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BelOrta a Foodex Japan spera in un rapido accesso per le pere Conference

"Lo Yen debole frena il mercato giapponese nonostante l'elevato interesse per gli ortaggi belgi"

Dal 10 al 13 marzo si è svolta la fiera Tokyo Foodex Japan. Oltre ai principali produttori di patatine fritte, come Agristo, Clarebout, Lutosa e il trasformatore di patate Pomuni, anche BelOrta era presente alla fiera con una gamma di ortaggi. "Abbiamo portato soprattutto ortaggi, perché con le pere ad esempio, non abbiamo ancora accesso al mercato giapponese. Tuttavia, abbiamo attirato l'attenzione dei visitatori, essendo una delle poche aziende di prodotti ortofrutticoli presenti", afferma Didier Lepoutre, che ha partecipato alla fiera per la cooperativa insieme a Thomas Similion.

© BelOrta
Didier Lepoutre e Thomas Similion

"Nel complesso, siamo più che soddisfatti. Foodex Japan è una fiera alimentare generalista, piuttosto che un evento di settore, come avviene di solito per quello dei prodotti ortofrutticoli. L'organizzazione, curata dal Belgio, è stata affidata a FIT (Flanders Investment & Trade) e AWEX, la sua controparte vallona. Il primo giorno è iniziato in sordina, ma l'affluenza è aumentata già dal pomeriggio. La partecipazione è rimasta elevata anche nel pomeriggio dell'ultimo giorno, mentre le fiere europee spesso iniziano a svuotarsi nelle ultime ore. Essendo un'eccezione, abbiamo continuato ad attirare l'attenzione dei visitatori".

"In tutta la fiera, erano presenti solo pochi venditori di frutta e verdura. Proprio per questo, abbiamo attirato molta attenzione. Prodotti che per noi sono normalissimi, lì venivano considerati esotici. C'era un forte interesse per pastinache, sedano rapa, porri, cavoletti di Bruxelles e indivia, tra gli altri. Avevamo anche annunciato la nostra presenza in anticipo, e molte persone sono venute appositamente alla fiera per visitarci", spiega Didier.

© BelOrta
L'offerta di verdura

Interessati alle pere, ma in attesa dell'accesso al mercato
Per inciso, i contatti non si sono limitati al solo Giappone. "Sono arrivati ​​visitatori anche dai Paesi limitrofi. Il Giappone è un mercato in cui le verdure belghe vengono esportate da decenni, in particolare l'indivia e i cavoletti di Bruxelles. È fondamentale mantenere la visibilità, soprattutto perché si tratta di prodotti di nicchia. Sono disponibili, ma principalmente nel segmento di fascia alta, come ristoranti selezionati o gastronomie. Di conseguenza, sono meno conosciuti al grande pubblico e spesso ci viene chiesto di spiegare cosa siano alcuni prodotti", continua Didier.

Le verdure hanno dunque catturato l'attenzione, ma che dire della pera belga di punta, la Conference, presentata lo scorso anno all'Expo di Osaka? "Naturalmente, queste pere non hanno ancora accesso al mercato giapponese, quindi non abbiamo potuto includerle. Tuttavia, le trattative stanno andando avanti e registriamo un crescente interesse. Per questo abbiamo portato un packaging simile a quello utilizzato in Asia dai colleghi di Belgium Fruit Valley. Ciò ha suscitato curiosità: anche se si trattava solo di una presentazione, con casse che mostravano immagini di pere, sono arrivate numerose domande sulla disponibilità, sul packaging e sulle tempistiche. La speranza è che l'accesso al mercato per le pere si concretizzi presto, permettendo di compiere passi concreti. In Cina, invece, l'accesso è già operativo e volumi significativi di pere Conference vengono ora regolarmente esportati", sottolinea Didier.

© BelOrta
Packaging delle pere

Valore dello Yen, potere d'acquisto e logistica come sfide
Nel complesso, il bilancio della fiera è positivo, sebbene Didier mostri comunque una certa cautela. "Il Giappone resta un mercato interessante, ma anche impegnativo. Le ragioni sono diverse, e un fattore chiave è il tasso di cambio. Negli ultimi sette anni lo Yen giapponese si è deprezzato di circa il 35% rispetto all'Euro, rendendo i prodotti provenienti dall'eurozona significativamente più costosi per gli acquirenti giapponesi".

"Inoltre, la crescita economica del Giappone è contenuta, mettendo sotto pressione il potere d'acquisto. I prodotti importati, soprattutto quelli di nicchia come le verdure belghe, vengono quindi rapidamente percepiti come articoli di lusso o esclusivi. Se da un lato questo offre opportunità in termini di esclusività e posizionamento, dall'altro richiede continui investimenti in promozione e informazione. Di conseguenza, le vendite si limitano a un segmento di mercato più ristretto e benestante, come il retail di fascia alta e i ristoranti premium", spiega Didier.

© BelOrta

Anche la logistica gioca un ruolo fondamentale. "Gli ortaggi freschi devono essere trasportati per via aerea e i costi del trasporto aereo sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni, in parte a causa delle tensioni globali e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Questi costi aggiuntivi pesano notevolmente sul prodotto finale, a volte al punto che le spese di trasporto superano il valore degli ortaggi stessi. Nel complesso, questo rende il Giappone un mercato con evidenti opportunità, ma anche sfide significative. Mantenere una presenza e costruire relazioni è essenziale, ma il successo è meno scontato e richiede un impegno a lungo termine".

Nel frattempo, BelOrta ha già in programma le prossime fiere. "Ad esempio, a breve parteciperemo per il quarto anno consecutivo all'IFE di Londra, una fiera che continua a crescere, anche nel settore ortofrutticolo. Il Regno Unito resta un mercato importante, quindi mantenere una presenza su quel mercato è fondamentale. Inoltre, i nostri colleghi saranno a Rimini per Macfrut a fine aprile", conclude Didier.

Per maggiori informazioni:
BelOrta
Mechelsesteenweg 120
B-2860 Sint-Katelijne-Waver (Belgio)
+32 0 15 55 11 11
[email protected]
www.belorta.be

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