Ci sono ancora parecchie mele nei magazzini dei Paesi europei, secondo Matoula Katsika, responsabile export e vendite dell'azienda greca A.C. Kissavos. "Da novembre, la stagione delle mele ha attraversato alcune fasi ben definite a livello globale, pur rimanendo relativamente stabile. Ci sono stati momenti di pressione, con una domanda per i nostri prodotti leggermente più debole. I dati di inizio anno hanno mostrato un aumento delle scorte di mele in Europa, trainato da Italia e Polonia. Tra gennaio e febbraio si è registrato un periodo di pressione sul mercato, con prezzi in calo in diversi Paesi".
Secondo Katsika, alcuni mercati di esportazione sono rimasti ancora molto attivi. "C'è un'agguerrita concorrenza da parte delle mele italiane e polacche, e notiamo un rallentamento della domanda in alcune zone del Medio Oriente e dell'Asia. Mercati di esportazione come l'India e gli Emirati Arabi Uniti sono risultati ancora attivi ma più sensibili al prezzo, e gli acquirenti hanno dovuto negoziare per ottenere condizioni migliori. Al momento, a fine marzo, la disponibilità di mele in Grecia è generalmente buona, ma non abbondante per quanto riguarda le varietà Granny Smith e Red: una situazione tipica di metà-fine stagione di stoccaggio".
© A.C Kissavos
La situazione attuale in Medio Oriente rappresenta una vera sfida per un'azienda d'esportazione come la Kassavos. "Dato che lavoriamo principalmente con tutti i Paesi del Medio Oriente, la situazione attuale è problematica. La regione è improvvisamente diventata ad alto rischio e le rotte marittime sono interrotte, come lo Stretto di Hormuz. Si registrano ritardi nei tempi di transito, che in alcuni casi sono aumentati di oltre 10-15 giorni. A tutto ciò si aggiungono costi di trasporto estremamente elevati, comprensivi dell'assicurazione contro il rischio di guerra. Infine, e soprattutto, aumenta il rischio di perdita di qualità", spiega Katsika.
L'alternativa a questi costi più elevati e ai tempi di transito più lunghi è quella di accumulare scorte o di cambiare mercato di esportazione. "Alcuni esportatori stanno accumulando scorte invece di spedirle, mentre altri stanno reindirizzando la loro frutta verso mercati alternativi in attesa che la situazione si stabilizzi. In pratica, per la nostra stagione significa un flusso di esportazione più lento, mentre le scorte restano elevate e i prezzi sono sotto pressione. Nel frattempo, ci stiamo lentamente avvicinando alla fine della stagione", continua Katsika.
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Il mercato è focalizzato sull'ottenere il giusto prezzo per le mele. Katsika sottolinea: "La domanda globale di mele cresce lentamente, ma in maniera costante. Tuttavia, il comportamento d'acquisto è cambiato, diventando più sensibile al prezzo. Di conseguenza, la domanda c'è, ma è selettiva, non diffusa. Notiamo nuove opportunità nei mercati asiatici, come India, Malesia e Singapore. Anche i Paesi balcanici e i mercati europei in generale sono diventati più interessanti, essendo più vicini a noi. La guerra non ha eliminato completamente la domanda, ma ha modificato le nostre destinazioni".
"Nonostante le sfide attuali, il mercato delle mele continua a offrire solide opportunità per prodotti ben posizionati. Con una qualità costante, una fornitura affidabile e la conoscenza delle esigenze del mercato, come fornitori possiamo ancora ottenere ottimi risultati sia nel segmento premium sia in quello di volume", conclude Katsika.
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Matoula Katsika
A.C Kissavos
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