in particolare per il gruppo Nando's (catena di ristoranti sudafricana)", sottolinea William.
Entro la prossima estate, l'azienda amplierà l'offerta con uva spina, mais dolce e mais novello, incrementando anche la gamma di peperoncini disponibili. Gli oltre 200 coltivatori della Takura, che operano in sinergia attraverso diversi sistemi di irrigazione, sono attualmente tutti concentrati nella provincia di Midlands, in Zimbabwe.
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Quest'anno, la stagione delle taccole e dei piselli dolci è stata leggermente ritardata dalle piogge.
"La nostra strategia è piuttosto diversa da quella degli altri esportatori"
La Takura è di proprietà del Takura Trust (finanziato da Valterra Platinum, precedentemente Anglo American Platinum), il cui mandato principale è migliorare le condizioni di vita dei circa 200 agricoltori della Takura che vivono nelle aree comunitarie. L'organizzazione si fa carico di tutti gli input e della certificazione, in cambio di un raccolto commercializzabile.
La Takura punta a coinvolgere oltre mille agricoltori entro i prossimi cinque anni perché c'è un ampio margine di espansione. A oggi, hanno creato 1.600 posti di lavoro e prevedono di raddoppiarli entro il 2031.
"La nostra strategia è piuttosto diversa da quella degli altri esportatori perché ci concentriamo sul miglioramento delle condizioni di vita delle comunità. Non si tratta solo di business e redditività, sebbene siano importanti: l'essenza principale della nostra attività è garantire che gli agricoltori possano incrementare il loro benessere grazie alla produzione, mentre la Takura stimola la produzione a monte".
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Un impianto di confezionamento conforme agli standard internazionali riceve i prodotti coltivati dalla rete di agricoltori della Takura
Zirebwa sottolinea che lavorano con "agricoltori alla base della piramide", creando opportunità per migliorare le loro condizioni di vita attraverso la produzione destinata all'esportazione. "Abbiamo costruito un impianto di confezionamento conforme agli standard internazionali per accedere ai mercati migliori. Il nostro personale tecnico a tempo pieno garantisce il rispetto degli standard internazionali e delle buone pratiche agricole".
Un progetto di regionalizzazione verso le province limitrofe, come Masvingo e Matabeleland, porterà il modello di business a centinaia di altri agricoltori, motivando al contempo i giovani. "C'è grande interesse per il nostro modello. Stiamo contribuendo a creare un mondo sostenibile in cui tutti possano avere l'opportunità di prosperare", conclude William.
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Per maggiori informazioni:
William Zirebwa
Takura
[email protected]
takurafarms.org