La stagione dell'asparago per il 2026 si è aperta con una sostanziale tenuta delle superfici coltivate (-1% rispetto all'annualità precedente) attestandosi, secondo le stime di CSO Italy, su un totale di 8.230 ettari distribuiti lungo la penisola con dinamiche locali differenziate.
In Puglia, la prima regione produttrice italiana per estensione, si stimano meno di 3.000 ettari, un dato in lieve contrazione del 2% rispetto allo scorso anno, dove l'offerta si concentra principalmente sull'asparago verde raccolto in pieno campo. Al contrario, la regione Campania manifesta segnali di ripresa, con un incremento delle superfici che hanno recentemente toccato quota 1.200 ettari, caratterizzati da una forte specializzazione nelle colture protette dell'area napoletana quasi esclusivamente della tipologia verde.
Il Lazio consolida la propria posizione mantenendo superfici stabili intorno ai 700 ettari, con una netta prevalenza della tipologia verde in campo aperto; la Toscana e la Sardegna presentano estensioni decisamente più contenute, rispettivamente di 260 e 230 ettari circa.
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A Nord-Est, l'area del Triveneto mantiene un'ampiezza colturale quasi invariata, trascinata dall'eccellenza del Veneto che si conferma la seconda regione produttrice a livello nazionale con circa 1.750 ettari nel 2026, seguita a distanza dal Friuli-Venezia Giulia con 200 ettari e dal Trentino-Alto Adige con meno di 100 ettari. In questo bacino l'asparago bianco domina coprendo oltre il 70% della superficie. Considerando anche i dati della Lombardia, l'estensione complessiva dedicata all'asparago bianco in Italia per la stagione corrente dovrebbe assestarsi su poco più di 2.000 ettari, rappresentando circa un quarto dell'intera superficie nazionale.
Di segno opposto è la situazione in Emilia-Romagna, dove prosegue una tendenza negativa delle superfici in atto da alcuni anni con un ulteriore calo del 5% sul 2025, portando la coltivazione a circa 475 ettari, destinati quasi totalmente all'asparago verde di pieno campo. Analogo il trend del Piemonte dove la flessione ha di recente diminuito il potenziale a poco più di 200 ettari coltivati.
In questa prima fase della stagione, gli apporti di prodotto derivano ancora dagli impianti protetti in Campania, dove l'avanzamento produttivo è stimato attorno al 60%-70% del totale, mentre è stimato al 30% nella Regione Veneto. Il prodotto è di buona qualità, con quantitativi in crescita e non si segnalano problemi fitopatologici. Per gli investimenti in pieno campo, al momento, si tratta ancora di produzioni contenute a causa di un clima ancora non favorevole. Prossimamente è stimato un aumento dell'offerta a seconda della zona di provenienza ma che dipenderà dall'andamento climatico, delle precipitazioni e dall'evoluzione delle temperature. Le quotazioni al momento risultano soddisfacenti e la richiesta di prodotto è elevata, vista la limitata offerta presente.
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Buona parte dell'asparago raccolto in Italia viene commercializzato sul mercato interno e le importazioni di asparago del 2025 hanno registrato una diminuzione pari al -9% rispetto al 2024, a conferma di una tendenza in atto dal 2023. Con poco più di 3.100 tonnellate il volume è il più contenuto degli ultimi cinque anni. Nel corso del 2025 circa il 60% del prodotto estero è arrivato in Italia tra febbraio e maggio, in particolare durante aprile. Come di consueto prevale l'asparago spagnolo che rappresenta oltre la metà dell'import totale ma con volumi in flessione rispetto al 2024 (-12%). Seguono le movimentazioni di asparago provenienti dalla Germania e dal Messico (comprese tra febbraio e marzo) con quantitativi in calo rispetto alla stagione precedente; secondariamente le importazioni da Francia e Olanda anch'esse più contenute.
È risultato in calo anche il volume delle esportazioni di asparago italiano del 2025 se confrontate col 2024, pari al -8% con un quantitativo di circa di 7.700 tonnellate. Quasi il 90% delle spedizioni dirette verso i mercati esteri si sono concentrate tra marzo e giugno ma è stato nel bimestre aprile-maggio il periodo con le maggiori movimentazioni: oltre 2.800 tonnellate durante il mese di aprile (il 37% del totale) e poco più di 2.400 in maggio (il 32% del totale).
I primi tre mercati di destinazione hanno rappresentato nel 2025 poco meno del 70% del totale, con la Germania con circa 2.400 tonnellate a prevalere ma con -8% sul 2024 in termini di volume, Svizzera stabile sul 2024 con 1.400 tonnellate e Austria con quasi 1.300 tonnellate (-15% sul 2024). Migliora l'export verso la vicina Francia, la Slovenia mentre per la Danimarca i volumi sono risultati inferiori.
Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT